#EpicFail

Il Black Friday di McDonald’s: da #EpicFail a #EpicWin

Il che è appena terminato poteva essere davvero un “venerdì nero” per il manager di McDonald’s, e non per via della tradizionale corsa ai regali di Natale.

Venerdì 24 novembre, di buon mattino, mentre tutti i brand della galassia sponsorizzavano sui propri profili social gli sconti e le offerte per il grande weekend del Black Friday, dall’account ufficiale della catena di fast food più famosa del mondo partiva questo tweet:

mcdonald black friday tweet

«Black Friday **** Servono un testo e un link**** [/@McDonaldsCorp]

Ops. Anzi, un grandissimo OPS. Del resto, “incidenti” simili sono capitati anche a Gianni Morandi, vuoi che non capitino anche all’account generale di McDonald’s?

Quello che può essere accaduto è piuttosto semplice da immaginare: il team social di McDonald’s ha programmato questo tweet in precedenza, riservandosi poi di “completarlo” una volta delineata l’eventuale offerta da sponsorizzare per il lungo weekend del Ringraziamento, o in attesa di altri contenuti da aggiungere. Il fatto che nel tweet si parli di “testo e link” fa pensare che l’obiettivo fosse quello di portare traffico su una determinata pagina del sito di McDonald’s, ma si tratta di supposizioni.

Purtroppo non sapremo mai cosa avessero in mente al quartier generale del clown Ronald perché, come abbiamo avuto modo di constatare, il tweet è andato online così com’era. E poco importa che mezzo web fosse impegnato in una lotta all’ultimo click su Amazon o fosse in coda alle casse di Victoria’s Secret perché quel tweet, almeno a giudicare dal notevole numero di retweet e di “cuoricini”, l’hanno visto proprio tutti.

mcdonald black friday tweet

“È la cosa più divertente che abbia letto questa settimana” – “A quanto pare qualcuno ha programmato un post e si è dimenticato di aggiornarlo”

 

E ancora: 

mcdonald black friday tweet

“Questo #BlackFriday avete voglia di McDonald’s? Potete scegliere tra il testo o il link. McDonald’s ha appena postato il fail definitivo per il Black Friday”

 

C’è anche chi pensa alla reazione di tutti i social media manager del mondo alla lettura del tweet di McDonald’s: un sentimento confuso fatto di terrore, scherno ma anche un po’ di empatia al pensiero che una cosa simile potrebbe accadere un po’ a tutti:

mcdonald black friday tweet

 

Ma i commenti non si fermano:

mcdonald black friday tweet

“Non osate cancellarlo” – “Probabilmente questo tweet ha scatenato più reazioni di quello che avrebbe dovuto essere pubblicato in realtà”

Certo, può succedere a chiunque: ma “chiunque” non avrebbe certo scatenato una simile bagarre. Ci sono almeno tre elementi che hanno contribuito a far diventare virale questo tweet:

  1. Il tweet è associato a un hashtag – #BlackFriday – che è rimasto in cima alla classifica dei trending topic per tutto il giorno, in tutto il mondo. Questo ha dato maggiore eco al tweet non soltanto in termini di visibilità, ma anche perché anche i meno cinici e disincantati guardano al Black Friday come a un “evento” a cui tutti i brand si sentono ormai in dovere di partecipare, compresi quelli che hanno poco a che vedere con le strenne natalizie. Ciò contribuisce a creare una “fama” del Black Friday non troppo dissimile a una scena di un film di Romero, dove gli “” sui social sono come il cacio sui maccheroni.
  2. Il tweet proviene dall’account corporate di McDonald’s, un brand che di “giornate nere” sui social ne ha all’attivo un bel po’, tutte piuttosto spettacolari. E, quando si tratta di brand-molto-conosciuti-e-molto-controversi-che-comunicano-sui-social è opinione comune che tra uno scivolone e l’altro sia solo questione di tempo.
  3. A dispetto di altri casi simili, in cui il contenuto pubblicato per errore viene rimosso dopo un lasso di tempo variabile ma comunque relativamente breve, il tweet di McDonald’s invece resta online. Tanto è vero che qualcuno corre ai ripari e lo immortala ad imperitura memoria, «in attesa che venga cancellato».

E invece nessuno cancella quel tweet. Anzi, è ancora lì. Però nel frattempo succede qualcosa: McDonald’s risponde al suo stesso scivolone social. E risponde così:

mcdonald black friday tweet

Quando twitti prima di una tazza di McCafé… Niente viene prima del caffè. [Twitter/@McDonaldsCorp]

Che dire, ci hanno messo un bel po’ – per la precisione quasi otto ore: evidentemente nei giorni festivi McDonald’s prevede dei turni di presidio piuttosto blandi – ma alla fine è un bel salvataggio. Non solo il team social di McDonald’s risponde con ironia a un suo stesso errore, ma è riuscito anche a piazzarci un bello “spottone” su uno dei propri prodotti.

E gli utenti non possono che apprezzare:

mcdonald black friday tweet

“Per favore, date un po’ di ferie a chi ha scritto il primo tweet e un aumento a chi invece ha salvato la situazione. Se sono la stessa persona… un enorme vassoio per la colazione”

Non sapremo mai cosa avesse in mente McDonald’s per il Black Friday, né come mai nessuno fosse stato pronto a cancellare il primo tweet, né – e il dubbio a qualcuno è venuto – se si sia trattato di un’azione studiata fin dall’inizio per creare un po’ di buzz in un giorno un po’ particolare. Sta di fatto che questa volta McDonald’s ci ha dato una lezione su come affrontare i piccoli errori banali che nascono da un attimo di distrazione, ma che finiscono per attirare l’attenzione di molti.

Far sparire il tweet in sordina – specialmente dopo ore – avrebbe semplicemente fornito il pretesto per fare qualche battuta velenosa sullo “stagista che gestisce i social di McDonald’s”, tanto più che ormai il web pullulava di screenshot di quanto accaduto. Invece c’è chi ha saputo pensare “out of the box”, risolvendo la questione in modo intelligente e sfruttando l’attenzione che nel frattempo si era creata attorno al tweet, riportando il brand in primo piano rispetto all’errore.

Lesson Learned: Può capitare a tutti di commettere un errore banale. A quel punto puoi affrontare la cosa in due modi: 1) fare finta di niente, sapendo però che se sei “grande e importante” se ne saranno accorti tutti comunque 2) sfruttare l’improvviso riflettore che involontariamente ti sei puntato addosso per volgere la cosa a tuo favore, magari con un pizzico di ironia.

Valentina Spotti

Valentina Spotti

Nasce nel 1984 e vede per la prima volta una pagina web sul finire degli anni Novanta: ci rimane male perché si immaginava chissà cosa. Poi vennero i blog, YouTube e i social network, e nel 2009 una tesi sulla costruzione della reputazione in Rete la porta alla laurea in Scienze della Comunicazione. Per un certo periodo si è occupata di Media Education in quel di Bruxelles, poi è tornata a Milano ed è diventata web editor.

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