#EpicFail

Quel tweet di McDonald’s sulle mani piccole di Donald Trump

È stata una settimana estremamente complicata per chi lavora sul web: numerosi account, sopratutto su , sono stati violati da attacchi hacker in concomitanza con gli ultimi avvenimenti legati alla politica internazionale.

Per i social network sono circolati messaggi inquietanti lanciati da account “insospettabili” – basti vedere i tweet con tanto di svastica comparsi sull’account ufficiale di Italo Treno, ma non è stato immune nemmeno quello di Amnesty International – che hanno generato scompiglio e parecchie perplessità sull’attenzione alla sicurezza da parte dei social media manager dei brand più importanti del mondo.

Tra questi c’è anche McDonald’s: lo scorso 16 marzo, sull’account Twitter ufficiale del colosso dei fast food è comparso un tweet che ha fatto il giro del mondo nell’arco di una manciata di minuti:

mcdonalds tweet trump

@realDonaldTrump Sei una disgustosa farsa di Presidente e vorremmo riavere indietro @BarackObama, e hai anche le mani piccole – Immagine via thenextweb.com

Il tweet – con tanto di citazione della famosa battuta sulle mani piccole che il suo avversario Marco Rubio fece in diretta tv durante la campagna elettorale – è rimasto online per una ventina di minuti: più che sufficienti perché fosse notato da mezzo mondo e “screenshottato” perché l’altra metà del globo potesse vederlo in differita. Poco dopo la rimozione del tweet arriva un secondo messaggio di McDonald’s che adduce a un attacco hacker:

mcdonalds tweet trump

Twitter ci ha notificato che il nostro account è stato compromesso. Abbiamo cancellato il tweet e messo in sicurezza l’account e stiamo cercando di capire cosa sia successo – Foto Twitter/McDonaldsCorp

Ora. Cosa è successo veramente? Si è trattato davvero di un attacco hacker oppure il social media manager di McDonald’s si è distratto e ha twittato dal profilo di lavoro convinto di essere sul proprio account personale? In molti hanno pensato a questa evenienza, tanto più che non si tratta certo di una novità: è successo in passato e continuerà a succedere che per distrazione, fretta o stanchezza scappi un tweet o uno status destinato a un altro account.

Come fa notare Mattew Hughes su The Next Web c’è però un dettaglio che sembra rivelare che si sia trattato davvero dell’incursione di estranei nell’account corporate di McDonald’s: il tweet infatti è “pinnato” ovvero fissato in cima a tutti gli altri tweet, in modo che resti senza scivolare nel flusso della pubblicazione di nuovi contenuti.

mcdonalds tweet trump

Si tratta di un’opzione che molti brand scelgono quando hanno contenuti particolarmente importanti che richiedono di restare in evidenza: il lancio di un evento, ad esempio, o una dichiarazione legata a un avvenimento, o ancora un concorso o un sondaggio attivi. Ma che un utente, per quanto arrabbiato, possa scegliere di “pinnare” un tweet di sfogo contro il Presidente degli Stati Uniti è piuttosto bizzarro e insolito.

Qualsiasi cosa sia realmente successa all’account Twitter di McDonald’s probabilmente non lo sapremo mai: stando al comunicato diffuso in seguito, dal quartier generale del colosso dei fast food è arrivata la conferma di un attacco “proveniente dall’esterno”, condita con le scuse per quanto accaduto e con le rassicurazioni di aver messo in sicurezza l’account.

Va da sé che prendere le opportune misure di sicurezza per proteggere i propri account dovrebbe essere una mossa scontata, specialmente se l’account in questione è quello di un brand famoso in tutto il mondo e con una certa reputazione: una “preda” ambita per eventuali hacker mossi dalle motivazioni più disparate. Ma è anche vero che spesso, quando un intero team lavora sullo stesso account, certe azioni preventive possono essere colpevolmente trascurate a causa della comodità o della fretta.

Se in questo caso McDonald’s ha peccato di ingenuità, il caso è comunque utile per fare una riflessione sull’importanza di farsi trovare pronti nel fornire una risposta quando accadono simili inconvenienti: se non si può azzerare il rischio, e nessun lasso di tempo sarà mai abbastanza breve per fare in modo che nessuno si accorga di un contenuto che non sarebbe dovuto essere lì, diventa fondamentale reagire in modo coerente e rapido per dimostrare di aver ripreso il pieno controllo della situazione.

 

Lesson Learned: Non importa se tu sia stato hackerato o che abbia commesso un errore di distrazione: qualunque sia la causa, tu resta vigile e preparati una giustificazione decente e, soprattutto, tempestiva.

Valentina Spotti

Valentina Spotti

Nasce nel 1984 e vede per la prima volta una pagina web sul finire degli anni Novanta: ci rimane male perché si immaginava chissà cosa. Poi vennero i blog, YouTube e i social network, e nel 2009 una tesi sulla costruzione della reputazione in Rete la porta alla laurea in Scienze della Comunicazione. Per un certo periodo si è occupata di Media Education in quel di Bruxelles, poi è tornata a Milano ed è diventata web editor.

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