Libra, ecco perché la nuova criptovaluta di Facebook riguarda tutti noi

Dopo le indiscrezioni che giravano da tempo su una nuova iniziativa di legata al mondo delle criptovalute, puntuale come una cartella esattoriale è arrivato il post di Mark Zuckerberg che ha annunciato , una nuova iniziativa finanziaria a livello globale che inevitabilmente avrà impatti importanti, nel bene e nel male, sulle vite di tutti noi. Per questo è importante capire di cosa si tratta, quali sono i suoi pregi, quali i suoi difetti e che impatti potenziali potremo attenderci nel medio e lungo periodo.

Quello che si sa oggi di questa nuova iniziativa è tutta descritta all’interno di una serie di documenti e link:

Leggendo il materiale ufficiale a disposizione, Libra viene definita A simple global currency and financial infrastructure that empowers billions of people”, una semplice moneta (o valuta) globale e una infrastruttura finanziaria in grado di “potenziare” miliardi di persone.

Leggendo questa semplice definizione, visto che ci hanno insegnato che le parole sono importanti, appare immediatamente chiaro quale sia il vero significato dell’iniziativa e quali siano i suoi obiettivi, è tutto scritto molto chiaramente: potenziare (cioè migliorare) la vita delle persone attraverso l’utilizzo di una nuova moneta che sia semplice da utilizzare e globale, fuori quindi dalle logiche tradizionali dei regolatori finanziari e delle banche.

Libra come BitCoin?

Dal punto di vista tecnico si tratta di una stabile, gestita da un consorzio, basata su una permissioned (ma potrebbe diventare permissionless). Vediamo di capire cosa significa tutto ciò e quali sono le differenze rispetto alla criptovaluta più famosa e scambiata al mondo: BitCoin.

Libra è una criptovaluta. Su questo aspetto non tutti sono d’accordo, a mio parere invece lo è perché ha in sé le due caratteristiche che tipicamente si attribuiscono alle criptovalute: l’utilizzo di tecniche crittografiche e l’esistenza all’interno di un network peer to peer. Queste sono due specificità che troviamo anche in BitCoin.

Libra è una criptovaluta stabile. E’ quello che in letteratura viene chiamata una Stable Coin, una criptovaluta il cui valore è ancorato a quello di asset finanziari tradizionali, come per esempio le monete come Euro e Dollaro o alcune tipologie di fondi. Su questo genere di criptovalute non possiamo attenderci particolari fluttuazioni dovute alla loro presenza sul mercato finanziario, in quanto il loro valore non dipende da quante di queste vengono scambiate nel mondo, ma esclusivamente dal valore degli asset tradizionali a cui sono ancorate. Per fare un esempio: un stable coin ancorata al dollaro avrà sempre il suo valore fissato in dollari, indipendentemente da come questa possa essere scambiata nei vari exchange. L’unica fluttuazione in termini di valore sarà un effetto della variazione del dollaro a cui essa stessa è ancorata. Al contrario sono note le fluttuazioni importanti di BitCoin che sono causa ed effetto delle pratiche speculative che lo hanno portato agli onori delle cronache negli ultimi due anni.

Libra è gestita da un consorzio. Non si tratta di una iniziativa di Facebook, siamo di fronte ad una criptovaluta globale gestita da un consorzio di attori esclusivamente privati. In questo consorzio figurano aziende che si occupano di investimenti, aziende che operano sulle criptovalute ed exchange, enti no profit, aziende di telecomunicazione, aziende di e-commerce, operatori del travel, della musica e dei servizi di trasporto, social media e, naturalmente, aziende che hanno il loro core business nel mondo dei pagamenti. Due considerazioni su questo consorzio: innanzi tutto Facebook è all’interno attraverso la sua controllata Calibra, da un lato per evitare che i dati dei profili finanziari degli utenti possano essere nel tempo nella disponibilità di Facebook, dall’altro perché la controllata avrà come missione la produzione di servizi dedicati all’utilizzo di Libra da parte degli utenti. Seconda considerazione: all’interno del consorzio non ci sono le banche, quelle che fino ad oggi hanno avuto quasi l’esclusiva nella gestione delle transazioni finanziarie tra aziende e tra privati.

La blockchain di Libra è permissioned, ma potrebbe diventare permissionless: in una blockchain permissionless (cioè pubblica ed aperta) chiunque abbia i requisiti tecnici richiesti dall’infrastruttura può attivare nuovi nodi, diventare attore dell’ecosistema e validare le transazioni. In una blockchain permissioned (cioè privata e riservata ad un certo numero di attori) gli unici a poter attivare nodi, stabilire le regole, validare le transazioni, certificare il consenso, sono proprio gli appartenenti all’ecosistema. Il white paper di Libra ci dice che l’ambizione del consorzio è quella di arrivare in futuro ad una soluzione aperta (permissionless), ma per il momento si limiteranno ad una soluzione privata e chiusa (permissioned), questo perché al momento, sempre secondo il white paper, non sarebbe possibile fornire un’infrastruttura scalabile, stabile e sicura in grado di fornire servizi a miliardi di utenti potenziali.

Cos’è e cosa potrà diventare Libra?

Da quanto emerge analizzando la forma e le specificità di questa nuova iniziativa, appaiono immediatamente chiari alcuni elementi.

Innanzitutto Libra non è e non sarà una criptovaluta utilizzabile a scopo speculativo, questo perché non possiamo attenderci oscillazioni importanti del suo valore che è ancorato, essendo una Stable Coin, al valore di asset tradizionali. Se pensavate quindi di avere una nuova criptovaluta con cui giocare a fare gli speculatori, beh Libra non è la strada giusta.

