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Lead Nurturing: la conversione

Se vi ho dato l’idea, nei pezzi precedenti, che conoscere i clienti fosse complesso, ora arriva la cattiva notizia. Ma non una cattiva notizia qualunque. Tanto per farmi capire:

Scena uno. Esterno giorno: spiaggia dorata, mare cristallino. Noi con la nostra sedia a sdraio sotto l’ombrellone a leggere, leggiamo quel libro che avevamo sul comodino già da un po’. Sottofondo: mare e gabbiani.

Scena due. Esterno giorno: arrivo nell’ordine di pullman del centro anziani, station wagon con 4 adulti, 16 figli, 18 palloni, stereo modello cassettone, 4 cani, friesby, asciugamani, racchette, palline, bocce, secchielli, palette e 4 nonni sordi. Ecco, questa è una idea del circo che avrete intorno quando dovrete affrontare da soli il processo di conversione del Lead.

Eh sì, perché il CRM non lo abbiamo messo su per occupare spazio nel cloud o per gestire un’accurata agenda dei nostri contatti. Il nostro CRM sta li perché, di continuo, ci sussurra all’orecchio che ci sono cose da fare, processi che non girano.

E quando punta il suo dito fatto di byte su qualcosa che non funziona, l’intera azienda fa solo una domanda: quanto ha convertito la campagna ?

Ora questa innocente quanto legittima domanda che ti fa il tuo capo o il capo del capo o chiunque passi da quelle parti e fa finta di aver capito qualcosa, in realtà è una domanda legittima, anzi doverosa e, oserei dire, sacrosanta.

Peccato che per dare una risposta, l’intera azienda avrebbe dovuto contribuire al tracciamento corretto del dato. Ma erano tutti impegnati/non avevano capito/gli era sfuggito/eppoi scusa ma avevo da fare.

Eccolo il circo: quando chiedi come hanno tracciato il dato.

Perché la realtà è che tu il piano di tracciamento lo hai anche fatto bene, hai inviato la procedura via mail, fatto formazione, stampata e consegnata a mano e te ne stavi li, tranquilla in attesa di poter “spingere un tasto” e calcolare le conversioni. Ma mai stare lì tranquilli. Ti trovi in mezzo al circo e ti danno pure la colpa del caos.

E allora cominciamo a parlare di . Stay tuned!

Simona Piacenti

Simona Piacenti

Classe 1969, appassionata – in primis- di gadget e poi di CRM, nell’accezione ampia che ricomprende il processo di gestione del cliente e quello di crescita del potenziale. Carriera di studi variegata: Laurea in Giurisprudenza, Master in Gestione delle Risorse Umane e poi Abilitazione alla Promozione Finanziaria. Dopo varie attività nel 1996 approdo nel gruppo SPIN come sales. Nel 2008 – dopo la carriera nell’area vendite – passo alla direzione Marketing del gruppo (che comprende Bludis, Comedata, Aperiam ed Esprime) occupandomi di Marketing, Digital Marketing e di progetti di CRM, e di ricerca di gadget

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