Cinema: è possibile realizzare sogni con il crowdfunding?

L’ombra del padre è un progetto che viene dall’anima e vuole arrivare al cuore del pubblico. E’ una sfida, una scommessa, un gioco e una piccola creatura che non potrebbe diventare realtà senza il crowdfunding”. Così descrive il suo “sogno” Agnese Tomba, poco più di venti anni, una laurea alla Bocconi e il desiderio di unire passione e . “Il cortometraggio, realizzato da un team di giovani, racconta la storia di Giada, una bambina di nove anni che vede suo padre abbandonare casa e la sua famiglia per vivere con un’altra donna. Da quel momento Giada passa i sui anni migliori cercando di superare il senso di abbandono e di vuoto tramite diversi espedienti nocivi al suo corpo e alla sua anima. Fin quando, in una bella giornata di primavera, la ragazza ormai ventenne, decide di porre fine a quel tormento”.

Il cortometraggio ha già partecipato a vari concorsi tra cui “ÉCU – The European Independent Film Festival” di Parigi nella sezione “More Than a Script Competition”, classificandosi tra i migliori tre, ed è in pre-produzione. I fondi necessari per la produzione saranno raccolti con due campagne di crowdfuning: una sulla piattaforma Produzioni dal Basso, rivolta ad un pubblico italiano, e un’altra sul sito Indiegogo.com pre dare al progetto un respiro più internazionale e opportunità di sponsorizzazione.

Questo progetto – continua Agnese – ha la possibilità di diventare realtà solo grazie al crowdfunding, strumento che ci ha permesso di metterci in gioco senza dover pesare sulle spalle delle nostre famiglie. Nessuno di noi possiede i fondi necessari per finanziare un cortometraggio visto che i costi di produzione delle opere audio-visive sono molto elevati. Usare piattaforme di raccolta fondi online dà la possibilità di dimostrare le nostre capacità: faremo il possibile per non tradire la fiducia dei nostri donatori, poiché nel crowdfunding è proprio di questo che si parla. É spesso possibile stabilire delle ricompense per il donatore, ma è la fiducia che porta lo porta a dare il suo contributo”.

Facile “farsi finanziare” un progetto attraverso il crowdfunding?

Il crowdfunding è una forma molto particolare di finanziamento che si sviluppa nei Paesi anglosassoni, nei quali c’è una concezione molto diversa del denaro e della raccolta fondi. Fare crowdfunding in Italia è un’operazione piuttosto complessa e faticosa poiché esistono delle barriere a livello culturale: la richiesta di fondi a privati è spesso concepita come una fonte di disagio da parte di chi chiede. Inoltre, diversamente da una proposta di sponsorizzazione a un brand, il crowdfunding prevede una raccolta di fondi dal basso, quindi il coinvolgimento di persone comuni che donano. Per fare in modo che la campagna sia efficace occorre capire come arrivare al cuore del donatore (più che al suo portafogli) e convincerlo a “scommettere” sul progetto. Il crowdfunding e la richiesta di sponsorizzazione sono quindi due tipologie molto diverse di raccolta fondi che richiedono elementi diversi per conquistare la fiducia dello sponsor/donatore. Nel nostro caso ho pensato che, nonostante le difficoltà dal punto di vista culturale, essendo questo un progetto indipendente, e non avendo dei benefits da poter proporre ad un brand noto, puntare sul crowdfunding fosse la scelta strategica migliore.

Quale il segreto per una raccolta di successo?

Ci sono diversi elementi che possono rendere una campagna di crowdfunding di successo e credo che molto dipenda dalla tipologia del progetto. Che si tratti di un evento legato al territorio, a una tematica sociale o un progetto di cortometraggio gli X factor possono essere molto diversi tra loro. La teoria insegna che i segreti di una campagna di crowdfunding sono: mantenere la campagna aggiornata, condividere tramite i social, aggiungere ricompense, lavorare con un team e includere un video di presentazione. Nel caso de L’ombra del padre, che ha raccolto 800 euro nei primi 4 giorni di campagna, gli elementi principali di successo sono tre: la tematica, il trailer e le relazioni umane, anche se non saprei identificare bene l’ordine. Sicuramente per avere un’ottima partenza conoscere le persone giuste ed essere capaci di coinvolgerle e farle affezionare al tuo progetto è fondamentale. I contenuti della campagna sono il passo successivo: il video è dimostrazione delle capacità del team mentre le tematiche (sociali, personali, ecc.) raggiungono il donatore e lo portano a compiere l’ultimo step per una “giusta causa”.

Quale il ruolo della in questo tipo di produzioni?

Nel caso del nostro cortometraggio la tecnologia ha profondamente agevolato il processo di sviluppo della sceneggiatura: proprio grazie a un software gratuito online sono riuscita a non preoccuparmi troppo del “come fare” per lasciare spazio alla creatività. In fase di shooting la tecnologia per noi è un plus, l’elemento che rende il nostro progetto tecnicamente superiore e professionale. Quello che fa la tecnologia nel cinema è molto simile a ciò che succede negli altri settori: si tratta di una riduzione delle distanze e una despecializzazione delle professioni. Non solo, la tecnologia permette di avvicinarsi a questo mondo grazie a barriere ridotte e costi minori. Tutto ciò può essere percepito da molti puristi come come un male, io credo che sia un’opportunità.

 

 

 

 

 

 

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