Profumo: “occorre un Apple store dell’innovazione e dell’intelligenza in Italia”

Oggi a Trento il Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca ha inaugurato il “Laboratorio alpino” delle Smart cities. Un’occasione durante la quale, a margine del convegno promosso dalla Fondazione Kessler, sul tema “Smart cities e Smart Communities”, il Ministro ha espresso alcune riflessioni sui progetti messi in campo in questo settore. Soprattutto sul ruolo dell’istruzione e della ricerca nell’ e nella crescita del Paese.

Negli ultimi vent’anni – ha spiegato Profumo– sono state investite molte risorse per rendere più intelligenti le nostre attività. Si è parlato di città cablate, di città digitali. Ma il digitale non e necessariamente più intelligente dell’analogico. Oggi diciamo qualcosa di diverso: diciamo che in Italia non si è superato il gap, fra la sperimentazione e il prodotto, e soprattutto non si è stati capaci di fare sistema, di riusare quanto già brevettato“.

Le risorse delle quali oggi il Paese dispone, ha spiegato il Ministro, sono assai ridotte a causa del debito pubblico. Per questa ragione, ha spiegato Profumo: “Dobbiamo mettere a disposizione del Paese tutto quanto abbiamo fatto in questi anni in termini di applicazione, ma anche di buone prassi e di procedure, e questo ovunque“. Secondo Profumo tutti possono contribuire alla crescita del sistema: che si tratti di enti locali, scuole o università. “L’idea è chiedere alle regioni di individuare le loro priorità – ha spiegato Profumo – di perseguirle, e di rendere le soluzioni riutilizzabili“.

Un’idea questa che è anche alla base del bando di finanziamento promosso dal . Il bando del Ministero su “Smart Cities and Communities” prevede, infatti, uno stanziamento globale di 650 milioni di euro a sostegno di progetti strategicamente individuati sul territorio per creare innovazione.

Oggi in Italia risulta diseconomico investire in ricera e prototipi, e ciò grava sul sistema fiscale. Infatti, su 15 miliardi investiti ne ritornano 10 (in Inghilterra, per esempio, ogni miliardo destinato a questo settore ne fa ritornare 1 e mezzo). Per invertire la rotta secondo il Ministro Profumo occorrono capacita’ di confronto e trasparenza, ma anche la valorizzazione delle intelligenze e dell’impegno delle persone.

Per Profumo occorrono anche tempi più rapidi e una seria semplificazione burocratica. Questo può essere stimolato anche attraverso la promozione delle iniziative territoriali. In quest’ottica, ha suggerito Profumo “Il modello può essere quello dell’Apple store. Ciascuna applicazione viene messa a disposizione di tutti per una cifra irrisoria – e ha aggiunto il Ministro – Se provassimo a pensare a uno store dell’innovazione e dell’intelligenza in Italia, avremmo fatto un grande passo in avanti“.

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