Il costume di Halloween di Handmaid’s Tale diventa EpicFail

Si avvicina Halloween e chi cerca un’idea per il costume perfetto la può facilmente trovare sul web: tra neonati travestiti da sushi e cani che diventano ragni, quest’anno è spuntato un costume molto particolare.
A metterlo in vendita sul proprio store online è Yandy, negozio online di abbigliamento che, tra le altre cose, è specializzato anche in costumi per travestimenti, feste in maschera e amenità varie.

Il costume in questione, però, ha scatenato un’ondata di polemiche tali da costringere Yandy a prendere la parola per scusarsi e – manco a dirlo – a ritirare dalle vendite il prodotto in questione, tra i nemmeno troppo metaforici fischi di disapprovazione del pubblico.

Di che costume di tratta? Di questo:

Handmaid's Tale costume halloween
Foto: yandy.com via bustle.com

Per chi non ne fosse al corrente, va sottolineato che non si tratta di un “costume sexy” qualsiasi, ma della “versione sexy” di un abito reso famoso da una serie tv piuttosto popolare, The Handmaid’s Tale. Tratta dal romanzo della scrittrice canadese Margaret Atwood, la serie racconta di un futuro distopico dove le sono ridotte in schiavitù, soggiogate al potere degli uomini e, per ovviare al problema del drastico calo della fertilità e delle nascite, trasformate in “macchine da figli” degli uomini più ricchi e influenti e costrette a subire sistematici stupri. Le protagoniste della storia – le cosiddette “ancelle” – vestono una lunga tunica rossa con una cuffia bianca, di foggia vagamente puritana ma inconfondibile.

Nonostante la serie tv The Handmaid’s Tale sia piuttosto recente, l’iconico abito rosso delle ancelle è talmente… iconico da essere stato subito “preso in prestito” da numerosi gruppi di donne che, da una parte all’altra del mondo, lottano per la parità di genere e contro le discriminazioni e la violenza sulle donne: in poche parole, l’abito è diventato il simbolo della lotta al femminile. Anche in Italia l’abito delle ancelle è stato visto in una occasione pubblica soltanto pochi giorni fa: nel corso dell’ultimo consiglio comunale di Verona, durante il quale è stata votata una mozione che prevede il finanziamento delle associazioni cattoliche che portano avanti iniziative contro l’aborto. Nel corso della seduta del consiglio comunale erano presenti anche le attiviste di un’associazione femminista, tutte vestite con tunica rossa e copricapi bianchi.

Handmaid's Tale costume halloween
Foto: repubblica.com

Non è la prima volta che un elemento di un prodotto di fiction diventa il simbolo riconosciuto di movimenti con rivendicazioni e obiettivi più o meno comuni: basti pensare anche solo all’inconfondibile maschera di Guy Fawkes, nata con il fumetto di Alan Moore V per Vendetta e introdotta al grande pubblico grazie all’omonimo film del 2006, diventata poi uno dei simboli degli attivisti di Anonymous e di movimenti come Occupy Wall Street.

Il punto è che i cosiddetti “prodotti culturali” riescono – in modo spesso più efficace che nella realtà – a creare dei simboli talmente potenti da diventare parte della cultura condivisa di un’epoca. Probabilmente è proprio per questo motivo che abbiamo i concetti stessi di “prodotto culturale” e “cultura di massa”, ma alcuni casi risultano più efficaci di altri. I movimenti femministi (e non solo) si sono appropriati del simbolo rappresentato da un abito reso popolare da una serie tv e lo hanno riempito dei propri significati. Come per l’ormai arcinota maschera di Guy Fawkes, anche l’abito delle ancelle di The Handmaid’s Tale è diventato parte dell’immaginario collettivo, trascendendo il confine tra fiction e realtà. Non ha più importanza se quel simbolo non sia nato da un fatto avvenuto nel “mondo reale”: quello che conta è che, attraverso quel simbolo, sono nate delle azioni che hanno avuto un impatto sulle persone.

Per questo non ci si deve stupire se, non appena il costume sexy di Yandy ha cominciato ad attirare l’attenzione, ci sono state reazioni come questa:

Handmaid's Tale costume halloween

Ormai non si tratta di più di un romanzo o di una serie tv, né della protesta di un gruppo di attiviste: si tratta di qualcosa che ha radici più profonde. Nessuno avrebbe niente da dire davanti al costume di Halloween di Tokyo de La casa di carta, ma ci si sente a disagio all’idea di un costume che parla di violenza sulle donne e che, per un motivo o per l’altro, è diventato di grande attualità politica e sociale.

Così, al culmine della protesta, Yandy decide di tirare i remi in barca: con un comunicato annuncia il ritiro del prodotto dal catalogo online, con tante scuse e l’assicurazione che “non era loro intenzione” sminuire le donne che subiscono violenze e discriminazioni:

Handmaid's Tale costume halloween

 

La storia potrebbe essere finita qui se non fosse che i riflettori improvvisamente puntati su Yandy hanno indotto più di una persona a dare un’occhiata un po’ più approfondita al catalogo dello store alla sezione “costumi e travestimenti”. Ed ecco che spunta il materiale per una nuova discussione: perché il costume in versione sexy delle ancelle di Handmaid’s Tale non va bene, mentre quelli da “sexy nativa americana” sì?

Handmaid's Tale costume halloween

Il pubblico, ormai sensibile all’argomento, è pronto a scattare in risposta: parte la polemica e le petizioni online contro i costumi razzisti che stereotipano le minoranze etniche e mercificano il corpo femminile:

Handmaid's Tale costume halloweenUna bella gatta da pelare per un brand che, verosimilmente, potrebbe trovarsi a dover fronteggiare una crisi sia comunicativa che d’immagine di non facile soluzione, a meno di non essere disposti a ritirare buona parte del proprio catalogo online.

Lesson Learned: Qualsiasi elemento che entra a far parte della cultura condivisa di un ampio gruppo di persone può essere caricato di significati estremamente profondi. Siine consapevole, prima di iniziare qualsiasi tipo di attività, dentro e fuori i social: potresti toccare delle corde di cui non sospettavi nemmeno l’esistenza.

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