L’IoT ha bisogno di standard?

Nessun software è sicuro al 100%, e le tecnologie dell’Internet of Things non rappresentano un’eccezione. E’ necessario identificare degli standard di sicurezza e organizzativi “adeguati” al fine di soddisfare le esigenze di business e tutelare gli utenti.

Durante le discussioni che sto avendo in questi giorni con i membri del panel dedicato all’Internet of Things al DLA Piper European Technology Summit, uno dei dibattiti più animati è stato in relazione al bisogno di garantire la dei dispositivi e alla possibile confusione circa la capacità di creare sistemi che siano totalmente sicuri.

I recenti eventi relativi alle auto Chrysler e Tesla che sono state hackerate non hanno contributo a creare una pubblicità positiva. Ma la cybersecurity è un problema unicamente dell’IoT, o è un problema più ampio?

Non ci sono software totalmente sicuri

Sulla base di un report pubblicato da Symantec, ci sono stati 430 milioni di variazioni di malware nel 2015 con ben 318 data breach totali che hanno esposto a cyber attacchi 429 milioni di persone.

Nonostante i notevoli investimenti in cybersecurity sostenuti da un numero elevato di società, ci saranno sempre bug nei software che rappresentano una possibile fonte di attacco. Inoltre, le misure di sicurezza non saranno mai sufficienti, se non accompagnate da policy adeguate interne che impediscano possibili comportamenti umani errati.

Non si possono richiedere standard di sicurezza eccessivi per i dispositivi IoT

Sulla base dei dati sopra indicati, il rischio di un cyber attacco is not about IF, but WHEN per qualsiasi società. La pubblicità negativa intorno all’Internet of Things potrebbe essere dovuta a problemi culturali piuttosto che a rischi più elevati. Ma tali problemi culturali non devono diventare un conto troppo salato per le società che investono nell’IoT.

La possibile soluzione potrebbe essere allora in una copertura assicurativa propri client come alcuni produttori di auto stanno pianificando con riferimento alle self-driving car. Ma chi dovrebbe pagare per questo costo aggiuntivo?

Gli standard di sicurezza devono essere adeguati e certi

Il Regolamento europeo sul trattamento dei dati personali obbliga le società ad adottare standard di sicurezza “adeguati” al rischio derivante dai dati trattati. E con le sanzioni per la violazione degli obblighi in materia di privacy che saranno aumentate fino al 4% del fatturato del soggetto che commette la violazione, il problema è: cosa è uno standard di sicurezza adeguato?

Uno standard di sicurezza potrebbe non essere più adeguato semplicemente perché ci sono hacker in grado di attaccarli. Allo stesso modo, il mercato non può permettersi tale incertezza e neanche costi eccessivi.

L’Internet of Things ha bisogno di certezze che possono derivare da standard di sicurezza e di organizzazione interna che siano approvati da autorità pubbliche e divengano un requisito di certificazione per le società.

La conformità con la certificazione richiesta rappresenterebbe una protezione considerevole per le società dell’Internet of Things contro possibili contestazioni, anche in caso di accesso abusivo ai loro sistemi. Allo stesso tempo, diventerà più facile identificare i soggetti che non si conformano agli standard che saranno sanzionati senza dover attendere il prossimo cyber attacco.

 

 

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