Viaggi organizzati per smartphone dipendenti

Il nostro è un tempo che apre ogni giorno nuove strade. Nessuno sa dove portano, ma c’è una gran voglia di attraversarle tutte“. La prima pagina del libro #egophonia, gli smartphone tra noi e la vita introduce alla necessità di comprendere fenomeni nuovi, di riscoprire l’entusiasmo per la conoscenza che può portarci lontano e aiutarci a non imboccare sentieri pericolosi, che portano dove non vorremmo.

A fare da guida alla scoperta del rapporto tra uomo e la psicologa Monica Bormetti, che non demonizza, non spaventa, non disegna un futuro da tecnologi-dipendenti, ma propone il metodo SMART: Studia il tuo comportamento, Metti in chiaro i tuoi obiettivi, Attua il cambiamento, Riqualifica il tuo tempo, Traccia nel futuro. In pratica, la conoscenza come arma per ottenere una vittoria sull’uso sbagliato del digitale.

Prima tappa del viaggio: analizzati

La necessità di ritrovare un equilibrio migliore con lo smartphone nasce dal fatto che “oggi la moneta con cui paghiamo i servizi che utilizziamo è il nostro tempo“. Comprendere quanto tempo trascorriamo facendo cosa sullo smartphone ci aiuta ad analizzare e riconoscere i meccanismi (sette quelli descritti nel libro) che ci fanno stare incollati allo schermo. Toccare con mano quanto anche noi abbiamo ceduto alle lusinghe di questi “congegni” sarà solo un modo per iniziare a studiare l’itinerario da fare.

Prepara un bagaglio di obiettivi

Per affrontare il cambiamento servono obiettivi chiari, soprattutto in un momento in cui “il mondo online ha avuto un impatto sulla gestione dei nostri spazi, tempi, valori, delle nostre relazioni; ci ha portato a creare delle abitudini che prima non avevamo“. Abitudini che vanno riviste e alle quali va attribuita una priorità e un peso. Il digitale può aiutarci a raggiungere la meta solo se abbiamo chiaro il posto in cui andare. Ma questo non può essere suggerito da un’app.

Pronti, si parte!

Un passo alla volta, si legge nel libro, si possono cambiare tutte le abitudini. Si può iniziare con il gestire meglio il proprio smartphone, fare ordine tra le app scaricate, organizzare meglio i contenuti, gestire le notifiche. Un investimento che porta ad avere più tempo libero, un numero maggiore di relazioni interpersonali di qualità, meno “gara a chi posta la vita più bella”, un aumento della produttività e una migliore qualità del sonno. Tanti benefici, dunque, da pochi, semplici gesti con cui avviamo il motore di una macchina che ci porta su una strada migliore.

Se viaggi da molto tempo, fai una sosta

Obiettivo del percorso non è tanto diminuire le ore nella giornata di uso del telefono, quanto dare una forma diversa a quel tempo perché ci siano consapevolezza, coscienza e chiarezza dei motivi alla base di una certa azione“. Fare una sosta, prendersi una pausa significa valorizzare i momenti vuoti della giornata, quelli in cui è possibile “riscoprire la capacità di focalizzarsi e stare nel presente“.

Se vuoi, viaggerai per sempre

Stare bene non è una meta, un risultato finale, bensì una tensione verso cui lavorare e protendersi di giorno in giorno“. Il viaggio alla ricerca di un equilibrio migliore non finisce mai. Continuare a porsi delle domande, mettere in agenda dei check-up, programmare momenti di digital detox non sono che possibili tappe tutte da sperimentare e provare. Non ricette preconfezionate, ma un tentativo di diventare “protagonisti e contributori del mondo che verrà costruito dagli adulti di domani“.

 

 

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