WMF 2019 tra euforia e innovazione

Il sito del Web Marketing Festival è pimpante. Lo spot pure è pimpante e pieno anch’esso di gente pimpante che si saluta, si abbraccia, rotea i polsi su comando del cerimoniere Elio; sì, quello delle storie una volta tese ora distese (pare). Questo succedeva l’anno scorso, ma anche quest’anno l’edizione sarà pimpante, anzi di più di tutte quelle che l’hanno preceduta, promette il Founder e Ceo Cosmano Lombardo che invita tutti a Rimini dal 20 al 22 giugno. Tutti avranno un’aria fichissima digitale e sembreranno dire cose innovative anche quando non c’è l’audio; o soprattutto quando non c’è l’audio. Per tutto questo contesto pimpante si paga (e vorrei vedere!): cifre variabili secondo mutevoli time line o forse secondo gli umori del tesoriere.

Don’t miss the chance to be part of an experience like no other!” ammonisce il body copy in home: sì, mi si è bloccato il link sulla versione inglese e tutto appare più internazionale, più globale, più digitale e ovviamente più pimpante. Si ci sarò anch’io a Rimini ma non perché “Make sure you don’t miss a beat!”, ché qualche cosa me la posso perdere anche senza rimpianti, ma perché trascinato dagli eventi. Che ora vi racconto.

e la monaca di Monza

Anch’io come la mitica Gertrude ho risposto sciaguratamente di sì a un Egidio che, nel caso di specie, si chiama Andrea. E ha pure un cognome: Pernarcic. Anzi due cognomi: Pernarcic Ben Leva; il perché me l’ha spiegato più di una volta, ma me lo scordo sempre. Costui non propone torbide e peccaminose relazioni e non è uno sconosciuto. Sono vent’anni che lo frequento, sia pure con intervalli; periodicamente m’informa di una qualche nuova avventura imprenditoriale. Nell’ultima mi ha coinvolto proditoriamente andando a toccare, con un video, un mio nervo scoperto. Per cui, mentre avevo deciso di occuparmi solo di Università e di consulenze relativamente tranquille, mi trovo di nuovo nella trincea adrenalinica del lancio di una startup: la sua, che si chiama .

Startup che garantisce agli utenti un prodotto-servizio, di nome Dyamer, che cambierà il modo di relazionarci con il “dopo di noi”. Sì, avete capito bene: “quel” dopo di noi.

Dyamer è un sensore e una app. A cosa serve? A un “trasferimento organizzato e documentato” della nostra eredità culturale, affettiva, legale consentendoci forme di presenza attraverso iniziative e messaggi programmati nel tempo, anche quando non ci saremo più. Insomma: la possibilità di esserci dopo.

Con Dyamer possiamo realizzare un archivio selettivo della nostra storia, delle nostre scelte, dei nostri affetti, delle nostre relazioni: un modo diverso di guardare al “dopo”, in una logica di continuità e non d’interruzione. Con la serenità di farlo per tempo, con consapevolezza e progressivamente; e con il consenso di chi resta.

Il lancio avverrà proprio al Web Festival di Rimini e dal quel momento inizierà la prevendita di Dyamer fino a settembre/ottobre, quando il prodotto sarà consegnato e ciascuno potrà cominciare a rapportarsi con una prospettiva finora mai esplorata in questa forma.

e le altre

Evento clou del WMF è la Startup Competition, alla quale Andrea non ha partecipato semplicemente perché ne ignorava l’esistenza. Ma con un gruppetto di startup innovative fuori concorso salirà lo stesso sul palco per spiegare a un pubblico di finanziatori e acceleratori d’impresa la sua stupefacente realizzazione.

