Fatturazione elettronica nuova spinta per la trasformazione digitale

700mila fatture elettroniche al giorno, con una percentuale di errore pari al 6%. Questi i primi numeri sulla tra privati rilevati dai software sonda che monitorano i flussi dei server del Sistema di Interscambio gestito dall’agenzia delle Entrate. Una situazione migliore di quella registrata con la fatturazione elettronica verso la PA nel 2015, quando la percentuale di errore fu pari al 30%.

Nonostante questo, ancora molti sono gli ostacoli rilevati in particolare da artigiani e piccoli imprenditori, ancora poco “digital trasformati”, oltre che dai commercialisti, che hanno anche minacciato di recente forme di protesta.

Perché alcune aziende si trovano in difficoltà con la fatturazione elettronica? Quali sono stati gli errori nell’affrontare l’adempimento normativo?

Oltre alla resistenza al cambiamento, tipica di ogni processo che introduce novità, credo che le aziende abbiano aspettato troppo, probabilmente sperando in una nuova proroga” – afferma Davide Balladore, Product Business Developer Manager di Italia. “La difficoltà nel far fronte a questo adempimento, inoltre, è spesso legata alla mancanza di cultura non solo digitale ma anche organizzativa”.

Si poteva rinviare la data del 1° gennaio 2019?

Sicuramente no” – ribatte Gian Paolo Ginelli, Product Business Developer – BIS Application Leader di Canon Italia. “Fare questo passo in avanti e questo sforzo iniziale servirà molto anche alle PMI che potranno iniziare il loro percorso di trasformazione digitale. Iniziative come queste sono necessarie per dare una spinta alla digitalizzazione di alcune realtà che, senza obbligo normativo, resterebbero ferme con il rischio di perdere grandi opportunità di mercato”.

Quali i soggetti maggiormente in difficoltà? Secondo quale logica sceglieranno soluzioni di fatturazione elettronica che possano fare al caso loro?

I piccoli imprenditori, gli artigiani e i professionisti – continua Davide Balladore – sono quelli più in difficoltà in questo momento di passaggio. Spesso consigliati da piccoli fornitori e commercialisti, devono fidarsi e affidarsi, a volte conoscendo poco gli aspetti tecnici dell’obbligo normativo. Nell’ideare una soluzione di fatturazione, come Canon abbiamo pensato a loro, privilegiando l’aspetto della immediatezza e semplicità oltre a quello della qualità. Proprio da qui è nata la soluzione “ la fattura elettronica” realizzata insieme a Credemtel, che aveva la struttura per la gestione della fattura elettronica. Abbiamo pensato di integrare questo servizio nelle nostre stampanti multifunzione, affinché fosse possibile stampare, inviare, archiviare una fattura in modo immediato, direttamente dall’hardware a disposizione. Siamo consapevoli del fatto che esistano sul mercato molte soluzioni software, ma ci piace pensare all’originalità del nostro approccio, oltre che alla qualità e affidabilità garantita da un partner come Credemtel”.

Tra le tante rimostranze sollevate, c’è quella riferita costi di questa novità. Quanto c’è di vero?

Ritengo che le imprese piuttosto che concentrarsi sul costo si possano focalizzare sui tanti benefici che la fatturazione elettronica porta con sé oltre che sulla riduzione dei costi diretti e indiretti che si andavano a sostenere con il processo analogico” – dice Gian Paolo Ginelli. “Tra i benefici mi piace citare la tracciabilità del dato, la sicurezza di conservazione, i tempi di risposta rispetto all’invio del documento per non parlare di possibili sviluppi futuri che tale processo potrebbe portare come la dematerializzazione degli ordini o dei contratti con i fornitori”.

Come funziona la stampante che fattura?

Si tratta – spiega Davide Balladore – di una stampante multifunzione con un driver che gestisce il documento nativo sia in xml che in pdf, e che permette di attivare i servizi di fatturazione elettronica e conservazione digitale. Oltre a questo permette l’accesso a una piattaforma documentale in tramite la quale consultare gli esiti, conciliare gli stati, gestire la fattura fornitore e verificare la corretta conservazione digitale. Il tutto semplicemente premendo un tasto”.

Cosa aiuterebbe le PMI, gli artigiani e i professionisti a vivere meglio il rapporto con il digitale?

L’educazione digitale” – rispondono all’unisono i due intervistati. “In più – aggiunge Balladore – si potrebbe ipotizzare la di figure specifiche, in grado di sostenere le aziende nella digital transformation. Così come si sono creati ruoli per il , per esempio, o per la sicurezza nei luoghi di , alla stessa maniera si potrebbe pensare di avere un professionista di riferimento che possa guidare, tranquillizzare e soprattutto consigliare nel modo giusto chi non ha le competenze per scegliere in autonomia”.

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