La Bella Terra

Un profondo cambio di paradigma

Si parla molto di Industria 4.0 e a ragione. È un tema importante e nonostante tutte le critiche e osservazioni del caso, il Governo ha proposto delle misure che, se ben usate e interpretate, possono stimolare lo sviluppo delle nostre imprese.

Tuttavia, per cogliere appieno le potenzialità di Industria 4.0 è vitale approfondire alcuni aspetti essenziali che possono essere ben rappresentati da alcune espressioni e parole chiave.

1. Visione sistemica

Industria 4.0 è un tema che attraversa tutta l’azienda e non può essere ricondotto ad una general generica “digitalizzazione”. Non si tratta semplicemente di fare qualche sito web, app o di inserire qualche sensore in una linea di produzione. Industria 4.0 è un paradigma che attraversa tutta l’impresa e la spinge a ripensare ogni ambito della propria struttura.

  • Nuovi prodotti, resi possibili anche e sopratutto grazie all’utilizzo pervasivo delle tecnologie digitali e di nuovi materiali. Si pensi alle nuove generazioni di automobili presenti sul mercato e che si caratterizzano sempre più per le funzioni evolute che sono in grado di offrire grazie alla presenza di sensori, microcontrollori digitali, connessione ad Internet.
  • Nuovi servizi, abilitati dalla presenza di prodotti “intelligenti”. Un interessante articolo del 2005 (“Four strategies for the age of smart services”) anticipava questo trend dicendo che a) le imprese sono sempre più interessate ad offrire servizi ad alto valore aggiunto (“smart services”) e non semplicemente a vendere il singolo prodotto e b) per offrire smart services le aziende hanno bisogno di creare smart products che costituiscano il “terminale” presso il quale attestare e originare i servizi ad alto valore aggiunto.
  • Nuovi processi, in grado di sfruttare l’intelligenza introdotta dalle tecnologie digitali in tutte le attività dell’impresa: dalla progettazione assistita all’automazione della produzione al controllo della qualità alla distribuzione e assistenza ai clienti.
  • Nuovi business model, basati su paradigmi quali il pay per use o la subscription al servizio. Si pensi a Rolls Royce che non vende più motori per aeroplano, ma ore di funzionamento del motore.

È una trasformazione radicale che cambia l’azienda nel profondo e che richiede un coerente cambiamento di mentalità, competenze, struttura organizzativa, metodi di lavoro, cultura aziendale nel suo complesso.

2. Multidisciplinarietà

Tutti parlano parlano di multidisciplinarietà, ma mi pare che pochi la pratichino e vivano in modo serio e coerente. Spesso ho la sensazione che “multidisciplinarietà” venga intesa come l’affermazione di ciò che di volta in volta sono le priorità e gli interessi del singolo che ne parla. Invece dobbiamo praticare una vera multidisciplinarietà sia dal punto dei vista dei contenuti, che di quello della governance.

3. Ricorsione

In Informatica, il concetto di ricorsione si usa per indicare una funzione che richiama se stessa. Per esempio, il fattoriale di un numero intero n è definito come n * fattoriale di n-1. Perché questo concetto è importante per Industria 4.0?

L’effetto potenziale di Industria 4.0 è ricorsivo e va fin oltre quanto si diceva in precedenza a proposito della visione sistemica. 

Pensiamo al mondo delle macchine utensili (uno dei principali settori industriali italiani con un altissimo export) che include, per esempio, i sistemi per il taglio laser o per la piegatura dei tubi. Queste macchine possono essere utilizzate per costruire impianti di produzione dei beni più disparati come auto o oggetti di arredamento. Ma possono anche essere utilizzate per costruire … se stesse. Le macchine a controllo numerico sono esse stesse prodotti complessi che devono essere progettati e assemblati e possono quindi esse stesse beneficiare di quanto previsto da Industria 4.0. Proprio come nel campo del software e dell’Ingegneria del Software, le tecnologie di produzione servono anche a far avanzare lo stato dell’arte delle tecnologie di produzione stesse, così come un compilatore di una generazione può essere utilizzato per realizzare un compilatore di una generazione successiva.

Ecco perché queste tematiche sono importanti. Non si tratta solo di un push tecnologico, ma di un cambio radicale e profondo di paradigma che incide in modo pervasivo sulle dinamiche del mercato e sui processi stessi di creazione e sviluppo della tecnologia. 

Alfonso Fuggetta

Dopo la laurea presso il Politecnico di Milano nel 1982, ha lavorato per una società di consulenza software dal 1980 al 1988, quando entra, come ricercatore senior, in CEFRIEL, azienda che promuove e sostiene l’innovazione nelle imprese e le amministrazioni pubbliche.
Professore associato presso il Politecnico di Milano, viene promosso a professore ordinario e, dopo aver ricoperto i ruoli di Vicedirettore e di Direttore Scientifico presso il CEFRIEL, nel 2005 ne viene nominato amministratore delegato.

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