Tech City: è già ora dei primi bilanci?

A due anni dall’annuncio di David Cameron di voler installare nella East London il cuore Tech della Gran Bretagna, potrebbe essere ora di cominciare a tirare qualche somma. Era il 4 Novembre del 2010 quando il primo ministro britannico annunciava, coi piedi incollati nell’appiccicoso pavimento della Old Truman Brewery di Brick Lane, di voler puntare proprio sul quartiere di Shoreditch per dar vita a quella che doveva essere la concorrente Europea della Silicon Valley. Si era partiti subito bene, con la presenza di compagnie di calibro internazionale, pronte a sganciare un bel po’ di soldoni per il futuro del progetto, come Vodafone, Intel, Facebook (che ha recentemente inaugurato il primo centro di sviluppo al di fuori dagli Stati Unit, con tanto di ministro delle finanze ad inaugurare lo spazio), e ovviamente Google che proprio qui ha aperto il suo primo campus Europeo.

Da allora molto è cambiato è vero. Ad esempio a guida del fondo di investimento per le Start up, è arrivata Johanna Shields, ex capo di Facebook in EMEA, MD di Google nel vecchio continente e la donna che ha venduto il british “Bebo” ad AOL per $850milioni (che ha poi dovuto liberarsene due anni dopo pe $10milioni). Edè anche la persona più influente nella digital economy britannica secondo Wired. Quindi non proprio l’ultima arrivata.

Detto ciò, si sa che agli inglesi piace lamentarsi, più che agli italiani. E mentre a noi che continuiamo a far paragoni col bel paese l’oltremanica sembra tutto luccicante, per loro il progetto della è ancora troppo indietro. Alcune Start up hanno rinunciato a trasferirsi a causa della lentezza delle connessioni, non proprio di standard californiani, e anche la promessa di rendere la città più connessa del mondo, non è bastata a convincere alcuni investitori statunitensi che, stereotipicamente, non vedono di buon occhio la presenza di cosi tanti fondi pubblici a sostegno dell’iniziativa privata. Si teme, inoltre, che certe politiche di chiusura verso l’immigrazione, promosse dal governo conservatore, possano scoraggiare l’arrivo di nuovi talenti di cui a quanto pare si sente la mancanza, nonostante uno dei punti principali delle politiche di sviluppo dell’area fosse proprio il visto privilegiato per i giovani imprenditori di tutto il mondo.

Nessuno vuole farsi sfuggire il nuovo Sergej Brinn ed è per questo che si è messo in piedi un sistema che sembra gridare “talenti di tutto il mondo venite da noi” come ad esempio la promessa di rendere agibile da subito il media center del villaggio olimpico alle start up che, si spera, avranno bisogno di espandersi più in la dei confini della Silicon Roundabout.

Le nuove leve qui non si chiameranno Google o Pinterest, ma i nomi di Songkick e MindCandy sono ormai famosi in tutto il mondo. La prima e’ nata come un servizio che informa i fan quando la loro band suona in citta’, ed applica ora il concetto del crowdfounding alla musica, permettendo fan stessi di acquistare i biglietti in anticipo chiedendo cosi propri artisti preferiti di suonare nella propria citta’. Grazie a quest’idea si sono accaparrati un finanziamento di $10milioni dagli investitori del Sequoia Capital (Apple, AirBnB, Google, Paypal, Instagram e chi piu ne ha piu ne metta). MindCandy e’ invece quella dei famosi Moshi Monster che conta ora oltre 60 milioni di utenti e ha prodotto nel 2011 $17milioni di utili netti.

Ritengo quindi sia ancora troppo presto per tirare delle somme, soprattutto vista tutta la carne che e’ stata messa al fuoco e i progetti ancora incompiuti anche a causa delle energie assorbite dalle olimpiadi. Il futuro promette effettivamente molto bene, ma il tempo a favore del governo stringe e si rischia cosi di lasciare un bel progetto in balia dei cambi di gestione al vertice dovendo, inevitabilmente, dar ragione agli americani.

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3 COMMENTS

  1. Sicuramente è troppo presto per tirare delle somme.
    La notizia, che non conoscevi, è interessantissima.
    Tali iniziative portano molti soldi nel medio periodo, ma i nostri governanti … sempre alla ricerca di soldi non ci arrivano

  2. You are my breathing in, I own few blogs and sometimes run out from post kalibugan.xlogzwp-includesimagessmiliesicon_smile” . “‘Tis the most tender part of love, each other to forgive.” by John Sheffield

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