4 scenari in cui la Realtà Aumentata fa la differenza

Le soluzioni di per le imprese consentono di comprendere quanto questa tecnologia possa impattare, e già impatti, in modo significativo, e positivo, sui processi industriali. Cefriel, nel corso degli ultimi anni, ha incentrato la propria attività di ricerca su in ambito industriale, andando a riempire un “paniere” di esperienze interessanti e replicabili.

4 scenari in cui è stata applicata con successo la Realtà Aumentata

1. periodica di un impianto

Possiamo immaginare un operatore incaricato di eseguire un’attività di manutenzione in un impianto per la produzione di energia. Indossa Smart Glass e segue un breve tutorial che gli spiega cosa dovrà fare. Inquadra un marker, identifica l’oggetto sul quale dovrà eseguire la manutenzione. Ha la possibilità di leggere le istruzioni in modo contestuale e nella corretta sequenza, sovrapponendole a leve, manopole, circuiti che devono essere revisionati. L’avanzamento tra un passo e l’altro è assistito tramite interazione vocale: pronunciando richieste di informazioni aggiuntive circa il cosa fare, negli occhiali compaiono le istruzioni da seguire, lasciando al tecnico le mani libere per poter intervenire.

Perché l’AR fa la differenza in manutenzione?

Il tecnico è assistito, lavora in sicurezza, rischia di fare meno errori, svolge più in fretta e meglio il proprio , può confrontarsi con altri colleghi esperti su come intervenire al meglio.

2.

Il nostro operatore stavolta deve verificare il corretto setup di una scheda elettronica. Indossa uno smart helmet e segue una procedura step by step, potendo ascoltare la descrizione delle operazioni da svolgere e vederle rappresentate tramite modello CAD animato della scheda sulla quale intervenire. Le istruzioni compaiono tramite un display see through direttamente nel campo visivo dell’operatore e l’avvicendamento degli step è gestito tramite head pointer, ovvero attraverso semplici movimenti del capo.

Perché l’AR fa la differenza in fase di training?

La persona che deve essere formata su come intervenire, pur non avendo competenze specifiche, è guidata passo passo, non deve leggere manuali, ha le mani libere per poter operare meglio, e può concentrarsi sul lavoro da fare.

3. Informazioni multimediali

Per verificare il corretto setup di una scheda elettronica, l’operatore indossa uno smart glass e un bracciale per il riconoscimento dei gesti della propria mano, mediante rilevamento della tensione muscolare del proprio avambraccio. Dopo aver riconosciuto l’oggetto tramite la lettura di un marker, accede a un menù da scorrere e attivare con il gesto della mano e segue una procedura guidata passo-passo. Le istruzioni necessarie, selezionate dalle voci di menù, sono visualizzate in modo multimediale direttamente sulla scheda elettronica. L’avvicendamento degli step è gestito tramite movimenti rilevati dal bracciale piuttosto che dal sensore di profondità di cui sono dotati gli smart glass.

Perché l’AR fa la differenza in fase di training?

L’operatore riceve informazioni di aiuto nello svolgimento di un’attività più o meno complessa tramite video e modelli 3D per la rappresentazione di ciò che si deve fare e delle modalità da seguire passo dopo passo.

4. Ispezione periodica

Siamo in un impianto eolico per la produzione di energia elettrica. L’operatore ha un paio di smart glass e, prima di procedere con le operazioni di manutenzione, viene geo-localizzato e riceve, dal sistema informativo aziendale, l’ordine di lavoro da compilare durante l’intervento. Lo smart glass informa l’operatore di eventuali situazioni di pericolo determinate da condizioni meteo avverse. E questo lo fa lavorare in modo più sereno. L’operatore tramite una interfaccia a comandi vocali effettua rilievi fotografici, gira video, registra annotazioni vocali e valutazioni qualitative con cui compila l’ordine di lavoro che invia in tempo reale server aziendali. Sa che, qualora si trovi in difficoltà, potrà chiedere l’intervento video di un collega esperto in grado di assisterlo da remoto, apponendo annotazioni virtuali sugli oggetti e nello spazio da lui osservato sul campo.

Perché l’AR fa la differenza in fase di ispezione periodica?

Il lavoro è in totale sicurezza, costantemente monitorato oltre che guidato in caso di necessità. Il rilevamento dello stato dell’impianto, parallelizzando l’ispezione con la compilazione del report di lavoro, è rapida ed efficace. L’operatore ha le mani completamente libere e non è costretto a scrivere in un momento successivo il report dell’intervento, rischiando di tralasciare particolari importanti.

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