5 motivi per cui si ha bisogno dello Unified Commerce

Lo Unified Commerce è una tendenza che si manifesta in tutto il mondo e che anche in Italia sta diventando uno dei fattori di differenziazione più importanti per i brand. I consumatori sono sempre più spesso alla ricerca di esperienze di acquisto su più canali, in cui le barriere che separano digitale e in-store vengono meno, e la brand experience risulta univoca e coerente.

Già oggi il cliente omnichannel rappresenta per le aziende un’opportunità molto rilevante, vista la garanzia di accedere a un target più fidelizzabile – acquista 4 volte all’anno dal medesimo rivenditore, contro le 2 del consumatore classico – e che spende in media il 30% in più (dati Adyen Unified Commerce Index 2019). Ma questo è solo uno dei vantaggi da tenere in considerazione nel valutare l’opportunità di intraprendere una strategia unificata: Adyen, la piattaforma di pagamento scelta da aziende leader a livello mondiale, ne suggerisce 5 in grado di rivoluzionare il business.

  1. Iniziare a pensare come i clienti

I clienti non pensano per canali di acquisto separati e lo stesso dovrebbero fare le aziende, puntando ad offrire un’esperienza che unisca il meglio di online, mobile e in-store. È questo l’obiettivo di Primadonna Collection, che in tempi rapidissimi sta trasformando, con l’aiuto di Adyen, il suo approccio sia al punto vendita che al panorama digitale. Come? Grazie alla configurazione di un nuovo sistema di casse, al lancio del sito con navigazione ottimizzata da un motore di Intelligenza artificiale, e all’arrivo dell’app ufficiale, che coniuga shopping online con ritiro in negozio e interazione tra negozio fisico e sito online, per offrire un’esperienza di acquisto amplificata. In questo modo l’azienda è in grado di intrecciare relazioni più profonde e personalizzate con i clienti, offrendo loro una esperienza di acquisto moderna e completa di nuovi servizi.

  1. Cogliere l’opportunità dello shopping contestuale

Acquistare ovunque e in qualsiasi momento. Ad esempio, scorrendo il feed di Instagram. È la nuova frontiera dello shopping contestuale e offre incredibili opportunità per far crescere le vendite. Gli utenti ne sentono sempre di più l’esigenza, in particolare Millennials e Generazione Z: 2 consumatori su 5 fra 18-24 anni (dati 451 Research) dichiarano che la possibilità di acquistare direttamente sui social aumenterebbe il loro shopping online. E per le aziende è un trend da non farsi sfuggire, qui e ora.

  1. Gestire i resi in modo più rapido ed efficiente    

La restituzione di un prodotto può rappresentare un elemento di conflitto tra merchant e cliente ed è dunque un fattore assolutamente da non sottovalutare – soprattutto da chi fa business in Europa, che vanta tassi di reso generalmente più alti che nel resto del mondo. Com’è possibile ottenere il massimo anche nella gestione dei resi? L’utilizzo di una piattaforma unificata permette, ad esempio, di sfruttare riferimenti incrociati che mettono in relazione prodotto e pagamento, oppure di offrire la possibilità di riconsegnare i prodotti acquistati online direttamente in negozio o viceversa, così da rimuovere ogni possibile ostacolo all’acquisto dovuto alla preoccupazione per un eventuale reso.

  1. Trasformare il contrasto alle frodi online in un’opportunità di guadagno

Le frodi sono e continuano a essere un argomento delicato per le aziende che vendono prodotti attraverso più canali, soprattutto per quanto riguarda l’e-commerce, dove il 4,09% degli ordini risulta essere fraudolento. Una strategia virtuosa di approccio al problema deve prevedere, da un lato, un contrasto efficace e mirato, dall’altro non deve rischiare di compromettere la fluidità dell’esperienza di pagamento che potrebbe tradursi in un peggioramento della relazione con il cliente, con rischi di perdite per l’azienda ancora maggiori. Lo sa bene Spotify che ha trovato in Adyen Revenue Protect la soluzione ideale per le sue esigenze, ovvero contrastare le molteplici tipologie di frodi online e far sì che i pagamenti ricorrenti vadano a buon fine, minimizzando il tasso di abbandono involontario e, dunque, sostenendo in questo modo il suo modello di business basato sulle sottoscrizioni.

  1. Intercettare gli shopper internazionali

Se pensiamo che i turisti cinesi spendono in media 4 volte di più (€ 416) di un consumatore tradizionale e che in un segmento come quello lusso, nel 2025 rappresenteranno da soli il 44% dell’intero comparto, diventa da subito lampante quali enormi opportunità di guadagno ci siano per le aziende che investono nel target internazionale.

Per farlo in modo efficace, però, è necessario innanzitutto permettere ai clienti di pagare nel modo che più preferiscono. Ad esempio, attraverso digital wallet – come Alipay e WeChat – il cui utilizzo ha registrato un +400% negli acquisti in store nell’ultimo anno.

 

Copia & Incolla: perché questo titolo? Perché i contenuti di questa categoria sono stati pubblicati SENZA ALCUN INTERVENTO DELLA REDAZIONE. Sono comunicati stampa che abbiamo ritenuto in qualche modo interessanti, ma che NON SONO PASSATI PER ALCUNA ATTIVITÀ REDAZIONALE e per la pubblicazione dei quali Tech Economy NON RICEVE ALCUN COMPENSO. Qualche giornale li avrebbe pubblicati tra gli articoli senza dire nulla, ma noi riteniamo che non sia corretto, perché fare informazione è un’altra cosa, e li copiamo ed incolliamo (appunto) qui per voi.

 

 

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