Apre l’Open Data Institute di Tim Berners Lee. E arriva il primo investimento

L’Open Data Institute (ODI), un incubatore di legate agli , apre questa settimana nel Regno Unito ed ha già ricevuto il suo primo importante finanziamento privato. L’istituto concepito da Berners-Lee, il ‘padre’ del web, e dal pionere dell’intelligenza artificiale Nigel Shadbolt, si descrive come un catalizzatore per “l’evoluzione della cultura degli Open Data al fine di creare valore economico, ambientale e sociale.” Un luogo dedicato alla “collaborazione tra imprese, imprenditori, ricercatori, governo e società per sbloccare valore sociale e imprenditoriale dalla grande quantità di dati governativi aperti ora messi a disposizione “. Obiettivo ultimo: “nutrire e offrire mentorship alle nuove idee e promuovere l’” nel settore degli Open Data.

L’istituto, il primo del suo genere a livello mondiale, è attivo ufficiosamente da alcuni mesi, ma questa settimana apre ufficialmente i battenti. Contemporaneamente, ha ricevuto il primo sostanziale investimento privato. L’Omidyar Network, fondo di investimento creato da Pierre Omidyar di eBay e da sua moglie, ha messo a disposizione 750mila dollari che andranno ad aggiungersi 10 milioni di sterline che il governo del Regno Unito si è impegnato ad investire nei prossimi 5 anni.

L’istituto al momento sta lavorando con quattro startup. Mastodon C attiva nel campo dell’annalisi dei . Placr sviluppatrice di applicazioni mobili dedicate ai trasporti e basate su data set open-source. Locatable sviluppatrice di un app per la dell’abitazione, basata su un mix di dati proprietari ed aperti. E Open Corporates un database mondiale delle aziende.

Gavin Starks, presidenete esecutivo dell’istituto, annunciando il nuovo investimento, ha ribadito: “Gli Open Data hanno un enorme potenziale, in gran parte inutilizzato, di cambiamento del nostro modo di funzionare come una società. L’ODI consentirà alle organizzazioni e gli individui di individuare e sfruttare i mercati e le opportunità di business non ancora sfruttati , esplorare e capire le tendenze sociali e culturali e, sperimentare modi per spiegare questo ecosistema emergente.”

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