Fedez, la festa al supermercato: e se il vero EpicFail fosse quello di Carrefour?

È stato l’argomento della settimana: la famosa festa al supermercato di , organizzata per il di lui compleanno da  in gran segreto, per poi essere sbandierata ai quattro social dal festeggiato e dai suoi invitati non appena entrati in questa specie di giardino delle delizie.

fedez carrefour
instagram.com/fedez

Come sappiamo, migliaia di persone hanno potuto seguire lo svolgimento della festa – tenutasi appunto al di City Life, a Milano – tramite le centinaia di stories pubblicate su Instagram dagli stessi “Ferragnez” e dai loro ospiti. E, come hanno scritto in lungo e in largo tutti quanti, in alcune di queste stories si poteva vedere, tra le altre cose, Fedez che lanciava un panettone a un suo amico; Chiara Ferragni in un carrello della spesa ricoperta da ortaggi e la sorella di Chiara Ferragni in posa provocante con una scarpa sullo scaffale del caffè.

La polemica che ne è seguita poi è stata ripresa anche dalla stampa nazionale: i Ferragnez sono stati sommersi da commenti negativi per la loro condotta durante la festa, con particolare riferimento allo spreco di cibo. Immediatamente, la coppia si è affrettata a precisare che tutto il cibo in questione sarebbe andato in beneficienza, spiegazione che ai più non è piaciuta perché sembrava suggerire l’idea che quei gambi di sedano smanacciati da decine di persone sarebbero finiti, l’indomani, a qualche associazione benefica. In seguito hanno poi precisato che no, non non intendevano proprio quel cibo, ma di altro cibo che avrebbero comprato per l’occasione, da donare in beneficienza. Fedez, in particolare, si è intestardito a voler precisare a tutti i costi che l’intera faccenda lo dipingeva “come la persona che non era” e ha addirittura disattivato il proprio account Instagram. Per ben quaranta minuti.

Insomma, questa è la storia che abbiamo seguito tutti e su cui si è concentrata la maggior parte delle analisi da parte degli “addetti ai lavori”. Analisi che, più o meno, si possono riassumere con questa riflessione: ehi, com’è possibile che due che sono diventati personaggi pubblici grazie ai social e che fanno dei social il loro canale privilegiato per comunicare, non abbiano intuito che sarebbe finita così e non abbiano pensato prima a come arginare una probabilissima crisi invece che mettersi a confabulare in un angolino facendosi pure leggere il labiale?

E questo è il fail dei Ferragnez. Capita: nessuno è too big to fail, anche se nemmeno un mese prima te l’eri cavata egregiamente con la faccenda dell’acqua Evian a 8 euro.

In tutta questa storia, però, c’è anche un altro grande protagonista che è rimasto incredibilmente sullo sfondo: Carrefour. Nel polverone che si è alzato dopo l’ormai famigerata festa, il brand francese della gdo è stato chiamato in causa in modo piuttosto marginale e, al canto suo, non si è buttato nella mischia né per sostenere la propria posizione né per dissociarsi da quanto accaduto.

Eppure non si è trattato di una cosa da poco: un po’ perché il nome del supermercato teatro della festa è stato dichiarato fin da subito, così come è stato chiaro fin da subito che quel particolare punto vendita fosse stato chiuso al pubblico per ospitare un evento privato.
Così la domanda è sorta spontanea a un sacco di gente: quale è stato, esattamente, il coinvolgimento di Carrefour? Si è trattato solo di affittare uno dei suoi supermercati per una sera, oppure l’intenzione era quello di fare un bello scambio di visibilità ospitando in uno dei propri punti vendita la coppia più trending topic del momento?

Se si trattasse della seconda ipotesi, non sarebbe per niente una bella pubblicità per Carrefour: una catena di supermercati che permette a un gruppo di persone di scorrazzare allegramente per le corsie, giocando con la merce alimentare in vendita e fumando vicino ai prodotti non è esattamente l’immagine che si vorrebbe dare, al di là che queste persone siano influencer da millemila follower sui social.

