Macy’s e i piatti “della vergogna”: cosa è andato storto?

Tutti i brand che vendono i propri prodotti online utilizzano i social come una vetrina. E quella vetrina, molto spesso, diventa un canale privilegiato attraverso il quale il pubblico fa sapere cosa pensa di quei prodotti – o di come vengono presentati. Ma capita anche che sia il pubblico stesso a portare qualche prodotto all’attenzione dei , innescando una conversazione che può essere la fortuna di quel prodotto. O la sua rovina.

Ne è un esempio quello che è successo nei giorni scorsi a Macy’s, la famosa catena statunitense della grande distribuzione che si è trovata a gestire una piccola crisi sui social dopo che un personaggio pubblico ha twittato a proposito di uno dei prodotti in vendita in uno store Macy’s di New York City.

Il personaggio pubblico in questione è Alie Ward, podcaster e divulgatrice scientifica per CBS e Netflix: insomma, quella che potremmo definire una influencer un po’ alla Alberto Angela. Il prodotto invece è una serie di piatti da portata, questi:

twitter.com/alieward

Le scritte sui piatti, che accompagnano dei cerchi concentrici disegnati sulla ceramica, dovrebbero rappresentare le porzioni di cibo necessarie a entrare nei propri jeans preferiti: da quelli skinny, ovvero attillati, a quelli “della mamma”.

Ora, al di là del fatto che il messaggio implicito di questi piatti sembra suggerire l’idea che le “mamme” siano automaticamente escluse dall’indossare dei jeans skinny, e che debbano per forza ripiegare su pantaloni “bracaloni”, quello che rileva Alie Ward è che un simile prodotto rappresenterebbe una sorta di incitamento disturbi alimentari.

La Ward infatti, dopo aver fotografato i piatti da Macy’s, ha pubblicato la foto su Twitter con un commento ironico. Il tweet è diventato virale e ha attirato l’attenzione di testate come Time e BuzzFeed. Ed è proprio a BuzzFeed che Alie ha spiegato che per lei questi piatti rappresentano un esempio di body shaming e che incoraggiano le donne a non mangiare in modo sano, nutrendosi con porzioni “da fame”.

Interpretazione errata di una semplice decorazione su un piatto? Forse il problema è proprio questo: si tratta di un prodotto che vuole dire qualcosa, ma il suo messaggio è ambiguo e si presta a tante interpretazioni diverse, da “mamma = ciccia” a “mangia poco per rispettare i canoni estetici odierni“.

Ed è sempre per questo motivo che il tweet di Alie Ward ottiene così tanta attenzione al punto che, nonostante ci sia chi minimizzi la faccenda dicendo che «sono solo piatti», Macy’s decide di rispondere con un tweet, annunciando di aver ritirato dalle vendite i piatti in questione:

twitter.com/alieward

Si scopre anche che la linea di piatti in questione non è una creazione originale di Macy’s ma un prodotto di Pourtions, un brand specializzato in stoviglie di , che vende i propri prodotti anche negli store Macy’s. Anche Pourtions prende la parola con una nota ufficiale, perorando la propria causa: «Ci dispiace che qualcosa che avrebbe dovuto essere un gentile monito sulla questione delle porzioni eccessive abbia ferito qualcuno – si legge nella nota riportata da BuzzFeed – Si tratta di un promemoria che può fare la differenza. Questo è tutto quello che volevamo incoraggiare».

Ancora una volta, quindi, si ripropone la solita vecchia storia: la distanza tra chi crea un messaggio e chi lo riceve. In questa distanza c’è una selva di possibili interpretazioni che, oggi, vengono espresse sul web innescando conversazioni e scatenando polemiche che danno visibilità negativa al brand (in questo caso due brand in un colpo solo).

Un modo per evitare che questo non accada? Non avere mai la presunzione che la propria interpretazione sia quella “giusta”.

Lesson Learned: Testa sempre i tuoi contenuti prima di “darli in pasto” ai social media. Potresti scoprire punti di vista che non avevi preso in considerazione (e risparmiarti una brutta giornata).

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1 COMMENT

  1. Leggo sempre volentieri gli interventi di Valentina Spotti ma…. è vero che un messaggio può essere frainteso ma sappiamo bene che QUALUNQUE messaggio può essere frainteso e quindi o accettiamo il rischio di essere fraintesi o non comunichiamo più.
    Inoltre quanto il messaggio è più complesso, più pregnante, intelligente, interessante, diverso e più sarà facilmente frainteso. Ma sono proprio questi i messaggi che val la pena trasmettere e ricevere.

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