Filippine: Corte Suprema blocca legge contro reati su Internet

La Corte Suprema delle Filippine ha sospeso la nuova legge emanata dal Governo per la regolamentazione di , che comporta pene detentive per una tipologia ampia di reati. La legge infatti, stabilisce numerose sanzioni per reati che vanno dalla pornografia infantile al furto di identità, dalle frodi online all’accesso illegale a reti di computer,  ma prevede anche il carcere per reati come la diffamazione. Ciò comporterebbe forti limitazioni a qualsiasi condivisione di contenuti online sui social network e non, poiché facilmente catalogabili come tentativi di diffamazione, criminalizzando anche le attività più comuni sul web.

Ecco perché, in pochi giorni, erano state presentate più di quindici petizioni presso la corte, in opposizione alla nuova normativa. Una portavoce della Corte ha comunicato che il Governo filippino ha 10 giorni per presentare una prima risposta alle petizioni.

Secondo i critici, la legge sulla prevenzione della criminalità informatica entrata in vigore il 3 Ottobre, ha concesso un più ampio potere al Governo; consentendogli di accumulare informazioni sugli utenti e la possibilità di bloccare direttamente i siti web. Ecco perché, oltre al deposito delle petizioni, si sono avute in piazza proteste decise, proteste sui social network e campagne di haking dei siti governativi.

Una legge che, in effetti non è poi così garantista, se persino Human Rights Watch ha contattato l’Alta Corte delle Filippine invocando l’annullamento della legge. Il Direttore dell’area asiatica dell’organizzatione, Brad Adams, si è rivolto chiaramente alla Corte: “Tutte le disposizioni di legge delle Filippine, che consentono la reclusione per l’espressione pacifica, devono essere abrogate“.

In merito alla decisione della Corte di sospendere la legge per 120 giorni, il Segretario alla Giustizia Leila de Lima ha dichiarato alla stampa “Rispetteremo e faremo rispettare la decisione – ma ha aggiunto – il nostro impegno per un cyberspazio sicuro e l’interdizione della criminalità organizzata continuerà“.

Sul fronte opposto, in attesa del 15 Gennaio quando sarà ridiscussa la legge, uno dei principali rappresentanti dell’opposizione che ha votato contro la legge; il Senatore Teofisto D. Guingona III ha dichiarato che “Un ordine restrittivo provvisorio emesso all’unanimità, è la prima vittoria per difendere la libertà ed il diritto di espressione – che ha aggiunto – per un giudice, emettere una tale decisione all’unanimità, è un messaggio forte della convinzione che i pericoli e le paure della gente sono reali e vanno affrontati“.

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  1. E’ una rete insidiosa, il web. Io utilizzo strumenti di controllo Endoacustica per assicurarmi che mio figlio non incorra in situazioni poco felici e per consentirgli allo stesso modo una navigazione serena e istruttiva.

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