Libra nasce per lo scambio di valore tra privati, in modo semplice, immediato ed economico. Sarà presto possibile utilizzare applicazioni dedicate, oppure le classiche app di messaggistica come Whatsapp e Messenger, per inviare e ricevere denaro in tempo zero e probabilmente anche a costi molto contenuti. Allo stesso modo sarà possibile acquistare prodotti e servizi utilizzando strumenti software dedicati che, a quanto pare, saranno globali e semplificati. La visione complessiva è che l’utente non debba avere alcuna difficoltà tecnica ad effettuare un pagamento e che questo debba avvenire nel modo più semplice ed efficiente possibile.

Questo scenario, unito al fatto che le regole del gioco vengono definite dal consorzio, determina che soltanto il consorzio stabilirà in futuro chi potrà rendere disponibili servizi di pagamento in Libra ed a che condizioni. A titolo di esempio: se WhatsApp fornirà servizi di transazione di denaro in Libra, lo stesso potrà essere fatto anche da Telegram o da altri attori che non partecipano al consorzio? A quali condizioni? Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per quelle realtà che già oggi consentono lo scambio di denaro su piani diversi rispetto a quello tradizionale bancario, come l’italianissima Satispay, se un giorno volesse partecipare al consorzio potrebbe? Potrebbe inserire nella sua piattaforma la possibilità di scambiare Libra? A quali condizioni?

Il fatto che all’interno del consorzio non siano presenti gli istituti bancari è un segnale fortissimo ed inequivocabile, Libra vuole posizionarsi come alternativa alle banche sul piano dei servizi di trasferimento di denaro tra privati, e forse in futuro anche tra aziende. In questo senso le banche rappresentano un ostacolo per il consorzio e vengono percepite come vecchie e conservative. Una cosa è certa: se Libra consentirà davvero di trasmettere valore a livello globale con pochi click, in modo economico ed immediato, allora molte banche saranno davvero tagliate fuori dal mercato di questi servizi. Purtroppo oggi per effettuare un bonifico internazionale può essere necessario attendere anche una settimana, può costare molto e spesso effettuarlo può essere un’operazione molto complessa. Con iniziative come Satispay le banche hanno intrapreso una strada punitiva, facendo pagare commissioni agli utenti per le ricariche periodiche, con Libra questo non sarà possibile. Se da un punto di vista generale alcuni potrebbero essere contenti nel vedere eroso questo monopolio delle banche nello scambio di valore tra privati, va anche detto che le banche rappresentano la stabilità economica dei paesi in cui operano, e stabilità economica significa stabilità politica e sociale. Quello che è certo è che le banche non potranno in alcun modo trascurare il fenomeno Libra.

Quali i vincoli?

Va detto in ogni caso che, oggi, a tutela dei cittadini e per regolamentare gli scambi internazionali di valuta, esistono numerose norme, per esempio quelle che contrastano il riciclaggio di denaro ed il finanziamento del terrorismo, il consorzio che governa Libra non potrà quindi non tener conto di tali norme e fare il possibile perché l’intero impianto dell’ecosistema sia il più possibile conforme regolamenti internazionali e rispettoso anche delle norme dei singoli stati.

Un altro aspetto da non trascurare è quello legato alle tematiche della privacy. Mark Zuckerberg, nel suo post, dichiara esplicitamente che “Any information you share with Calibra will be kept separate from information you share on Facebook”, ogni informazione che verrà condivisa con Calibra, per esempio tutte le transazioni finanziare che verranno effettuate, verrà tenuta separata dalle informazioni che l’utente condivide con Facebook. Tuttavia, in termini generali, il fatto che Facebook, che ha il suo business interamente incentrato nell’utilizzo dei nostri dati, abbia potenzialmente accesso ad informazioni di tipo finanziario che ci riguardano, rappresenta certamente un problema che non possiamo e non dobbiamo trascurare. Allo stesso modo il tema della privacy può essere esteso a tutti gli altri membri del consorzio e dovremmo domandarci come queste informazioni possano essere utilizzate dai vari membri, per farci cosa e con quali finalità. Non bisogna infatti dimenticare mai che quando il prodotto è gratuito, il vero prodotto è l’utente finale e la merce di scambio sono i suoi dati personali.

Libra potrebbe dare anche una nuova spinta a BitCoin in quanto l’utilizzo quotidiano di una criptovaluta, seppur con tutti i suoi limiti, potrebbe contribuire a far superare la timidezza che tendenzialmente si ha nei confronti di queste alternative agli strumenti finanziari tradizionali. Se Libra rappresenta, in potenziale, una moneta con cui fare transazioni e pagamenti, BitCoin potrebbe iniziare ad essere considerato per quello che è, una sorta di bene rifugio da utilizzare per le sue caratteristiche.

Quel che è certo è che quando Libra sarà lanciata e disponibile, si parla di giugno 2020, tutti noi inizieremo ad avere uno strumento completamente nuovo da utilizzare per le transazioni finanziare e per i pagamenti e, visti i numeri in gioco, è molto probabile che avrà molto successo.

Le banche hanno un anno di tempo per trovare un’alternativa di posizionamento e noi abbiamo un anno di tempo per valutare serenamente l’opportunità di cedere i dati delle nostre transazioni finanziare e dei nostri pagamenti ad un consorzio di aziende private, in una iniziativa che in tutto e per tutto ha il marchio di Facebook, azienda che con i nostri dati personali genera utili per i suoi azionisti.

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