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Diario della migrazione, da giorno 0 a fine progetto: l’importanza delle persone

La Difesa italiana, il più grande progetto di migrazione a software libero d’Italia e il secondo d’Europa per numero di postazioni, ha abbondantemente superato quota 30mila postazioni passate a LibreOffice.Senza problemi particolari”, come affermato in diverse occasioni pubbliche dal coordinatore del progetto Generale .

Quali i motivi del loro successo?

Sicuramente molteplici. Tra i primi quello di aver seguito un protocollo collaudato di migrazione e soprattutto aver pianificato, seguendo alcune best practice, ogni singola azione del progetto. A seguire aver saputo comunicare ai dirigenti e a tutte le persone coinvolte finalità e modalità di migrazione; aver formato, grazie ad un modello di formazione interna che ha consentito un ulteriore risparmio e alla realizzazione di un corso e-learning, tutte le persone che avevano bisogno di comprendere meglio il funzionamento di LibreOffice. LibreDifesa ha certamente avuto successo grazie a un modello di assistenza e help desk adeguato che non ha lasciato soli gli utenti. Ma tra le tante ragioni ce n’è sicuramente una, non legata al software e alla metodologie e alla tecnologia, che ha fatto di LibreDifesa un progetto di successo: aver pensato alle persone prima che ai software; aver pianificato le azioni pensando agli utenti e alle loro necessità e meno alle formalità da mettere in atto. La centralità delle persone è stato uno degli elementi vincenti.

Il ruolo dei referenti informatici – ha sottolineato il generale Camillo Sileo – è stato fondamentale sia nel momento successivo alla prima fase di installazione che ancora oggi, visto che queste persone quotidianamente aiutano i nostri utenti a non andare nel panico, a vincere la resistenza al cambiamento e a lavorare con maggiore serenità. Ruolo centrale anche quello dei nostri formatori, impegnati in prima persona nel progetto anche nella formazione degli stessi referenti”.

Attualmente sono circa 210 gli Enti della Difesa che utilizzano LibreOffice, con un referente per ogni struttura che si occupa dei primi interventi di natura tecnica necessari e di quelli richiesti, tramite specifici ticket, dagli utenti.

Avere persone preparate – ha affermato Sileo durante un incontro sulla migrazione del comune di Assisi – in grado di intervenire in modo competente per aiutare i colleghi per esempio per sistemare un documento, un foglio di calcolo o una presentazione che magari ha qualche ritocco da fare a seguito di migrazione ha fatto sì che pochissime siano state le richieste d’aiuto formale arrivate alla casella di posta libredifesa, appositamente creata per raccogliere criticità”.

Persone collaborative, che per prime sono state coinvolte nel progetto attraverso iniziative di comunicazione e formazione e che in fase di gestione del progetto diventano risorsa indispensabile.

Al giorno 4 avevamo parlato di squadra che cresce al crescere del progetto e che arriva a coinvolgere ogni singolo utente. Ma che nonostante questo resta squadra coesa che affronta piccole difficoltà della migrazione condividendo problemi e soluzioni. Tutto secondo un quadro organizzato in modo puntuale e quindi armonico.

Cosa si fa allora dal giorno 0 fino alla fine del progetto (e anche oltre)?

Si dà spazio alle persone e alla loro professionalità. Professionalità che merita di essere fortificata attraverso la formazione, cercata e riconosciuta grazie all’assegnazione di un ruolo specifico, amplificata grazie a progetti innovativi che possano modificare vecchi modi di lavorare e collaborare.

Sonia Montegiove

Sonia Montegiove

Responsabile editoriale di Tech Economy.
Presidente dell’Associazione LibreItalia, è analista programmatore e formatore. È giornalista per passione ed è entrata a far parte della redazione di Girl Geek Life , convinta che le donne possano essere avvicinate alle nuove tecnologie scrivendo in modo chiaro e selezionando le notizie nel modo giusto.

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