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Enrico Mercadante: Digital transformation per rilanciare il Paese

Unire le forze e le competenze provenienti dal mondo dell’università e della ricerca con quelle delle aziende e dell’industria: tanto di quelle realtà che della vivono gli effetti – e talvolta li generano – quanto di quelle aziende che ne sono attori protagonisti con lo sviluppo di servizi, soluzioni, prodotti, modelli e strumenti tecnologici. Unire le forze per comprendere come questo fenomeno stia impattando sull’economia e sulla società determinandone gli sviluppi: un processo di comprensione indispensabile per supportarne uno sviluppo positivo, che porti risultati concreti nel nostro Paese e che ci aiuti a poter governare meglio il cambiamento attraverso un approccio consapevole e responsabile. Approccio caratterizzato da quella interdisciplinarità che nasce dalla consapevolezza che la Digital Tranasformation è un fenomeno profondamente multidimensionale, muovendo leve di tipo economico, sociale, tecnologico e non solo. Questo, in sintesi, l’obiettivo del Digital Transformation Institute.

Un obiettivo ambizioso, che ha visto l’adesione entusiasta dei diversi partner che hanno contribuito alla fondazione dell’Istituto e che hanno iniziato con esso un complesso percorso di approfondimento e studio. Realtà come , Facebook, Google, ENI, SWG – assieme ai partner universitari dell’Istituto – hanno così iniziato un percorso di approfondimento e ricerca sui temi della trasformazione digitale i cui motivi raccontiamo in questo spazio, a partire dall’esperienza di Cisco Italia, che con l’Istituto ha avviato due percorsi di ricerca in parallelo, uno dedicato al tema delle Smart City ed uno invece focalizzato sugli impatti della digital transformation sulla filiera dell’agrifood.

Ne parliamo con Enrico Mercadante, responsabile innovazione, architetture e digital transformation per Cisco Italia e membro del Comitato di Indirizzo del Digital Transformation Institute.

Cosa significa per CISCO Digital Transformation?

La digital transformation è quel fenomeno che negli ultimi dieci anni ha ribaltato interi mercati: mercati come quello dell’editoria, in cui è accaduto che una grande catena editoriale globale sia passata da un valore di mercato di 25 miliardi di dollari a un valore di 0,7 miliardi  – mentre allo stesso tempo Amazon è passata da 25 miliardi a 405 miliardi di dollari.  Nei prossimi 10 anni la trasformazione digitale trasferirà valore e ne creerà di nuovo in proporzioni ancora più ampie: abbiamo calcolato che ci siano in gioco circa 19.000 miliardi di dollari di valore.  Questi numeri caratterizzano uno scenario che Cisco ha chiamato “Digital Vortex”: il vortice della digitalizzazione che tocca e toccherà tutti i settori, e porterà effetti già a brevissimo. Infatti entro i prossimi 3 anni il 40% delle aziende leader di mercato nel loro specifico settore potranno avere difficoltà a mantenere la sua posizione di vertice, se non saranno in grado di capire il cambiamento drastico in corso e adeguarsi.

Questa può sembrare una descrizione molto dura, ma lo è volutamente, perché essere bravi e preparati per un mondo che però non c’è più non porta lontano, e non portano lontano nemmeno le dichiarazioni d’intenti. Il mantra deve essere la Execution della Digital Transformation, guidati dalla consapevolezza che ci sono incredibili possibilità nel fare. In particolare, noi vediamo tre aree chiave di trasformazione digitale da coltivare: con il digitale abbiamo la possibilità di cambiare i prodotti, l’esperienza dei clienti; la possibilità di attrarre i migliori talenti nelle aziende e farli lavorare in modo radicalmente nuovo e più efficace; la possibilità di introdurre nuovi processi e modelli di business. Come Cisco siamo in prima linea, per fare in modo di aiutare le aziende e i paesi che hanno colto l’importanza degli investimenti in Digital Transformation e stanno agendo.

Quali sono gli impatti della Digital Transformation in un settore come quello dell’Information Technology?

Anche se il settore dell’ICT è da molti anni in continuo fermento, con innovazioni e grandi spostamenti di valore, non è certo al riparo dall’impatto della digital transformation. Una maggiore e più completa digitalizzazione aumenterà ancora di più il ritmo dell’innovazione e assisteremo a un ulteriore consolidamento dell’importanza già crescente del software per l’evoluzione dell’IT.  Questo favorirà l’ingresso di start up e di aziende agili e veloci nel panorama ICT: una sfida che le aziende tradizionalmente nel settore dovranno affrontare diventando a loro volta più agili, con un cambiamento culturale.  Oggi il “lavoro” non è più identificabile con un luogo preciso ad esempio; in un contesto in cui l’organizzazione è collaborativa e l’innovazione può nascere ovunque, la struttura aziendale in sé non ci può più indicare chi possa essere la persona migliore per fare una nuova proposta, per prendere una decisione. Nelle organizzazioni agili la collaborazione digitale e la disponibilità di dati e informazioni mobilita tutti i livelli aziendali nel percorso di trasformazione dell’azienda, della sua offerta e del modo in cui la si porta sul mercato; questo approccio agile, unito alla capacità di attrarre stabilmente i migliori talenti, sono fondamentali per le aziende ICT che affrontano come tutte la digital transformation.

Quali sono i motivi che hanno spinto CISCO a supportare come founding partner il Digital Transformation Institute?

Siamo di fronte a un cambiamento epocale nel modo di fare business grazie al digitale. I parametri di competitività e produttività verranno stravolti dal digitale. In Italia è necessario un grande lavoro culturale per far comprendere il potenziale e l’inevitabilità di questa trasformazione, per valorizzare chi già agisce e aiutare chi vuole abbracciare la digitalizzazione. Abbiamo una grande opportunità per liberare la nostra immaginazione, la nostra creatività da molti vincoli e fondare su questo il nostro rilancio: prima però sono necessari investimenti maggiori in piattaforme che ci possano supportare.

Il Digital Transformation Institute vuole essere una di queste.

Stefania Farsagli

Stefania Farsagli

Project manager e senior economist researcher, mi occupo del coordinamento e della realizzazione di progetti complessi, che gestisco con grande passione e creatività.

“La ricerca e l’analisi economica sono la lente di ingrandimento con cui cerco di comprendere il mondo; le nuove tecnologie, i libri, i viaggi e le domande estemporanee di mia figlia gli strumenti per ampliare lo sguardo. Credo fortemente nelle capacità che ognuno di noi ha di impiegare i propri talenti per cambiare ciò che intorno non ci piace o troviamo ingiusto e nel valore della rete e della collaborazione nei processi di sviluppo e cambiamento”.

Collaboro con diversi enti di ricerca (Formez, Fondazione IFEL, ANCI, CIttalia, Fondazione Rosselli, Fondazione Cotec, Federculture) sui temi della digital trasnsformation, innovazione organizzativa ed empowerment di reti, innovazione dei processi formativi nella P.A., valutazione politiche pubbliche e territoriali, sviluppo locale, programmazione territoriale.

Oggi sono Project Manager e Direttore di ricerca presso il Digital Transformation Institute e consulente presso il Formez ed il MIUR

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