Formazione? Mobile First per la Gen Z

Per progettare una più efficace, in grado di coinvolgere i cosiddetti generazione Z, ovvero i nati tra la metà degli anni Novanta e i primi anni 2000 che rappresenteranno entro il 2020 oltre il 20% degli adulti occupati, occorrerà sempre più tenere conto delle caratteristiche peculiari dei cosiddetti nativi digitali. Secondo Accenture, i nati in questo periodo mostrano un “ritorno ai valori più tradizionali sul posto di lavoro”, ricercando percorsi professionali ben definiti e stabili e prediligendo la comunicazione faccia a faccia con i propri colleghi, piuttosto che l’interazione online.

Quali le caratteristiche dei Gen Z?

La Gen Z è la prima generazione 100% nativa digitale, non sa cosa significhi vivere senza connessione internet ad alta velocità o senza l’accesso ai social media attraverso dispositivi mobile. Cresciuti in un mondo iperconnesso, tra informazioni accessibili in tempo reale e formazione a distanza hanno un approccio allo sviluppo professionale che differisce significativamente rispetto ad altre generazioni.

Secondo un recente rapporto pubblicato da Docebo, dal titolo “Generazione Z: Come e perché progettare una formazione mobile-first“, le persone nate in questo periodo apprezzano prodotti/servizi frugali, economici ed ecosostenibili; credono nell’uguaglianza sociale, non tollerano il razzismo, il sessismo o il trattamento ingiusto di qualsiasi tipo; si nutrono di innovazione, unicità e originalità.

Come cambia la formazione?

Secondo lo stesso rapporto, al fine di venire incontro alle esigenze dei “nuovi lavoratori”, i percorsi formativi dovranno essere progettati tenendo conto di alcune caratteristiche peculiari.

Mobile First. Le persone della Generazione Z sono aperte ad ambienti di lavoro BYOD (Bring-Your-Own-Device, acronimo che si riferisce alle politiche aziendali che permettono di
portare e usare i propri dispositivi personali sul posto di lavoro). Questo approccio rivoluzionerà inevitabilmente il modo di progettare la formazione aziendale, rendendo indispensabile la caratteristica del mobile first anche per la formazione a distanza.

Chiarezza. La Generazione Z desidera conoscere in anticipo gli obiettivi del training aziendale: sarà pertanto fondamentale definire le finalità e lo scopo della formazione da subito.

Autenticità. Rispetto ai Millennials e alla Generazione X, la Generazione Z – si legge nel rapporto – preferisce integrare il lavoro e la vita personale. Si tratta di un cambiamento guidato dalla loro costante connessione ai contenuti tramite e social media. Per questo, è essenziale infondere personalità e autenticità alla strategia di Formazione e Sviluppo, sfruttando persone e
contesti con cui i nuovi dipendenti possano identificarsi. Ad esempio, creando scenari formativi con speaker esterni per seminari e workshop (formazione formale), o permettendo ai Gen Z di
trasferire la propria personalità nelle attività di formazione online (gamification).

Collaborazione e competitivitá. I Gen Z, essendo cresciuti con i social network, hanno un desiderio intrinseco di essere parte di una community e di collaborare alla creazione di una solida cultura aziendale. Il social learning è dunque un elemento chiave per progettare una formazione rivolta alla Generazione Z. Sarà necessario garantire frequenti opportunità formative sul posto di lavoro, affiancandole a sessioni sia formali che social, per supportare tecniche di problem-solving e brainstorming, oltre che favorire una fruttuosa collaborazione con i dipendenti di altre generazioni.

Progettare una formazione online compatibile con i dispositivi mobile non sarà sufficiente, visto che si dovranno incorporare meccaniche ludiche nella strategia formativa, creando uno spirito di sana e virtuosa competizione all’interno dell’organizzazione. Questo approccio è in grado non solo di rafforzare il morale, ma anche di migliorare il ROI complessivo della formazione, in quanto gli utenti competono per superare i benchmark stabiliti da altri colleghi.

 

 

 

 

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