Impact Investing: la finanza che rispetta l’ambiente

Avere ripercussioni positive a livello sociale e ambientale, questo è l’obiettivo dell’Impact
Investing, una strategia di investimento che influisce su contesti apparentemente slegati dalla tout court.

Impact Investing: ecco tutto ciò che c’è da sapere

In base alla definizione fornita dal Global Impact Investing Network (GIIN), l’ente di riferimento internazionale in materia, per Impact Investing si intende una serie di investimenti effettuati allo scopo di generare due principali risultati: garantire un profitto e determinare un cambiamento in positivo a livello sociale e ambientale, concreto e misurabile.

I fattori chiave che distinguono l’Impact Investing sono 4:

  1. La consapevolezza, da parte dell’imprenditore che opta per questo tipo di investimento, che la sua azione avrà un impatto positivo su una comunità e/o sul piano ambientale.
  2. L’utile: variabile a seconda del tipo di investimento effettuato, deve comunque almeno
    raggiungere una cifra pari al capitale investito; di conseguenza, l’Impact Investing non prevede forme di beneficenza.
  3. Un parterre eterogeneo di beneficiari: l’investimento può avere un impatto positivo in diversi ambiti, anche apparentemente molto diversi tra loro.
  4. Possibilità di misurare i benefici prodotti a livello sociale e ambientale.

L’Impact Investing può essere applicato in diversi contesti: nella maggior parte dei casi, questa forma di investimento offre benefici concreti per la micro finanza e l’edilizia abitativa sociale (social housing) mentre le modalità tramite cui si declina più spesso sono il crowdfunding, i social bond e le obbligazioni verdi.

L’Impact Investing può essere considerato una nuova frontiera della finanza sostenibile?

Da quanto visto, appare chiaro che l’Impact Investing abbia uno stretto legame con la finanza sostenibile, anche se vi sono delle caratteristiche che lo rendono, a conti fatti, una modalità di investimento unica nel suo genere. Le strategie di Impact Investing, infatti, non solo vogliono contribuire alla riduzione delle criticità sociali, tramite criteri di selezione improntati alla responsabilità sociale, ma si prefiggono anche di generare un cambiamento positivo sul piano sociale ambientale, che abbia effetti concreti e misurabili. Per questo l’Impact Investing si pone a metà strada tra la filantropia e le tradizionali strategie imprenditoriali, che mirano alla realizzazione di un utile a seguito di un investimento economico. Del resto, molto spesso quando viene effettuato questo tipo di investimento si fa riferimento ai Sustainable Development Goals, ossia gli obiettivi ONU per la e lo sviluppo.

L’Impact Investing genera utile

Scegliere di fare un investimento per migliorare concretamente una situazione sociale o
ambientale non significa solo e genericamente “fare del bene”: l’Impact Investing prevede anche un ritorno economico, creando un rendimento finanziario (chiamato “alpha”) tanto tangibile quanto gli effetti generati dall’investimento stesso. In base al recente studio The Alpha in Impact ad opera di Tideline e Impact Capital Manager, gli utili ottenuti a seguito di Impact Investing non sono certo di poco conto, basti considerare l’esempio  dell’investimento in private equity e venture capital in India, che nel solo 2017 ha generato un ritorno economico di ben l’11%.

L’ascesa dell’Impact Investing

Al momento, l’Impact Investing è una modalità di investimento ancora di nicchia, ma la sua ascesa in Europa negli ultimi anni è stata stupefacente. Come si evidenzia dai dati dell’edizione 2016 dello Studio Eurosif, nel biennio 2013-2015, l’Impact Investing ha conosciuto una crescita del +385%, con un aumento del volume d’affari da 20 a 98 miliardi. Tra le diverse strategie di finanza sostenibile, quindi, l’Impact Investing è senza ombra di dubbio quella che sta conoscendo il maggiore successo. Il Paese che ci crede di più, per ora, è l’Olanda, ma anche in Italia l’interesse che suscita questa modalità di investimento è sempre più acceso, tanto da passare da 2 a 2,9 miliardi di investimenti in soli due anni. Un trend positivo confermato anche dall’Annual Impact Investor Survey 2018 del GIIN, rapporto da cui emergono dati molto interessanti, tra cui i 228 miliardi di dollari destinati, a livello internazionale, a finanziamenti a impatto (contro i 114 miliardi dell’anno precedente) e i 35 miliardi investiti in più di 11.000 progetti nel solo 2017.

Nuovi modelli di investimento e sviluppo: cosa ci riserva il futuro

L’Impact Investing sta conoscendo un crescente successo, ma presenta anch’esso delle criticità, che devono essere risolte affinché possa configurarsi come una vera e propria opportunità di investimento. Tra i lacks di questa formula di investimento vanno certamente annoverati la poca liquidità a disposizione a una mancanza di coordinazione tra i diversi attori coinvolti. La gestione di un portafoglio a impatto, inoltre, richiede un know how specifico, ma poche sono ancora le figure che possono vantare un’esperienza specialistica del settore. L’Impact Investing, infatti, è un investimento il cui ciclo di vita include diverse fasi, dalla ricerca del progetto sul quale investire all’analisi di fattibilità, fino al monitoraggio dei risultati. Per questo motivo molti investitori nutrono ancora dei forti dubbi, preoccupati del rischio di vedere andare in fumo il capitale messo a disposizione.

Ciononostante, sia a livello internazionale, con l’inserimento del tema degli investimenti a
impatto nell’agenda del G8, sia sul piano nazionale, grazie alla Social Impact Agenda per l’Italia, importanti azioni nella direzione di una maggiore fruibilità dell’Impact Investing sono state effettivamente intraprese. Secondo la Social Impact Agenda per l’Italia (SIA), infatti, entro il 2020 l’ammontare degli investimenti a impatto potrebbe arrivare ai 3 miliardi di euro, grazie anche alla partecipazione dei membri (qui l’elenco) che si sono mostrati disponibili a mettere in campo azioni comuni per favorire la diffusione di questa modalità di investimento.

 

In collaborazione con CNP Partners

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