Energie rinnovabili: in Algeria una start-up sul solare

Un impianto a da 10 MW a Bir Rebaa North (BRN) in Algeria quello inaugurato di recente da e dalla società di stato algerina Sonatrach che fornirà energia verde al giacimento di olio presente nell’area, contribuendo alla decarbonizzazione del sistema energetico algerino. Questo solo l’ultimo dei progetti che fanno parte della strategia che sta sviluppando nei Paesi in cui opera, con l’obiettivo di sostituire l’energia da fonti fossili con quella da fonti anche nelle reti nazionali.

L’impianto, unico nel suo genere, ha dato vita alla prima nel Paese che lancia un modello di business replicabile potenzialmente in altri impianti.

Oltre a questo, è stata creata una joint venture tra le due società con lo scopo di installare e gestire impianti per la produzione di energia solare non solo nei siti produttivi di Sonatrach ed Eni, ma anche in altre realtà.

All’inizio degli anni Settanta – ha affermato Claudio Descalzi, AD Enila nostra è stata la prima società straniera a firmare un accordo con lo stato algerino, per la costruzione del gasdotto Transmed, e nel 1987, la prima società oil & gas a firmare un contratto upstream in Algeria. Eni è stata però anche la prima società oil & gas a trovare un importante accordo strategico nel campo dell’energia solare in Algeria, un Paese con un importante potenziale”.

Al fine di rafforzare ulteriormente la partnership nel settore dell’energia rinnovabile, Eni e Sonatrach hanno firmato un accordo per realizzare la costruzione di un laboratorio di sviluppo e ricerca avanzata nel sito BRN al fine di testare le tecnologie solari e ibride in un contesto ambientale desertico.

Quali sono le attività di Eni in Algeria?

Presente in Algeria dal 1981, Eni è operatore di 32 permessi minerari, con una produzione equity di circa 100.000 barili di olio equivalente al giorno. Nel periodo compreso tra il 2010 e il 2015 la società ha investito circa 11,5 miliardi di dollari nello sviluppo degli idrocarburi, pari al 26% del totale di tutte le compagnie internazionali presenti nel Paese.

Al momento attuale le principali attività legate al settore upstream si compiono proprio nell’area meridionale dell’Algeria, a Bir Rebaa.

Nel giugno 2017, Eni ha firmato un accordo di estensione contrattuale per 15 anni dei giacimenti del Blocco 403 (Eni 50%). L’accordo prevede la possibilità di sviluppo del potenziale gas dell’area anche attraverso l’utilizzo delle facility di trattamento del progetto MLE del Blocco 405b (Eni 75%). Inoltre è prevista la possibilità di estensione contrattuale per ulteriori 10 anni.

Perché la strada verso la decarbonizzazione?

Un futuro low-carbon è quello previsto negli obiettivi dell’Accordo di Parigi ed Eni è l’unica azienda tra i peers del settore Oil & Gas a far parte della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) del Financial Stability Board che, a fine giugno 2017, ha pubblicato delle raccomandazioni volontarie per favorire una comunicazione esaustiva delle implicazioni finanziarie legate al cambiamento climatico. Per questo ha fatto della decarbonizzazione uno dei pilastri del modello di business aziendale in questa fase di transizione energetica.

 

In collaborazione con Eni

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