Amazon non paga le tasse nel Regno Unito?

potrebbe essere sotto inchiesta nel Regno Unito per evasione fiscale. La società avrebbe fatturato lo scorso anno nel paese 3.3 miliardi di sterline senza pagare sui profitti.

Amazon è il principale operatore di e-commerce del Regno Unito, riuscendo a vendere quasi un libro su quattro tra quelli acquistati nel paese. La società sarebbe riuscita ad aggirare la tassazione trasferendo nel 2006 la proprietà della sussidiaria britannica ad una società con sede legale in .

Un documento inviato dalla società alla US securities and exchange commission (SEC) mostra che su un fatturato complessivo negli ultimi tre anni di 7.6 miliardi di sterline, la sussidiaria britannica di Amazon non ha praticamente pagato corporation tax.

Il risultato è stato ottenuto tramite il trasferimento della proprietà di Amzon. ad una società del Lussemburgo, Amazon EU Sar, che classifica il ramo britannico come una azienda di “adempimento ordini”. In sostanza la sussidiaria sarebbe semplicemente un’organizzazione di consegne e tutti i pagamenti per i prodotti acquistati arrivano direttamente nel piccolo Granducato.

Stranamente Amazon EU Sar nel 2010 impiegava 134 persone generando, però, 6.5 miliardi di sterline; mentre la sussidiaria britannica impiegava 2265 persone fatturando solo 147 milioni di sterline; a fronte di vendite annuali tra i 2.3 e i 3.2 miliardi di sterline nel paese.

Se si tiene conto a titolo di esempio del margine di profitto di Amazon negli USA pari al 3.5% e del fatturato degli ultimi tre anni in UK (tra 7.6 e 10.3 miliardi di sterline), qualora la compagnia avesse un margine di profitto simile nel paese europeo, avrebbe generato circa  tra i 266 e i 360 milioni di sterline di profitti tassabili; dovendo quindi all’erario circa 100 milioni di sterline.

Stando report della sussidiaria britannica, la società avrebbe al contrario pagato tra il 2003 e il 2011 solo 3 milioni di sterline di tasse, di cui 1.9 milioni nel 2011.

L’agenzia delle entrate del Regno Unito, Her Majesty’s Revenue and Customs (HMRC), non ha confermato ufficialmente l’inchiesta, per tanto potrebbe trattarsi anche di controlli di routine; ma Amazon è in ogni caso sotto indagine per le proprie pratiche finanziarie in diversi paesi (USA, Cina, Germania, Francia, Giappone e Lussemburgo).

Amazon, in un’email inviata a The Guardian, ha giustificato il trasferimento della proprietà in Lussemburgo adducendo ragioni di maggiore gestibilità delle proprie complesse operazioni nei molti paesi europei in cui è presente, tramite la creazione di un singolo quartier generale europeo. La società aveva però scritto in un precedente documento inviato alla SEC nel 2006, anno del passaggio di proprietà, di aspettarsi dalla creazione del quartiere generale europeo in Lussemburgo, benefici rispetto al proprio tax rate. Confermati in un successivo documento inviato all’autorità di controllo americana.

Amazon, in ogni caso, grazie al trasferimento della proprietà in Lussemburgo, ha potuto vendere gli ebook pagando l’IVA prevista nel Granducato (3%) e non quella prevista nel Regno Unito (20%); avvantaggiandosi significativamente in questo settore sempre più centrale nei consumi odierni.

Facebook Comments

4 COMMENTS

  1. lei ha scritto: “Amazon, in ogni caso, grazie al trasferimento della proprietà in Lussemburgo, ha potuto vendere gli ebook pagando l’IVA prevista nel Granducato (3%) e non quella prevista nel Regno Unito (20%); avvantaggiandosi significativamente in questo settore sempre più centrale nei consumi odierni.” ma lei lo sa che quando viene effettuata una vendita tra un paese ed un’altro non viene applicata l’IVA del paese dalla quale parte la vendita? al contrario chi compra in un secondo tempo deve corrispondere l’IVA all’erario…quindi come fa a beneficiare dell’IVA al 3%????

  2. non si tratta di vendita tra un paese e un altro. la vendita legalmente risulta effettuata in Lussemburgo.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here