Le 3C dell’ufficio del futuro: connesso, creativo, collaborativo

Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito all’evoluzione dell’ che è diventato più aperto, luminoso e confortevole per aiutare i professionisti a rilassarsi e a essere più produttivi. Ma la visione dell’ del futuro sta cambiando radicalmente in risposta rapidi progressi tecnologici nel campo dell’automazione, dell’IoT e dell’attivazione vocale e che sono destinati a giocare un ruolo fondamentale nelle future abitudini lavorative. Un’analisi del panorama attuale e delle sue prospettive evidenzia tre vettori che contraddistingueranno gli uffici del futuro.

Connessi

Gli uomini possono parlare alla velocità di 400 parole al minuto ma sono in grado di digitarne solo 40. Fino a poco tempo fa, tuttavia, non si è mai prestata troppa attenzione a quanto la “comunicazione tramite tastiera” ci rallenti. Grazie al rapido progresso della tecnologia ad attivazione vocale, però, nel prossimo futuro inizieremo probabilmente a interagire con i dispositivi dell’ufficio non più manualmente ma con la voce.  Alcuni segnali in questa direzione ci arrivano da aziende del calibro di Amazon, che sta lanciando Alexa for Business.

Il nostro modo di interfacciarci con i dispositivi in ufficio è evoluto drasticamente. L’anno scorso, una società tech statunitense ha fatto notizia per avere innestato dei microchip ai suoi dipendenti, consentendo loro di aprire porte, accedere ai computer e acquistare cibo utilizzando i dispositivi IoT integrati. Sebbene questa sia stata ampiamente recepita come una trovata pubblicitaria, i dispositivi connessi si stanno diffondendo sempre più nei processi d’ufficio, pensiamo per esempio al monitoraggio della cancelleria e alla segnalazione automatica degli errori tecnici.

La diffusione dei dispositivi IoT potrebbe portare a un loro più ampio utilizzo per il benessere dello staff. Per esempio, a tutti sarà capitato di sentire troppo caldo o troppo freddo in ufficio. Secondo una ricerca di Memoori solo la metà delle persone è soddisfatta della temperatura a . Le soluzioni per il posto di connesso consentono di ottimizzare l’ambiente per i dipendenti, con sistemi di riscaldamento che rispondono alle mutevoli condizioni climatiche e scrivanie intelligenti che avvisano gli utenti quando sono stati seduti troppo a lungo.

Creativi

Secondo il Forum economico mondiale, la creatività sarà una delle competenze più ricercate entro il 2020 e sarà richiesta anche per molti ruoli che precedentemente erano puramente tecnici.

L’automazione è uno dei principali motori di questo cambiamento. Nei prossimi anni possiamo aspettarci un uso sempre più sistematico dell’automazione e della robotica sul posto di lavoro, mirato soprattutto a eliminare i lavori banali e ripetitivi, che prosciugano tempo e ispirazione. Questo consentirà alla forza lavoro di concentrarsi sulle attività esclusivamente “umane” come la creatività e il ragionamento logico, creando rapidamente una domanda per queste competenze.

Nell’ultimo decennio le aziende hanno incentivato il lavoro mobile e da remoto, nell’intento di affrancare i dipendenti dalle scrivanie e consentire loro di lavorare come e dove desiderano. Tuttavia, mentre continua il dibattito sulla produttività dei lavoratori da remoto, questa visione per il futuro del lavoro sta cambiando rapidamente e la creatività sta diventando la nuova priorità.

Il lavoro da remoto implica che i dipendenti lavorino in modo indipendente e rimangano esclusi da un ambiente collaborativo che si ritiene possa incoraggiare la creatività. Il report di InfoTrends 2018 evidenzia che alcune aziende, come IBM, hanno iniziato a ridimensionare i programmi di lavoro da remoto per focalizzarsi sulla creatività e indirizzare i lavoratori verso un ambiente che la possa favorire.

Collaborativi

Nel 2017, Julien Codorniou dirigente di Workplace ha dichiarato: “Le persone entrano nel mondo del lavoro, forse anche per la prima volta, senza sapere come utilizzare la posta elettronica… Ma sanno come usare le app per la messaggistica, le foto e i video.” Grazie alla crescente popolarità di Cisco Spark, Workplace di Facebook, Flock, Slack, e Microsoft Teams, negli ultimi due anni è possibile comunicare e collaborare sempre più in tempo reale.

La comunicazione sta entrando in una nuova fase, nota come ‘interfaccia conversazionale’ in cui i dipendenti svolgeranno la maggior parte del loro lavoro in chat anziché passare da un’app all’altra per eseguire funzioni diverse. Questo favorisce una cultura della “disponibilità continua” in tempo reale, dove le e-mail si dimostrano inadeguate: la collaborazione è più efficace se il tempo di risposta è di secondi anziché giorni.

I robot collaborativi progettati per lavorare con gli umani, o ‘cobot’, hanno fatto il loro debutto nell’industria manifatturiera: utilizzati per rivoluzionare le linee di produzione, sono ormai di uso comune nei centri di distribuzione di aziende come Amazon e Ocado. I cobot non sono ancora entrati in ufficio, ma possiamo prevedere che contribuiranno all’ufficio del futuro, nel momento in cui i costi di produzione diminuiranno e il loro prezzo diventerà più accessibile.

Sfide impossibili? Forse no

Con tutto il fermento suscitato da temi come connettività, creatività e collaborazione, i leader aziendali possono facilmente perdere di vista gli obiettivi più concreti. Si ha la percezione che le sfide che ruotano attorno a questi fattori siano problemi irrisolvibili, ma non è vero. Le aziende dovrebbero iniziare a quantificare i propri obiettivi e a richiedere la consulenza di un esperto sui processi che creeranno valore. Solo così potranno costruire un ufficio intelligente per il futuro, che garantisca redditività e migliori la vita lavorativa sia dei dipendenti sia dei decision maker.

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