Digital Transformation

Smart city: come saranno davvero le città del futuro?

Ogni progetto è unico e vive di dinamiche di contesto non replicabili. Viceversa, tutti tendiamo a commettere gli stessi errori. Quindi evidenziare i fattori di potenziale fallimento di un progetto non è altro che un sistema per abbatterne il coefficiente di rischio”. Così il Presidente del Digital transformation Institute (DTI), Stefano Epifani, chiarisce l’obiettivo della ricerca realizzata DTI e da , di cui è coautore Smart city, quali impatti sulle città del futuro?”.

La ricerca del DTI ragiona, infatti, con il supporto di numerosi esperti provenienti da diverse discipline, sulla necessità che le città imparino a lavorare per anticipare i fattori di potenziale fallimento nell’evoluzione di una Smart City. E su come potrebbero cambiare i coefficienti di rischio a seconda delle caratteristiche di una città e dei cittadini che la abitano.

Ma come individuare per tempo quei coefficienti di rischio nello sviluppo di un progetti di Smart city e Smart community, che rappresentano gli spazi in cui la Digital Transformation ha un ruolo chiave e dove imprese, pubblica amministrazione e cittadino si ritrovano a ridefinire i propri ruoli e relazioni? Ragionando prima di tutto su sei dimensioni (visione, organizzazione, economia, società, tecnologia e comunicazione), alle quali porre attenzione e all’interno delle quali individuare fattori di rischio specifici.

Ciò consentirà di avere, secondo Maurizio Carta, Founding Member DTI e Ordinario di Urbanistica, una Smart city ideale “con una nuova vision, interscalare, poiché, grazie agli open data, si agirà contemporaneamente sul micro e sul macro, producendo effetti al livello del quartiere e al livello metropolitano e migliorando ogni giorno la vita di ogni singolo cittadino”.

Una Smart city “che meglio si adatta alle qualità della sua struttura sociale e del suo territorio urbano, che pone il cittadino al centro e l’amministrazione al suo servizio, che definisca scelte in logica partecipativa (engagement)”, spiega Salvatore Marras, Dirigente Area Innovazione Digitale Formez PA, “perché, per non fallire, servono comunità collaborative” chiarisce Fabio Florio di Cisco Italia.

“Una città, dunque, in grado di operare in una dimensione organizzativa ed economica efficace, esercitando una leadership orizzontale, praticando una governance in continuità ideativa-elaborativa e operativa/realizzativa/gestionale,” ci racconta Leda Guidi, Cofounder della Rete civica Iperbole e docente di Teorie e Tecniche della comunicazione pubblica. “valorizzando l’interazione e integrazione degli investimenti pubblici e privati, rendendo la comunità co-protagonista”, specifica Massimo Canducci, Innovation Manager presso Engineering Ingegneria informatica S.p.A.

Senza dimenticare che “l’efficacia, la scalabilità e il successo di una strategia smart city dipendono inevitabilmente da alcuni elementi tecnologici: infrastrutture di comunicazione di rete, sicure, in alta affidabilità, virtualizzabili e capillari; infrastrutture datacenter; piattaforme applicative; interoperabilità”, specifica Emanuele Spampinato, Presidente e Amministratore Delegato di Etan Hitech S.c.p.a.

Infine, una Smart City, spiega Alberto Marinelli, Founding Member DTI, Ordinario di Sociologia dei Media, che lavori “a una piena consapevolezza della straordinaria utilità del dato nei processi di trasformazione digitale in cui tutti sono coinvolti (cittadini, amministratori e management delle città) perché ci può essere tecnologia in una città assai poco smart, ma non c’è smart city senza uso consapevole della tecnologia.”

Di questo discuteranno gli esperti del  e Cisco Italia il prossimo 20 giugno a Roma nell’ambito dell’incontro di presentazione della ricerca che si terrà alla Sala Stampa della Camera dei Deputati.

A intervenire Antonio Palmieri, Deputato Forza Italia, Cofondatore dell’Intergruppo parlamentare innovazione, Stefano Epifani, Presidente del Digital Transformation Institute, Fabio Florio, Responsabile progetto Digitaliani di Cisco Italia, Maurizio Carta, Founding Member DTI, Ordinario di Urbanistica, Alberto Marinelli, Founding Member DTI, Ordinario di Sociologia dei Media, Stefania Farsagli, direttore di ricerca DTI.

La registrazione all’evento è libera ma necessaria, visti i posti limitati e le regole di ingresso della Camera dei Deputati.

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