Energia economica, affidabile, rinnovabile per la sostenibilità

L’accesso universale a un’energia economica, affidabile, rinnovabile e moderna è uno dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 Onu per lo sviluppo sostenibile. Tradotto in cifre si parla, per i prossimi dieci anni, di una riduzione almeno del 40% delle emissioni di gas a effetto serra (rispetto livelli del 1990), una quota di pari al 32% e un miglioramento almeno del 32,5% dell’efficienza energetica. Obiettivi ambiziosi, a fronte dei quali non sempre la situazione attuale risulta essere incoraggiante.

Quale ruolo possono avere le tecnologie nel raggiungimento dell’obiettivo 7 dell’Agenda?

La tecnologia – afferma Luca Cosentino, executive vice presidente Energy Solutions di Eni – è un elemento chiave per le rinnovabili da molti punti di vista: negli anni ha consentito di aumentare l’efficienza, e quindi la produttività, degli impianti oltre che di migliorare le modalità di stoccaggio dell’energia. In stiamo lavorando, per esempio, sul fronte delle fonti solari a concentrazione, oltre che sulla possibilità di convertire in energia il moto ondoso che consentirebbe alle isole minori di avere autonomia energetica. A Ravenna è presente un impianto pilota innovativo, esempio di che ha coinvolto il Politecnico di Torino e lo spin-off Wave for Energy s.r.l., che sfrutta il moto ondoso per produrre energia elettrica, adattandosi anche alle differenti condizioni del mare, e che ha raggiunto un picco di potenza superiore a 51 kW. Altro progetto interessante è quello del fotovoltaico organico, o flessibile, che ha l’obiettivo di realizzare dispositivi solari che utilizzano polimeri al posto del silicio come materiale fotoattivo e che possono essere impiegati in architettura.

Quanto le rinnovabili contribuiranno a salvaguardare il pianeta?

Pensare che le rinnovabili possano portare risultati immediati e rappresentare da sole la soluzione alla salvaguardia del pianeta è sbagliato. Occorre puntare e investire da subito su un mix gas naturale-rinnovabili, che consente di ridurre l’impatto carbonico. Eni lavora in ambito rinnovabili da 40 anni e, a dimostrazione del peso che ha voluto riservare a questo tema, nel 2015 ha dato vita a una nuova unità di business, Energy Solutions, che si occupa dello sviluppo di progetti di energia rinnovabile a grande scala. Nel quadriennio 2019-22 gli investimenti in progetti sulle rinnovabili sarà pari a 1,4 miliardi di euro per una potenza elettrica installata di circa 1,6 GW al 2022. Potenza destinata a raggiungere i 5 GW nel 2025 e i 10 GW nel 2030.

Quali i progetti in Italia e all’estero sulle rinnovabili?

Una decina sono i Paesi nel mondo in cui Eni, dal 2017, ha avviato progetti da fonte rinnovabile: in Algeria, Tunisia, Pakistan e in Italia si sta lavorando in particolare alla ibridazione di sistemi rinnovabili con sistemi tradizionali nei siti industriali. Uno dei cantieri più recenti è quello avviato a marzo in Tunisia per la costruzione dell’impianto fotovoltaico di Adam, che ha una capacità di picco di 5MW da impiegare nel sito industriale che farà risparmiare l’emissione in atmosfera di oltre 6.500 tonnellate/anno di CO2. Questo impianto è uno dei primi al mondo che integra generazione tradizionale a gas, fotovoltaico e stoccaggio di energia. In Italia al momento sono stati identificati 25 progetti, che porteranno a una capacità complessiva di circa 260 MW al 2022. Questa iniziativa, denominata Progetto Italia, avviata nel 2016, mira a riqualificare aree industriali Eni o zone sottoutilizzate con il duplice obiettivo di evitare di utilizzare altro suolo e di non utilizzare incentivi pubblici, quindi non gravare sul contribuente italiano. Contestualmente, verranno create nuove opportunità lavorative. I primi 3 progetti, situati ad Assemini (CA), Ferrera Erbognone e Gela, sono stati realizzati nel 2018 e sono già in esercizio. Nel sito industriale di Porto Torres, inoltre, a febbraio di quest’anno si è avviata la costruzione di un impianto fotovoltaico con una capacità di 31 MW, uno dei più grandi d’Italia. Importante anche l’accordo firmato di recente tra Eni e Cassa Depositi e Prestiti, finalizzato a realizzare impianti di produzione di energia rinnovabile nel nostro paese, secondo modalità non dissimili da quelle del Progetto Italia.

Quali le azioni che potrebbero andare a sostegno delle rinnovabili?

Come è immaginabile, nel momento in cui si parla di problematiche legate alla salvaguardia del pianeta, le azioni a supporto della dovrebbero riguardare non un solo Paese ma tutti. Se parliamo di lotta alle emissioni e quindi di soluzioni regolatorie del mercato globale di CO2, la complessità sta nel fatto che qualora si pensasse a una carbon tax, ovvero a una tassa da applicare a realtà che inquinano più di altre, ci saranno economie a favore come ce ne saranno molte altre in netto contrasto. Senza una concertazione sulle soluzioni non si faranno grandi passi avanti purtroppo. Per ciò che attiene le rinnovabili, ritengo che la stagione degli incentivi si sia conclusa, visto che i costi si sono abbassati al punto da rendere competitivi gli impianti eolici e fotovoltaici rispetto ai tradizionali. Quello su cui si potrebbe lavorare è, pertanto, la sensibilizzazione dei cittadini sulla conoscenza del tema e sui comportamenti individuali.

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