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Business Process Management: serve anche alle PMI?

Un processo aziendale è, in estrema sintesi, un insieme di prestazioni – intendendo con il termine prestazione un’attività umana finalizzata – allineate alla strategia secondo modelli di gestione pragmatici. L’esercizio di un’impresa, dunque, si compone di una collezione di processi aziendali che esistono indipendentemente dal fatto che questi siano stati identificati e formalizzati. L’assenza di formalizzazione e identificazione, tuttavia, ha una serie di conseguenze che possono compromettere l’esercizio, quali: attività non finalizzate che portano a sprechi; prestazioni non allineate alla strategia che portano a conflitti; e infine modelli di gestione non pragmatici che portano a improvvisazioni.

L’identificazione e la formalizzazione dei processi aziendali rimanda a classificazioni e procedure che possono essere raccolte in un sistema di riferimento, cioè in uno standard. Lo standard più adottato è l’Extended ERP che, ricorrendo alla suddivisione canonica delle attività secondo la Piramide di Anthony, è costituito dall’unione di più standard: per la strategia c’è lo standard Business Intelligence; per la tattica c’è lo standard Enterprise Resource Planning; per l’operatività, a seconda della modalità produttiva, c’è lo standard Project Management (PM), lo standard Operations Management (OM) oppure lo standard Logistics Management (LM).

L’Extended ERP è lo standard più adottato per almeno tre motivi: fa proprio il modello Value Chain che intercetta il valore percepito dal cliente e finalizza ogni attività a quel valore, eliminando quindi ogni spreco; poi fa proprio il modello PlanDoCheckAct che intercetta un approccio strutturato allo svolgimento tanto dell’esercizio quanto di ogni prestazione che concorre all’esercizio, eliminando quindi ogni conflitto. Da ultimo fa proprio il modello Best Practice che implementa le gestioni pragmatiche che hanno permesso di ottenere i migliori risultati nel medesimo contesto, eliminando quindi ogni improvvisazione.

L’implementazione dell’Extended ERP, però, deve essere svolta con iter definiti, persone motivate e software appropriati. Ora, poiché il software sostanzia gli iter e indirizza le persone, ecco che il software connota lo standard a tal punto che di fatto l’uno non esiste senza l’altro. In altre parole, implementare l’Extended ERP significa in primis implementare un software, in secundis gli step degli iter e i comportamenti delle persone.

Questa implementazione, tuttavia, non può essere lasciata al caso, ma deve essere in qualche modo mappata e la mappa rimanda alla nuova disciplina del BPM, alias , la cui crescente importanza lungo tutti questi anni è giustificata dal fatto che con essa si può raggiungere un esercizio aziendale che risulta non solo corretto ma anche e soprattutto ottimale.

Si potrebbe pensare che il BPM sia appannaggio solo delle grandi imprese, ma non è così. Il BPM trova spazio in qualsiasi azienda, anche una PMI, sebbene le caratteristiche di imprese di dimensioni diverse siano differenti, e quindi siano diversi i processi aziendali: per le grandi imprese ad esempio i processi preminenti sono quelli commerciali e amministrativi, per le PMI sono quelli operativi.

Avere la mappa dei processi operativi delle PMI può non essere agevole, ma questa esiste, almeno implicitamente, nel codice dei software ERP per le PMI. Nel libro “La mappa dei processi aziendali operativi nelle PMI, Come evitare di perdersi in azienda” vengono descritti in modo sintetico tutti i processi di una PMI, prestando particolare attenzione a quelli operativi: dalle vendite agli acquisti, passando per la progettazione, la pianificazione, la produzione, la logistica, la qualità e la contabilità. Per ogni processo viene disegnata una vera e propria mappa, di modo che, unendo tutte le mappe, si ottiene tutto ciò che accade in una PMI da quando un cliente richiede un prodotto all’azienda a quando l’azienda glielo consegna e oltre, dovendo considerare anche tutte le attività che precedono la richiesta del cliente e seguono la consegna del prodotto.

La mappa dei processi operativi dunque deve essere trovata, svelata e applicata al fine di ottimizzare l’andamento di tutte le aziende, a prescindere dalla loro dimensione.

Massimiliano Oletto

Massimiliano Oletto

Ingegnere gestionale di Udine che si occupa, come manager, di organizzazione e processi aziendali. Oggi è Chief Process Officer in Corvallis Holding, azienda di Padova a capo del Gruppo Corvallis, leader italiano nell’erogazione di servizi IT. Da anni reimpiega il proprio passato di giornalista per divulgare ad una platea più vasta possibile i temi del management adattati alle PMI italiane.

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