Queste le sei finaliste ufficiali del contest:

  • AIRTENDER, una sospensione per veicoli sviluppata da Umbria Kinetics. Un prodotto – promettono- radicalmente innovativo perché è l’unico sistema al mondo in grado d’incrementare allo stesso tempo comfort, prestazioni e sicurezza del veicolo; ribaltando quanto si è fatto finora
  • INNOVACARBON è una startup operante in campo ambientale che ha creato un filtro con nano materiali che permette la depurazione delle acque reflue con uno straordinario rapporto costo-qualità
  • EDGAR Smart Concierge è un servizio di Guest management che permette a qualsiasi Host di personalizzare la propria App Concierge per assistere al meglio gli ospiti prima e durante il soggiorno aumentando i profitti
  • PatchAI™ è la prima piattaforma cognitiva per la raccolta in forma conversazionale e l’analisi predittiva dei dati riportati dai pazienti nei Clinical Trials.
  • USERBOT ha sviluppato una piattaforma innovativa grazie a tecnologie di Intelligenza Artificiale in grado di automatizzare i processi aziendali: impara dalle risposte e dai comportamenti degli umani e pare che lo faccia particolarmente bene
  • VENTUR, prodotto della The Edge Company, è un flight safety system per la prevenzione del bird strike e delle intrusioni di droni nel perimetro aeroportuale.

Indubbiamente tutte e sei interessanti; per me, allo stato, lo è particolarmente Userbot dell’amico di Social Jacopo Paoletti con il quale non mi sono mai incrociato di persona (e sarebbe ora) e Innovacarbon perché l’eco sostenibilità è ormai tema irrinunciabile e la svolta, sono convinto, avverrà attraverso una serie sempre più diffusa di micro riconversioni di processi, azioni e comportamenti.

Sarà interessante sentire gli speech di presentazione nella formula 3+3: tre minuti di presentazione, tre di risposte a domande. Una sintesi, un ritmo, un dialogo scandito che mi piace; per un cultore di ogni forma di “public speaking” come me, un bel caso di osservazione e studio.

Tempo di UX Designer e UX Writer

I numeri di questo Festival dell’Innovazione digitale e Sociale, fatta anche la tara del “dolus bonus” concesso anche dal codice civile, sono di tutto rispetto: 55 sale per la formazione, 500 tra espositori e partner, 600 startup, 500 speaker e ospiti, 18.000 presenze l’anno scorso. Partecipai a una delle prime edizioni, era ora di tornarci.

Tanto più che è anche l’occasione sia per rivedere amici veri, analogici, da abbraccio fisico che per dare finalmente una sembianza umana, riconoscibile come tale, ad amici dei Social con i quali ci siamo scambiati anche cose importanti ma mai degustando un caffè insieme e guardandoci negli occhi.

Tra questi ultimi, “quelli che l’UX”: li conoscerò con piacere, dopo aver recensito il libro di una di loro, Serena Giust, perché l’anno prossimo voglio portare nella mia aula di “comunicazione d’impresa” alla Sapienza una lezione/laboratorio sull’ancora piuttosto misteriosa arte, in Italia, dei testi brevi. Partirò dal poeta Giorgio Caproni per arrivare poi a questi nipotini digitali che, anche loro, individuano e dispongono poche parole su una pagina, stavolta di vetro, per garantire la migliore esperienza possibile. D’accordo, la profondità del livello di “esperienza utente” è diverso nei due casi ma l’accostamento non è irriverente.

WMF: Festival dell’innovazione digitale e sociale

Abbiamo ardentemente desiderato di creare un acceleratore di formazione e innovazione, un contenitore che mixasse temi, valori, argomenti, azioni concrete con l’obiettivo di costruire qualcosa di utile per la società e il Sistema Paese”: questo in sintesi il Cosmano Lombardo pensiero.

Bene, nel 2019 è ora di tornare a tuffarsi nell’evento, per una verifica in diretta non mediata dal racconto dei social altrui. Ci sarò al anche come giornalista; quindi poi ve ne renderò conto su questo medesimo magazine.

Rigorosamente spero, senza farmi travolgere dalle spire del divertimentificio di Rimini, aderendo in un certo senso al vecchio invito di Fabrizio De Andrè: Ma voi che siete a Rimini | tra i gelati e le bandiere | non fate più scommesse | sulla figlia del droghiere”.

Che poi, anche volendo, dove le trovi più ‘ste figlie del droghiere. Manco su Amazon!

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