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Krita: quale modello di business?

Abbiamo iniziato qualche settimana fa un viaggio di esplorazione dei modelli di business che si possono individuare nel mondo del software libero e .

I vari progetti sono spesso supportati da diverse realtà: nella maggior parte dei casi sono gestiti da un’azienda che collabora con la community oppure da un soggetto no profit. In quest’ultimo caso naturalmente il soggetto che coordina le attività non è un operatore economico, ma attorno ad esso viene comunque generato un indotto. E’ il caso ad esempio del software Krita e dell’omonima fondazione.

è un programma multi-piattaforma – quindi disponibile per Windows, Mac e Linux – rilasciato con la licenza GPL. Progettato principalmente come applicazione per il disegno e la pittura digitale, possiede anche funzioni utili per il fotoritocco.

La storia del prodotto

Il progetto nasce verso la fine degli anni ’90 all’interno della community KDE, con lo scopo di realizzare un software grafico per la gestione del tool ImageMagick e che fosse compatibile con i plug-in di GIMP.

Dopo vari cambi, nel 2002 si arriva alla scelta definitiva del nome Krita e nel 2004 viene finalmente pubblicata la prima versione, all’interno della suite per ufficio Koffice, che divenne nel 2010 Calligra Suite.

Fino al 2009 gli sviluppatori si concentrarono nel realizzare un programma di manipolazione immagini generico seguendo le orme di Photoshop e GIMP. Tuttavia proprio da quell’anno partì l’obiettivo della community di rendere Krita la migliore applicazione di pittura digitale.

Per questo iniziò una campagna di raccolta fondi che avrebbe dovuto finanziare economicamente lo sviluppo e nel 2012 si arrivò a costituire la Fondazione Krita, organizzazione indipendente senza scopo di lucro, che avrebbe dovuto sostenere lo sviluppo del progetto e mantenere il rilascio gratuito agli utenti.

Come si sostiene il prodotto?

La Fondazione, oltre a ricevere donazioni utili a supportare il progetto, negli ultimi anni ha lanciato diverse campagne di finanziamento tramite Kickstarter, proprio con lo scopo di rafforzare il processo di sviluppo.

Sempre nell’ottica di finanziare il progetto, è stata rilasciata Krita Gemini una versione a pagamento ottimizzata per le tavolette grafiche e quindi destinata a un pubblico di professionisti. La Fondazione Krita offre anche supporto professionale sotto forma di abbonamento agli utenti e alle aziende che necessitano di assistenza sul programma da loro rilasciato. Chi sottoscrive tale servizio gode di costanti e regolari aggiornamenti, supporto prioritario, nonché risoluzione di bug segnalati.

A tutto questo si aggiunge una serie di pubblicazioni di DVD e manuali finalizzati alla formazione degli utenti che desiderano ottenere il massimo da questo software.

La Fondazione Krita, nel sostenere e portare avanti il progetto, riesce ad attivare canali che portano ad offrire servizi che da una parte mantengono il programma e dall’altra generano un indotto economico tra i professionisti che hanno deciso di lavorare allo sviluppo del prodotto.

Antonio Faccioli

Antonio Faccioli

Libero professionista e amministratore delegato in un’azienda privata. Si occupa dal 1997 di software libero con particolare interesse per i linguaggi di sviluppo (Php e Python) ed i database. Dal 2009 promuove l’adozione dei programmi liberi all’interno delle pubbliche amministrazioni.
E’ socio LibreItalia, dove segue i progetti rivolti alle scuole, ed è membro di The Document Foundation, partecipando al gruppo italiano di traduzione.

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