Contenuti a luci rosse: la porno Virtual Reality

Bambole gonfiabili scansateve. Il new red – a luci led e rossissime – è forgiato con il metallo pesante della tecnologia. Umanoidi che imparano, grazie all’intelligenza artificiale, ad “amare”, assecondando le esigenze dei clienti e visori che immersivamente conducono le sinapsi in un ambiente che sa stimolare, senza mezzi termini, tutto il corpo.

La realtà è che la tecnologia, anche nella sua virtualità, accorcia le distanze relazionali. Ne sono un esempio i social, con tutti i pro e i contro del caso – e metto le mani avanti per non cadere nell’estremismo che esalta o condanna quello che è, e a mio avviso resta, un potentissimo strumento che molti devono ancora capire come usare, governare e utilizzare, senza diventarne passivamente degli strumenti.

Ma torniamo alla tripla x, il settore che più di tutti investe, sperimenta e gioca in modo strategico con la tecnologia.

Qualcuno solleva questioni etiche: “certa gente, con la scusa che si tratta di realtà virtuale, arriverebbe e a fare, seppur in 3D, cose che nella vita reale non avrebbe il coraggio di osare”. Come se il visore e l’estraniamento dal mondo esterno autorizzassero la testa, guidata da immagini, suoni e stimoli, a vagare e liberare le perversioni più recondite.

Il tono diventa ancora più inquisitorio quando si suppone che le esperienze virtuali diventino sostitute di quelle reali, in pieno clima Black Mirror, per capirci.

Sicuro è che il VR permette di andare oltre l’osservazione. Alcuni sono collegati ad app mentre altri, attraverso la tecnologia bluetooth, dialogano con device per la masturbazione che, come tutti i gingilli tecnologici, più o meno di piacere, potrebbero arrivare a raccogliere dati interessanti e anche piuttosto personali, estremamente utili per i magnati del .

Chi ha provato l’esperienza del VR racconta di un’attrice e un corpo maschile che si intravede e che “emula” il proprio. La pornostar del video vive un’esperienza sessuale con il suo collega in carne e ossa, ma l’inquadratura fa percepire e immaginare di essere tu – quello che inforca il visore – il protagonista e suo compagno di giochi.

Per vivere in modo più virtualmente realistica l’esperienza, devi metterti nella stessa posizione del soggetto del video e spesso cambiare posizione può risultare scomodo e poco usabile, ma più coinvolgente del mantenere sempre la stessa.

Come si realizza, tecnicamente, un contenuto porno in VR?

 

Ad oggi, diverse VR platform non consentono ancora il porno che, registra numeri in crescita.

Pornhub, ad esempio, nel 2017, ha registrato ogni giorno 500K visite alla sua sezione . L’esperienza, iniziata nel 2016 con soli 30 video, è infatti arrivata a collezionarne ben 2.600 nell’anno successivo. Insomma, se mi si consente un gioco di parole un po’ sconcio, la penetrazione della VR nel mercato della pornografia sembra non arrestarsi.

Stando ai numeri del portale, gli uomini sono i maggiori fruitori di questa tipologia di contenuto, hanno una età media compresa tra i 25 e i 34 anni e vivono in Asia (anche se nell’ultimo periodo è stato registrato un clamoroso aumento dei fruitori nel Regno Unito e in Irlanda).

Per vivere una esperienza completa, senza coiti interrotti da digital divide, è necessario dotarsi di un PC performante per far funzionare a dovere, per esempio, l’Oculus Rift.
Molti suggeriscono Google Cardboard o Freefly Beyond se si utilizza invece lo smarthphone. In questo caso, basta scaricare le app porno, inserire il cellulare nel visore e iniziare il viaggio stereoscopico a tinte rosse.

La , rispetto alla VR, regala maggiore coinvolgimento. Microsoft non si è fatta scappare l’occasione di fornire più interazione e coinvolgimento nell’esperienza erotica virtuale con il suo WMR, un ecosistema tecnologico che però non è al momento supportato da app e si deve appoggiare al browser di casa, Edge. In pratica si lancia Edge dal WMR, si cercano i video e si ammirano in “immersive view”.

Esistono siti interamente specializzati in questa tipologia di contenuti, come VRporn.com (che ha una media di 10,5 milioni di utenti/mese) o il tube della tech company BadoinkVR che fornisce video in 4K, suddivisi in diverse categorie e punta tutto sulla UX.

Non mancano poi gli shop online che commercializzano device pornotech che fanno dell’innovazione il proprio punto di forza.

Basta questo video di un annetto fa per capire verso che direzione ci stiamo muovendo:

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