Empatia e tecnologia disegnano smart product

La missione del industriale è stata tradizionalmente quella di supportare l’ingegneria e il marketing curando il look and feel dei prodotti. Stile, semplicità e armonia sono state le armi che architetti e designer hanno applicato a prodotti che altrimenti sarebbero apparsi goffi e ordinari. Poi negli anni Novanta è arrivata la tecnologia ed una nuova dimensione ha richiesto sempre maggiore progettualità: l’usabilità.

Personal computer e cellulari hanno ampliato il concetto di usabilità, che fino a quel momento coincideva con ergonomia. I nuovi oggetti tecnologici erano interattivi, avevano un’interfaccia ed eseguivano operazioni complesse che richiedevano di considerare aspetti cognitivi, di logica di utilizzo, emozionali: utilizzare il prodotto è frustrante o piacevole e intuitivo? Mi permette di rimediare se commetto errori? Mi invita all’uso?

Da quelle prime esperienze è nato l’approccio user-centered, dove design team indagano lo spazio dinamico dell’interazione tra utente e prodotto, per arrivare a disegnarne forma e interfaccia. Tale approccio è diventato imprescindibile per tutte le aziende di tecnologia e digitali, portandole a strutturare interi team multidisciplinari user driven e a includere il design nei tavoli strategici di business.

Per tutte le aziende i cui prodotti non hanno subìto direttamente la rivoluzione digitale, questo processo è avvenuto solo in parte. Fino a ieri.

Gli smart products

Già oggi nella nostra vita di tutti i giorni prodotti intelligenti in grado di eseguire una quantità impressionante di azioni fanno parte del nostro quotidiano. Lampadine che si accendono quando stiamo per entrare in casa, tende da sole che si attivano automaticamente quando rilevano il sole e si riavvolgono se soffia troppo vento, app che suggeriscono brani musicali, viaggi, acquisti e molto altro in base ai nostri comportamenti precedenti, magari anche leggendoli ad alta voce con una voce naturale. In questo contesto, definiamo come smart products i prodotti che raccolgono informazioni sugli utenti e il loro contesto di utilizzo ed elaborano tali informazioni così da adattare il loro comportamento all’utente o ad un contesto specifico. In sostanza, qualsiasi prodotto che adatti automaticamente il proprio comportamento.

Il grande cambiamento in atto è visibile anche in oggetti e categorie merceologiche prima non toccate dalla digitalizzazione. Aspirapolveri, lampadine, sistemi di irrigazione, addirittura oggetti estremamente semplici ed economici come le prese di corrente e gli interruttori stanno diventando sempre più smart, portando una nuova rivoluzione in mercati dove da anni la logica del prezzo era l’unico elemento di differenziazione.

Come si disegnano prodotti smart?

I prodotti intelligenti e connessi richiedono tutta una serie di nuovi principi di progettazione, che si possono riassumere in 5 punti:

Approccio user centered

Può sembrare scontato, ma è prerogativa fondamentale per progettare le nuove interazioni che l’oggetto non connesso e non intelligente di ieri dovrà invece mostrare domani. La chiave è focalizzarsi sulla tecnologia per conoscerla intimamente ed essere così capaci di umanizzarla, facendola scomparire o mostrando il suo lato magico.

Prevedere la personalizzazione e la capacità di aggiornarsi

Se è smart deve essere capace di adattarsi ai contesti e i modi d’uso in cui verrà impiegato. Prevederli fin dal principio e far sì che siano per quanto possibile a carico della componente software darà il vantaggio di poter standardizzare l’hardware e al tempo stesso aggiornarsi con l’evolvere dei servizi digitali che sfrutterà.

Progettazione organica attraverso team multidisciplinari

Pensare e progettare le componenti hardware e software assieme, unico modo per fondere il prodotto fisico con la tecnologia e la nuova intelligenza acquisita. La complessità è gestire differenti velocità (hardware e software hanno tempi estremamente differenti), coerenza tra forma e funzione, tra promessa (di intelligenza) e prestazioni.

Metodologie agili e iterative

Si riassume brevemente con prototipare, testare e reimmettere nel ciclo progettuale con metodo e costanza.

Ragionare per famiglie e sistemi e non per singoli oggetti

Il nuovo prodotto smart dovrà inserirsi in un insieme di prodotti fisici e digitali (servizi) dove fare sistema e dare significato al suo essere connesso e intelligente. Avere un disegno del sistema e dargli forma attraverso la progettazione dei singoli prodotti è fondamentale.

In un mondo in cui i sensori sono piccoli ed economici, la connettività è diffusa e la capacità computazionale sempre maggiore, il vero cambiamento da fare è abbracciare la tecnologia e strutturare i team per disegnare nuove esperienze significative per gli utenti, in cui la dimensione fisica e digitale si fondano per rivoluzionare il modo con cui si immaginano i prodotti.

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