Il problema, però, è che ancora non si è capito quale sia stato il ruolo di Carrefour in tutta la storia. Tutto quello che ha fatto è stato pubblicare una nota sulla pagina Facebook di Carrefour Italia, per assicurare come il supermercato fosse stato adeguatamente ripulito dopo la festa:

fedez carrefour
facebook.com/carrefouritalia

Una nota scarna e (forse?) volutamente laconica, che non svela l’arcano e non si schiera in nessun modo. E che, oltretutto, non risulta poi nemmeno troppo convincente: per essere certi che «tutte le merci rese disponibili agli invitati» non venissero rimesse in vendita, il personale Carrefour avrebbe dovuto verosimilmente svuotare l’intero supermercato e, in questo caso, sarebbe davvero molto difficile riuscire a non parlare di sprechi.

Insomma, considerato che a una settimana di distanza la festa al supermercato di Fedez continua a essere discussa e notiziata, la posizione di Carrefour è ancora più complessa e delicata di quella dei Ferragnez che, dopotutto, non sono due premi Nobel per la pace e non sono certo noti per la loro sobrietà. Ecco perché silenzio di Carrefour risulta essere quasi più interessante delle incessanti dichiarazioni del rapper – almeno da un punto di vista di gestione della crisi social:

  1. Non è chiaro se Carrefour si sia limitato a concedere l’uso dei propri spazi per un evento privato o se l’evento stesso fosse stato in qualche modo “creato in esclusiva” con Chiara Ferragni e Fedez. Sembra una questione irrilevante, ma non lo è: nel primo caso, Carrefour potrebbe spiegare se sia effettivamente possibile a chiunque affittare un supermercato per farci una festa, e quali norme di sicurezza e di igiene vengano applicate per tutelare i clienti del giorno successivo. Nella seconda ipotesi, invece, si tratterebbe né più né meno di una trovata pubblicitaria in collaborazione con due personaggi particolarmente noti. In sé non ci sarebbe nulla di sbagliato, se non fosse che – per come sono andate le cose – nessun brand sarebbe tanto contento di annunciare di essere stato partner di un evento tanto contestato dal grande pubblico. Comunque siano andate le cose, comunque, sarebbe apprezzabile un chiarimento da parte di Carrefour, se non altro per capire come sono andate veramente le cose.
  2. La posizione di Carrefour è resa ancora più delicata dal fatto che, non non più tardi di qualche mese fa, ha annunciato di aver intrapreso un percorso di riposizionamento sul mercato volto, tra le altre cose, a far diventare il brand il portabandiera della cosiddetta “alimentazione responsabile”: un piano strategico lungo e complesso che, naturalmente, passa anche dalla comunicazione. E, moralismi a parte, bisogna ammettere che quello che è successo al Carrefour di City Life può essere descritto con molti aggettivi, ma non certo con “responsabile”. Cosa che ci porta direttamente al punto 3.
  3. L’obiezione è la stessa mossa ai Ferragnez, e vale anche per Carrefour: come si è potuto non rendersi conto che tutto quello che sarebbe successo dentro a quel supermercato sarebbe finito sui social in tempo reale? Se, come affermato nella nota, non era la prima volta che Carrefour concedeva in affitto uno dei propri punti vendita, è possibile che nessuno abbia pensato all’eventualità che la cosa potesse sfuggire di mano, finendo per avere un impatto importante sul brand?

In tutta la faccenda, il vero pare essere proprio quello della catena francese della grande distribuzione, che sembra stia cercando di defilarsi facendosi scudo del ben più rumoroso e “interessante” caso Ferragnez, ma che non riesce a dissipare i dubbi sorti in una buona fetta di pubblico. Se per Fedez e consorte tutta la storia diventerà solo l’ennesima occasione in cui hanno ostentato la propria ricchezza e potenza mediatica, Carrefour deve vedersela con una questione un po’ più critica: la messa in dubbio – palese, e in diretta social – di quei valori che ha dichiarato di incarnare e di voler difendere a ogni costo.

Lesson Learned: Durante una crisi social con più soggetti coinvolti non pensare mai che, siccome non stanno parlando di te, tu possa evitare di chiarire la tua posizione. Parla e parla chiaro, per evitare di lasciare ombre sul tuo brand che, con il tempo, potrebbero ritorcertisi contro.

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