Tech Fashion? A Londra si puo!

Come i più edonisti (gruppo che include anche me) si saranno accorti, la scorsa è stata la settimana della londinese. La tanto attesa Fashion Week di quella che è diventata, a discapito di Milano, la capitale europea della . Ma è anche vero che è la capitale delle start up e come tale attira talenti da tutto il mondo.

tech fashionFashion e Tech assieme, passano per il Fashion Digital Contest organizzata dal British Fashion Council e dalla Tech City investement organization alla quale hanno partecipato a Luglio 12 start-up, 3 delle quali hanno ricevuto finanziamenti fino a £25,000. Diamo quindi un occhiata a chi siano stati gli innovatori nel settore garantendosi il giro di finanziamenti.

Per la categoria “Mass personalization and customisation” ha vinto Emblzn (non perdete tempo a provare a pronunciarla!), una compagnia che si propone di abbattere tutti gli ostacoli alla personalizzazione dell’abbigliamento online. Sito tutto costruito in HTML5, con prodotti direttamente acquistabili dal sito e, ovviamente, con un’offerta social per una nuova esperienza di acquisto online.

The Unseen” vince la categoria “Intelligent Clothing and accessories” per aver prodotto materiali “intelligentemente codificati, alla moda e che reagiscono digital media cambiando colore, e portando il digitale nella vita reale”. Ora cosa questo voglia dire è abbastanza oscuro, e sul sito non danno particolari illuminazioni. Che il futuro siano vestiti che cambiano colore in base nostri tweet?

C’è spazio anche per chi sta progettando il centro commerciale del futuro, e qui vince “Tapestry”. Si tratta di una app tramite la quale è possibile collezionare prodotti di abbigliamento taggandoli nei centri commerciali. In questo modo il consumatore riceve più informazioni riguardo al prodotto e il brand conosce meglio i suoi possibili acquirenti.

Dopo tutto, come dice Emma Watkinson di Skillfred “La moda è un industria trainata dalla continua re-invenzione ed evoluzione di nuove idee. Per la sua natura si adatta perfettamente a questo periodo di corsa alle Start ups.

E a pensarci bene, Emma non ha tutti i torti. La sperimentazione e la continua ricerca dell’originalità e un terreno comune di start up e moda. Qualcuno ha già iniziato a progettare modelli di calzature da poter stampare comodamente a casa propria con stampanti 3D … quando queste saranno diffuse in ogni casa ovviamente. Inoltre la continua nascita di fashion blog che si dimostrano sempre più influenti nel settore, ha delineato il panorama di un mondo che presto opererà offline solo per il taglia e cuci e le sfilate.

 

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