Content Strategy

Content marketing: lo fanno tutti lo faccio anche io?

Hai mai sentito parlare dell’effetto ? Il , letteralmente effetto carro che trasporta la band durante una parata – o pecorone per essere più bucolici – è il bias cognitivo per il quale si segue il gregge, quello che “se tutti fanno così, lo faccio anche io”. Un pregiudizio che va a braccetto con l’argumentum ad populum: scelgo di parlare di qualcosa, perché ne parlano tutti.

E di cosa parlano tutti da un po’ di tempo a questa parte? Del fatto che bisogna produrre contenuti. Tonnellate e tonnellate di contenuti per attirare l’attenzione che poi si perdono nell’overflow informativo e nessuno considera. Cresce infatti il numero di post messi online mentre decresce la loro condivisione.

 

Non staremo esagerando con tutti questi contenuti?

Ecco come la penso.

Fare content solo perché qualcuno dice che devi farlo (e tu non sai come farlo) non serve a nulla. La qualità vince sulla quantità, non solo online e non solo nel lavoro.

Scrivere un contenuto serve, tantissimo, è vero. Tuttavia produrre un contenuto che faccia il suo dovere (generare contatti, convertire, fidelizzare, alimentare condivisioni, link e commenti) richiede ricerca, mestiere e un piccolo sforzo che faccia superare l’espressione pilotata dal  bandwagon “lo fanno tutti, lo faccio anche io”.

La penso un po’ come Eco, lo confesso. A me la democrazia del web convince poco, specie se ci sono in ballo competenza e professionalità. La cosa, ad esempio, che tutti, solo per il fatto di poggiare le dita su una tastiera, diventano content qualcosa expert mi fa rabbrividire. Scrivere è un lavoro che richiede stile, tecnica e una fatica nera, come direbbe Alessandro Lucchini.

Lo stesso vale per i video. Inutile che ti metti tutti i giorni davanti a una telecamera se quel mezzo non rende onore alla tua professionalità. Se sei un fenomeno della fotografia, pubblica i tuoi scatti, rendi protagonisti loro e non te stesso.

“Eh, ma poi come si fa a fare personal branding? Come la mettiamo con la visibilità?”

Ecco, io ti direi di pensare alla credibilità, ma questo è un argomento che richiede una dissertazione a sé..

Meglio creare pochi, originali e ricercati contenuti per il canale che ti veste meglio – e promuoverli a dovere – che passare le giornate a postare senza ottenere link, commenti, condivisioni o reazioni da parte dei tuoi utenti.

I blogger lo hanno iniziato a capire. Secondo una ricerca di Orbitmedia, nel 2017 si scrive con una frequenza diluita: una media di qualche post al mese.

Tuttavia il numero di parole nei post si allunga (1.142 parole nel 2017 vs 808 nel 2014), denotando l’intenzione di approfondire e rendere qualitativamente più rilevante quello che si racconta.

Come vengono diffusi gli articoli dei blog? Secondo questa ricerca, i social la fanno da padroni.

Vero, però senza dimenticare di mettere a budget un po’ di euro per assicurare  portata e copertura.

In generale, se non vuoi buttare all’aria i tuoi contenuti, ma vuoi ottenere più link e condivisioni, ricordati di:

  • approfondire il tema del tuo post con ricerche, insight, immagini e tutto quello che lo può rendere il più completo e personale possibile
  • se non riesci ad anticipare i tuoi competitor sulla pubblicazione di una data notizia, la tua dovrà essere migliore della sua. Magari puoi scegliere di presentare la stessa cosa attraverso canali o forme differenti
  • puntare su una nicchia: è meno dispendioso che divulgare urbi et orbi
  • investire più soldi dei tuoi concorrenti per promuovere il contenuto che “avete in comune”
  • scrivere qualcosa che i tuoi utenti vogliono leggere o stanno ricercando
  • non farti influenzare dal bandwagon.
Giada Cipolletta

Giada Cipolletta

Stratega del , appassionata di customer experience e co-fondatrice di Simmat, da oltre 15 anni scrive per la carta e il web. Comunicazione e marketing digitale sono materia degli eventi e dei corsi ai quali partecipa come speaker e docente in giro per l’Italia.
Ambasciatrice del karma marketing, il content di valore è il suo credo, l’experience design la sua metodologia e l’ironia lo strumento per rendere usabile e comprensibile a tutti il mondo dei bit. Giada è membro dell’Internet Marketing Association, consigliere di Assintel Umbria e di Terziario Donna Umbria. E’ autrice del libro “Customer Experience: fai marketing di valore nell’era dell’esperienza”.

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