Il Tech Law Day in 5 cambiamenti decisivi

Quali i temi principali emersi dal DLA Piper Tech Law Day? Tra regolamento privacy europeo, Internet of Things, FinTech, patent box e outsourcing bancario e assicurativo ecco 5 cambiamenti che le aziende dovranno affrontare.

#1 Il Regolamento privacy europeo potrebbe essere un ostacolo sia per le start-up che per i fornitori?  

L’adozione del regolamento europeo sul trattamento dei dati personali introduce obblighi che potrebbero essere difficili da gestire da parte delle start-up che troverebbero una possibile barriera di accesso soprattutto ai mercati digitali. Si dovrà monitorare come ogni singolo Stato deciderà di implementare le aree lasciate alla loro discrezione, ma se gli obblighi in materia di privacy di privacy diventeranno eccessivamente onerosi le start-up potrebbero non essere in grado di offrire i loro servizi senza violare quanto previsto dalla normativa sul trattamento dei dati personali.

Anche fornitori di grandi dimensioni potrebbero trovarsi in situazioni in cui i loro clienti chiederanno prova adeguata della loro conformità con la normativa privacy e la semplice documentazione prodotta tramite controlli interni potrebbe non bastare. Il problema è ulteriormente amplificato dalla presenza delle sanzioni potenzialmente enormi che ora possono essere emesse anche contro i fornitori ai sensi del regolamento europeo sul trattamento dei dati personali. La soluzione potrebbe essere quella di ottenere una certificazione da parte di un soggetto terzo indipendente.

#2 L’Internet of Things sta creando nuove problematiche legali che richiedono una strategia di cyber security più stringente

Privacy e cyber security erano rischi sconosciuti a molte società fino ad oggi. Tuttavia i modelli di business dell’Internet of Things rappresentano una rivoluzione per il business delle aziende. E’ possibile gestire queste problematiche tramite

  • l’adozione di un approccio di “network of things“, limitando i possibili cyber attacchi agli oggetti dando un totale controllo alla di oggetti connessi ad un operatore di telecomunicazioni che diventa l’unico punto di accesso alla ;
  • la disaggregazione dei dati in modo tale che qualora un database fosse hackerato, nessun dato di rilevante valore potrebbe essere ottenuto qualora non fosse collegato con dati conservati in un luogo diverso;
  • l’adozione di un approccio di “differential privacy” che consente di anonimizzare i dati non appena processati tramite i sistemi dell’operatore, mantenendo in ogni caso la possibilità di sfruttarli per finalità statistiche.

#3 Il patent box italiano è una “success story

Il patent box può fornire notevoli vantaggi fiscali. Circa 4.500 società hanno richiesto la sua adozione e ottenuto un risparmio fiscale complessivo pari a circa 200 milioni di euro l’anno. Il risparmio si applica al software, ai marchi, ai brevetti, al know-how, ai disegni e modelli. Tuttavia, visto che si potrebbe ridurre in futuro la portata è consigliabile richiederne l’adozione al più presto.

#4 Il ha delle potenzialità enormi, ma nasconde dei rischi

Non c’è dubbio che la blockchain potrebbe essere una rivoluzione per molti settori industriali, nonostante dia origine a nuove problematiche in materia di privacy, regolatorie (specialmente con le cryptovalute, quale il bitcoin) e di responsabilità e contrattuali. Tuttavia una normativa ad hoc potrebbe non essere la soluzione visto che il blockchain è per definizione globale e possibili limiti regolatori potrebbero limitarne lo sfruttamento.

Blockchain chiuse potrebbero essere regolamentate, ma in tal caso i possibili benefici del blockchain potrebbero essere perduti. Un possibile compromesso è dato dalla creazione di blockchain di secondo livello in una blockchain globale il cui accesso è limitato tramite un hash.

#5 L’outsourcing bancario è in una fase di transizione

Per la prima volta la normativa bancaria italiana prevede che gli outsourcer possano subire le medesime sanzioni dei loro clienti in caso di violazione della normativa. Questa circostanza aumenta il potenziale rischio per gli outsourcer a cui viene richiesto di ridurre le proprie tariffe, aumentare l’efficienza dei propri clienti e sostenere al tempo stesso sanzioni che potrebbero potenzialmente danneggiare in modo irrimediabile il loro business.

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