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Blockchain e assicurazioni: 1400 le startup

L’influenza della tecnologia nel settore assicurativo ha interessato dapprima l’ambito retail, per poi proseguire nella digitalizzazione delle infrastrutture, analisi di dati, e nei settori salute ed enterprise. Si tratta degli ambiti cui, fino ad oggi, sono stati destinati i più consistenti investimenti nel ramo Insurtech, che complessivamente hanno raggiunto un totale di circa 19 miliardi nell’ultimo trimestre del 2017[1].

Sono queste alcune delle evidenze presentate oggi in occasione del Convegno ANRA. “Il mondo assicurativo procede sempre attraverso lo stesso modello di individuazione del rischio, valutazione dello stesso e trasferimento del rischio a un dato prezzo. Questa modalità potrà cambiare radicalmente con l’adozione diffusa degli ‘smart contract’ – dichiara Alessandro De Felice, Presidente di ANRA – ovvero contratti assicurativi elettronici che registrano sulla determinati eventi e in base all’accadimento fanno scattare automaticamente la clausola corretta. Ad esempio, nel caso di polizze viaggio per danni da bagaglio smarrito, il sistema legge e incrocia i dati dei bagagli con i dati di annullamenti o ritardi e paga automaticamente l’indennizzo senza bisogno di denuncia al desk da parte del viaggiatore. O ancora, grazie agli sviluppi dell’industria 4.0, si potranno a breve automatizzare anche gli indennizzi riguardanti la produzione: nel caso di arresto improvviso di un macchinario, un sistema di sensori rileva il danno, trasmette i dati, viene calcolata la perdita in valore di produzione e l’azienda riceve esattamente l’indennizzo relativo a quanto tempo la macchina rimane non funzionante con un registro diffuso e immutabile dell’accaduto condiviso tra tutte le parti in causa”.

Dall’accelerazione tecnologica che ha portato l’Internet of Things, infatti, non è esente il settore assicurativo, che oggi conta oltre 1400 insurtech (Insurance + Technology) nel mondo[2]. Il mercato statunitense dei premi diretti contabilizzati nella “Distribuzione delle online” vale oltre 132 miliardi di dollari nel 2017 e si prevede che entro il 2022 varrà più di 306 miliardi di dollari. Solo negli Usa, si stima che entro il 2022 il numero di polizze del segmento “Vita e Salute” acquistate online raggiungerà i 53 milioni (nel 2017 il numero ammonta a circa 27 milioni), mentre il numero di polizze del segmento “Immobili e Sinistri” acquistate online raggiungerà i 161 milioni (nel 2017 il numero ammonta a quasi 81 milioni)[3].

Cercheremo di connettere sempre di più le nostre aziende, di estrarre dati dalle nostre macchine e di evitare incidenti sul luogo di lavoro, o mentre ci troviamo in auto” – commenta Michele Treglia, Insurtech Focused, Head of Growth@Easyclaims.eu – “E in un tale contesto l’assicurazione ricopre il ruolo fondamentaledi ‘ente abilitante’ nella continuità del business aziendale e nella  gestione del cyber risk. La sicurezza e l’autenticità del dato ricevuto diventano cruciali dal momento in cui le macchine, attraverso l’Intelligenza Artificiale, vengono allenate attraverso i dati, dove la blockchain assume il ruolo di ‘strumento di autenticazione’, ovvero una sorta di registro delle informazioni che si muove sempre di fianco all’oggetto di cui registra i dati e le variazioni, con evidenti risvolti nel settore assicurativo”.

Nell’industria del rischio, infatti, ciò che si ritiene avrà un impatto maggiore nei prossimi anni è l’Intelligenza Artificiale, che oggi sta portando un particolare contributo nell’automazione di processi ripetitivi anche nel settore assicurativo, ​come quelli relativi alla risposta alle domande dei clienti o all’analisi e definizione delle problematiche ricorrenti. Recenti studi nel settore assicurativo hanno dimostrato la possibilità di automatizzare il mestiere del perito assicurativo sul ramo auto: nello specifico, facendo competere 6 diversi esperti periti assicurativi contro una macchina, in 12 differenti casi di automobili danneggiate, attraverso la stima dei danni per mezzo della documentazione fotografica. Il risultato è stato che la macchina ha stimato correttamente i danni alle carrozzerie in circa 6 secondi contro i quasi 7 minuti di un perito umano. Tuttavia, il tema rimane ancora spinoso alla luce della possibilità di generare, con banali ritocchi, immagini fotorealistiche.

Il settore delle startup e dei venture capital si è già mosso in questa direzione e già nel 2016 erano state realizzate oltre 170 operazioni di finanziamento per un importo complessivo di 1,7 miliardi di dollari[4]; secondo lo studio “Juniper Research Fintech Futures: Market Disruption, Leading Innovators & Emerging Opportunities 2016-2021” in questo comparto operano realtà operanti in 53 Paesi con un giro d’affari destinato a passare dai 175 miliardi di dollari del 2016 ai 235 del 2021.

In ANRA siamo molto attivi nel captare il crescente interesse sia da parte dei soci, che dal mondo assicurativo, allo scopo di ripensare il tradizionale modello di business (rischio – quotazione – valutazione – indennizzo). – conclude Alessandro De Felice – La vera sfida innovativa di domani potrebbe essere quella di arrivare,  non tanto ad un sistema di polizze per ogni evento validate da singoli registri diffusi, quanto ad un’unica copertura in grado di incorporare tutte le clausole relative ai diversi risultati attesi (dagli aspetti più tecnici fino ai tassi di rendimento del capitale). Grazie alla tecnologia si potrebbero creare prodotti ad hoc a metà tra un derivato finanziario e una polizza classica creando un modello di ’assicurazione del futuro’ che tenga presente tutti i rischi possibili e allo stesso tempo fornisca un feedback in tempo reale agli investitori”.

L’offerta assicurativa italiana è, rispetto ai partner internazionali ed europei, tra i fanalini di coda e soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra premi danni non auto c’è molto spazio per soluzioni innovative e personalizzate che rispondono ai reali bisogni dei clienti. Le imprese che vogliono trionfare in questo settore dovranno far leva su diversi elementi che sempre di più interessano i consumatori odierni e in particolare i più giovani, per questo motivo sharing economy, risparmio e digitale sono le parole chiave da tenere sempre ben presenti. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei big data permetterà una personalizzazione sempre più marcata in grado di favorire l’utente finale.

Copia & Incolla: perché questo titolo? Perché i contenuti di questa categoria sono stati pubblicati SENZA ALCUN INTERVENTO DELLA REDAZIONE. Sono comunicati stampa che abbiamo ritenuto in qualche modo interessanti, ma che NON SONO PASSATI PER ALCUNA ATTIVITÀ REDAZIONALE e per la pubblicazione dei quali Tech Economy NON RICEVE ALCUN COMPENSO. Qualche giornale li avrebbe pubblicati tra gli articoli senza dire nulla, ma noi riteniamo che non sia corretto, perché fare informazione è un’altra cosa, e li copiamo ed incolliamo (appunto) qui per voi. 

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