Umanesimo e cultura digitale: esistono le persone, non clienti o utenti

È stato presentato oggi il Manifesto della “Sesta W” che segna l’inversione di rotta, una sorta di rivoluzione copernicana, espressa in 20 punti da Christian Carniato, CEO e Founder di .

La società, nata nel 1997 per la definizione di strategie di posizionamento digital, si è evoluta nel tempo fino all’introduzione di un’area di ricerca all’interno del proprio modello di business dedicata allo studio e alla progettazione di esperienze digitali e reali. TSW propone un approccio di ascolto volto al miglioramento, al re-design e all’ideazione stessa di prodotti e servizi, invertendo i paradigmi dei processi aziendali, accompagnando imprese e organizzazioni in un percorso del tutto nuovo.

Partendo dall’ascolto delle persone e dall’analisi dei loro comportamenti nella relazione con brand, interfacce, oggetti, negozi, e qualunque altra dimensione della quotidiana esperienza, vengono rilevate e fatte vivere le diverse sfaccettature, i significati, le potenzialità e le implicazioni, ovvero il valore delle esperienze delle persone attraverso un metodo misto quali-quantitativo. Il metodo di TSW si fonda sull’applicazione congiunta di protocolli sviluppati da differenti discipline quali la sociologia, la psicologia, l’antropologia, l’economia, o il marketing stesso, che vengono integrati con rilevazioni di dati comportamentali e psico-fisiologici. Aspetti soggettivi e oggettivi, espliciti o impliciti, che oggi possono essere ascoltati e misurati in modo non invasivo, proprio con le persone.

“Utenti e clienti non esistono”: è da questa prospettiva che nasce l’appello a porsi prima di tutto, in qualità di aziende, di professionisti, di ricercatori e di persone, come ascoltatori, insieme alle persone, coinvolgendole. È una risposta alla modificazione degli usi, delle visioni e delle logiche che hanno guidato lo sviluppo recente del rapporto fra domanda e offerta e insieme la riproposizione di un corretto approccio. Una proposta vecchia tanto quanto l’uomo: quella di fare le cose “per l’uomo”, “con l’uomo”.

In TSW, dopo oltre vent’anni di realizzazione di strategie di posizionamento digitale e diversi progetti di con quelli che all’epoca chiamavamo utenti, ci siamo resi conto, che progettare e migliorare interfacce significava non solo migliorare la qualità dell’esperienza d’uso, ma anche i vissuti e la qualità della vita delle persone. Grazie a un loro reale coinvolgimento, queste ci portavano di più su loro stesse, sulle loro relazioni con il brand e su quali potevano essere le loro aspettative. Da questo è emerso per me che la qualità delle esperienze, anche al di fuori dell’ambito digitale, e il portato valoriale delle persone sarebbero state la chiave dello sviluppo futuro. Abbiamo tutti sentito già altre volte parlare di “utenti al centro” o di “experience marketing”, ma mi sono reso conto di come le parole abbiano gradualmente perso il loro peso, cedendo alla fredda e indiscutibile razionalità dei numeri. Così, le persone sono clienti o target e le emozioni e i vissuti sono diventati un tema vintage, rimpiazzati dall’intelligenza artificiale e dal machine learning.” Dichiara Christian Carniato, Founder e CEO di TSW. 

Il nostro CON vuol dire CURA, partecipazione, RELAZIONE, coinvolgimento, ASCOLTO, condivisione. Ci occupiamo delle esperienze delle persone e coinvolgiamo persone, comunemente definite utenti o clienti, e lo facciamo tramite persone, che sono ricercatori e professionisti, con persone, che sono manager e progettisti, per migliorare le esperienze. Avere e far vivere esperienze migliori fa stare bene, chi lo ha provato lo sa; per questo per noi è fondamentale ristabilire le relazioni tra chi produce e chi utilizza, chi concepisce e chi vive”.

Nel proliferare quantitativo delle esperienze, a prezzo di una perdita qualitativa, in un mondo troppo spesso impegnato a parlare, gridare e occupare gli spazi con il rumore, è fondamentale ritornare all’ascolto, sentirsi considerati e percepirsi come persone, non come unità anonime di immensi database o impersonali esecutori di strategie asettiche. Le persone dovrebbero poter avere luoghi a loro vicini, in cui sentirsi accolti e considerati, dove poter contare e non solo esser contate, vivere e far vivere esperienze belle e appaganti.” Conclude Christian Carniato, Founder e CEO di TSW.

Ascoltare e coinvolgere le persone è semplice, ma non facile. Le persone sono complesse perché hanno sogni, desideri e paure, ma anche uniche quando esprimono valori, bisogni e vissuti. In un mondo che moltiplica esperienze noi ci preoccupiamo del loro valore e pensiamo che solo chi farà una scelta radicale oggi, cioè quella di cambiare obiettivo del suo lavoro, dal profitto al valore, potrà davvero vincere la sfida che il futuro ci sta presentando. Vorremmo ricordare che il profitto non è, e non è mai davvero eticamente stato, uno scopo, è un risultato. Avere uno scopo significa che le cose che facciamo siano di valore reale per gli altri. Miglioriamo le esperienze con l’ascolto e attraverso l’ascolto trasferiamo valore alle aziende (e alle persone).”

Copia & Incolla: perché questo titolo? Perché i contenuti di questa categoria sono stati pubblicati SENZA ALCUN INTERVENTO DELLA REDAZIONE. Sono comunicati stampa che abbiamo ritenuto in qualche modo interessanti, ma che NON SONO PASSATI PER ALCUNA ATTIVITÀ REDAZIONALE e per la pubblicazione dei quali Tech Economy NON RICEVE ALCUN COMPENSO. Qualche giornale li avrebbe pubblicati tra gli articoli senza dire nulla, ma noi riteniamo che non sia corretto, perché fare informazione è un’altra cosa, e li copiamo ed incolliamo (appunto) qui per voi.

Facebook Comments

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here