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Open Access: applicare stessa licenza su versione cartacea e digitale

Quando si parla di editoria (come riportato anche nel libro Fare Open Access. La libera diffusione del sapere scientifico nell’era digitale pubblicato di recente), un’altra prassi piuttosto diffusa ma altrettanto deprecabile è quella di rilasciare la versione cartacea di un’opera con una licenza diversa rispetto alla versione digitale. È un problema che tocca più che altro le monografie e i saggi; un grande classico è la scelta di pubblicare il libro cartaceo sotto copyright (con la classica dicitura “copyright – tutti i diritti riservati”) e di spacciare l’iniziativa editoriale come Open Access per il semplice fatto che da qualche parte sul web esiste una versione digitale gratuitamente scaricabile però priva di una licenza davvero coerente con la definizione di Open Access o con una licenza solo parzialmente open (ad esempio una CC con clausola Non Commercial).

Benché la definizione di Open Access non entri specificamente nel merito di questo aspetto (essa infatti si riferisce più che altro alla diffusione dei prodotti della ricerca in un contesto digitale), a risolvere eventuali dubbi soccorre il buon senso.

Le licenze non fanno distinzione di formato o di medium su cui l’opera viene diffusa; dunque agiscono sull’opera in sé e non tanto sul formato o sul supporto dell’opera. Ne consegue che in tutti quei casi in cui la versione digitale e la versione cartacea sono di fatto la stessa identica opera sia a livello di contenuti sia a livello di impaginazione e grafica (si pensi al caso in cui si diffonde il PDF della versione editoriali) non ha molto senso diffonderle con due licenze diverse. In quel modo si ottiene solo l’effetto di creare confusione nei fruitori dell’opera e di mostrare di non aver ben compreso il funzionamento dell’open licensing.

Articolo sotto licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0.

 

Simone Aliprandi

Simone Aliprandi

Simone Aliprandi ha un dottorato in Società dell’informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto della proprietà intellettuale, con particolare enfasi sul mondo delle tecnologie open e delle licenze Creative Commons. Nel 2005 ha fondato il Progetto -Italia.it (primo progetto italiano di divulgazione sul tema delle licenze open) e dal 2009 è membro del network di professionisti Array. Svolge costantemente attività di docenza presso enti pubblici e privati, ha all’attivo varie pubblicazioni (tutte rilasciate con licenze libere) e scrive costantemente per alcune testate web oltre che sul suo blog.
Tra le sue opere più conosciute “Capire il copyright. Percorso guidato nel diritto d’autore”, “Creative Commons: manuale operativo” e “Il fenomeno open data”. Sito web: www.aliprandi.org

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