Il ministro con il “filtro gatto”: la sua risposta è “EpicWin”

Ne ha parlato un po’ tutto il mondo, e anche in Italia la notizia ha avuto una certa eco: il ministro dell’Informazione pachistano, , ha tenuto una conferenza stampa in diretta Facebook mentre il “filtro gatto” era disgraziatamente attivo. Così, mentre parlava, il ministro e alcuni funzionari del suo partito che gli sedevano accanto hanno avuto un bel paio di orecchie rosa, guanciotte e vibrisse pucciose piazzate in faccia per parte dell’intervento.

Immagine via theguardian.com

Praticamente l’incubo di qualsiasi personaggio istituzionale. E anche del suo social media manager, visto che il filtro gatto sarebbe stato attivato per errore da chi, in quel momento, stava tenendo in mano il device durante la diretta Facebook.

Immagine via theguardian.com

La faccenda si potrebbe liquidare con una battuta, come del resto hanno fatto in molti sul  web, oppure fare una tirata sul pressappochismo di certi team di lavoro e sul fatto che la-comunicazione-sui-social-è-una-cosa-seria-e-un-ministro-non-può-andare-su-facebook-con-le-orecchie-da-gatto-dove-andremo-a-finire.

Eppure, in questa storia c’è un risvolto interessante: la risposta di Shaukat Yousafzai, che merita di finire nella lista degli esempi di buona gestione di una crisi comunicativa sui social media.

Inizialmente, infatti, Yousafzai ha cercato di sdrammatizzare l’accaduto, rispondendo scherzosamente all’agenzia di stampa francese AFP che «non era stato il solo» ad essere stato «colpito dal filtro gatto», alludendo membri del suo partito che gli sedevano accanto, anche loro “vittime” inconsapevoli della piccola débâcle. Il ministro Yousafzai ha anche precisato che «il filtro gatto era stato attivato per errore» e aveva concluso con l’invito a «non prendere tutto così sul serio». In questi casi una risposta del genere – basata sull’ironia e sulla leggerezza – non è per niente scontata: in passato abbiamo assistito a comunicati glaciali, annunci di “indagini interne” e promesse di licenziamento dei “colpevoli” per molto meno.

Tuttavia, le dichiarazioni di Yousafzai ad AFP non sono riuscite a far breccia nella conversazione social che, nel frattempo, continuava ad alimentarsi a suon di screenshot della sua faccia con le orecchie puccy da gattino. A quel punto, per evitare che la faccenda ormai diventata virale potesse prendere una brutta china, il ministro pachistano ha cambiato tono, passando a un registro più formale e, soprattutto, parlando direttamente sui social – ovvero là dove si stava effettivamente parlando di lui.

In un corposo post sulla pagina ufficiale del partito di Yousafzai, il Pakistan Tehreek-e-Insaf (PTI – Movimento per la giustizia del Pakistan) è stato ribadito che il “filtro gatto” applicato durante la diretta Facebook della conferenza stampa è stato «un errore umano» commesso da uno dei membri del team social del PTI – del quale peraltro si sottolinea essere un «hard working volunteer» – e che sono state prese tutte le misure per evitare che simili incidenti si ripetano in futuro. Non solo: nel post si coglie anche l’occasione per sottolineare come in Pakistan il PTI sia «un pioniere» della comunicazione politica sui social media, cosa di cui tutti i membri e lo staff del partito vanno fieri. Insomma: il PTI sarà anche un partito “contro il sistema”, ma in questo caso è riuscito a tirarsi fuori un notevole spottone pubblicitario, alla faccia delle orecchie da gattino.

La risposta del partito di Yousafzai è comunque apprezzabile anche per un altro aspetto: niente “accuse” al responsabile dell’accaduto. A meno di deliberata incompetenza o di sabotaggi premeditati, nessun social media manager di un partito politico si sognerebbe mai di attivare il “filtro gatto” durante la conferenza stampa di uno dei suoi membri di spicco, eppure – inutile dire di no – sono cose che possono capitare. Ed è per questo che ogni “ramanzina pubblica” sarebbe risultata inappropriata, come lo sono state in passato certe dichiarazioni da parte di altri brand che si sono trovati in situazioni simili.

E linea scelta dal PTI ha pagato, per lo meno nell’immediato: basta leggere qualcuno dei commenti comparsi sotto al post:

facebook.com/PTIOfficial

Lesson Learned: Se pasticci pensa bene a come chiedere scusa. E soprattutto, verifica che la linea che hai scelto di seguire sia veramente efficace: in caso contrario, correggi la rotta (possibilmente senza contraddirti, però!)

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