Post Human: cosa c’è al di là dell’uomo?

Nel quadro di quella che sembra essere una rivoluzione antropologica, le idee e i valori che ci hanno accompagnato nel corso del tempo sono ormai in continua evoluzione. Persino la concezione dell’uomo, così come siamo abituati a pensarlo, sta cambiando sotto le influenze e grazie progressi della scienza, dell’informatica e della tecnologia. Il post-umano è un concetto che abbraccia molte discipline, dall’arte contemporanea alla scienza, fino alla tecnologia, affrontando questioni di etica e giustizia, sistemi sociali e aspirazioni intellettuali di interdisciplinarietà. Letteralmente indica una condizione o un’entità che esiste in uno stato oltre l’umano e si riferisce a tutto quel mondo che vede l’interazione tra uomo e macchina.

Il tema sarà affrontato nel corso di TEDxBologna, l’evento che, attivo da 8 anni, offre un’occasione di scambio e condivisione culturale all’interno di una comunità di appassionati. 10 gli speaker presenti che saliranno sul palco del Teatro Comunale sabato 20 ottobre per dare la loro idea di Post Human.

Post Human è…

“Sfidare la gravità e guardare oltre il corpo, immaginandolo diversamente da come siamo abituati a fare sulla Terra”

Questa l’idea che presenterà Loredana Bessone, Istruttrice di astronauti dell’ESA, ideatrice e direttrice della missione CAVES (Cooperative Adventure for Valuing and Exercising human behaviour and per formance Skills) corso dell’ESA che insegna a vivere nello spazio, usando il sottosuolo e gli ambienti terrestri estremi per riconoscere le analogie tra Terra e spazio e applicarle alla vita al di fuori del nostro pianeta.

Alcuni ambienti “alieni” alla vita umana – secondo l’astronauta italiana – come ghiacci antartici, habitat sottomarini, deserti vulcanici o miniere di sale richiedono l’uso di tecnologie e tecniche in grado di compensare e superare le limitazioni che l’adattamento al micro-sistema terrestre ha imposto all’evoluzione umana.

“Pensare al di là della vita terreste, costruendo un intero sistema di biosfere sottomarine (Nemo’s Garden) in cui coltivare i vegetali”

Descrive così il tema Luca Gamberini che porta avanti, insieme al padre e fondatore Sergio Gamberini, “OceanReefGroup”, l’azienda di famiglia specializzata in attrezzature e servizi per i sub con sede a Genova e in California.

La sua idea è quella di coniugare tradizione e , andando oltre l’ convenzionale in un ambiente diverso, come quello sottomarino, in cui l’uomo è costretto a sviluppare tecniche e approcci diversi da quelli abituali; in fondo al mare la temperatura è costante, l’umidità risulta alta e, soprattutto, insetti e parassiti non riescono a raggiungere le piante, evitando quindi il ricorso a insetticidi inquinanti. Un ambiente replicabile?

“Studiare la natura che ci circonda e rendersi conto di quanto sia tutta una modificazione genetica degli ultimi 500 anni”

Emanuele Burrati, dopo una laurea in Scienze Biologiche, un Dottorato in Biochimica e una posizione come Staff Research Scientist presso il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica di Padriciano (ICGEB), attualmente riveste il ruolo di Capogruppo del laboratorio di Patologia Molecolare presso l’ICGEB di Trieste.

Il DNA, il codice della vita, è il più grande e prezioso contenitore di informazioni sull’essere umano, spiegherà Burrati a parlando di genomica post-umana tra passato, presente e futuro. Post Human per lui è analizzare i cambiamenti che impatteranno sulla società e sull’essere umano, al fine di debellare le malattie più pericolose e creare future applicazioni utili all’uomo.

“Lo studio e l’analisi dello stato attuale dell’, dei limiti ma anche dei possibili scenari futuri”

Il Post Human di Marco Roccetti è contenuto in “Bepper”, il robot affettivo di forma umanoide con capacità emotive reali, prodotto dalla Softbank con il sistema di intelligenza artificiale Watson di IBM. Roccetti, che è scienziato informatico e professore ordinario di Informatica all’Università di Bologna dove coordina il Dottorato in Data Science and Computation, riveste anche il ruolo di Associate Dean per il Digitale alla Bologna Business School (BBS). È proprio questo l’istituto che è stato incaricato di addestrare il robot e di fornirgli conoscenze sulle discipline manageriali, al fine di aiutare i tutor umani che assistono i docenti nelle scuole, sollevandoli dai compiti più ripetitivi. 

“Estrarre l’essenza di ciò che cerchiamo in un rapporto umano e rivivere le stesse emozioni grazie ai nostri amici robot”

“Cos’è l’intimità senza l’umanità?” Questo il quesito fondamentale che rivolgerà Dan Chen al pubblico con le sue invenzioni che definisce “Robotic Intimacy Technology”, macchine con un’intelligenza artificiale “fuori dal comune”, che riproducono le sensazioni e i gesti umani più disparati.

Dan Chen esplora l’esperienza umana coniugandola ai nuovi modi di comunicazione, attraverso prototipi e robot “umanizzati”, invitando a una riflessione sulla qualità delle sensazioni intime offerte attraverso la tecnologia. “Cerco di estrarre l’essenza di ciò che vorremmo da un amico” – afferma – “qualcuno che si prenda cura di noi, qualcuno che ci capisca, qualcuno che ci ascolta, qualcuno che ci dia attenzioni”. Riuscirà la tecnologia del futuro a farlo per noi?

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