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Come l’Europa aiuta i progetti di formazione?

Con la nuova programmazione 2014-20 l’ ha definito obiettivi ambiziosi, possibili da raggiungere anche attraverso progetti di formazione che possano supportare i processi di innovazione ed educazione della popolazione”.  Così Giorgio Lais, esperto in progettazione europea e valutazione di progetti di ricerca e sviluppo, inizia la sua conversazione intorno al legame forte tra fondi comunitari e opportunità per le imprese.

L’Unione europea – continua – ha predisposto un piano di finanziamento generale al fine di attuare, da un lato, le proprie politiche di Coesione e Convergenza (e cioè quegli interventi che mirano ad appianare le difficoltà socio‐economiche, ambientali e infrastrutturali delle regioni europee meno sviluppate); dall’altro per sostenere la cooperazione, lo sviluppo e l’innovazione in settori considerati prioritari (ambiente, ricerca e innovazione, imprese e PMI, occupazione, formazione, benessere sociale, cultura, etc.). I beneficiari diretti dei finanziamenti possono essere enti pubblici e organizzazioni private, università e altri enti di ricerca, imprese e PMI, fondazioni, associazioni, ONG e talvolta anche persone fisiche, mentre il grado di eleggibilità delle azioni progettuali dipende dai singoli Programmi e dalle misure previste”.

Quali i Fondi Europei ai quali guardare con attenzione?

Semplificando, possiamo tenere distinte due grandi categorie di fondi: quelli derivanti dalla politica regionale (fondi indiretti) e quelli riferibili alle Politiche dirette dell’UE (fondi tematici). I Fondi indiretti sono i Fondi Strutturali come FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), FSE (Fondo Sociale Europeo), FC (Fondo di Coesione); il FEASR (Fondo Europeo Agricolo per Sviluppo Rurale); il FEAMP (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca). I Fondi indiretti si distinguono per avere tutti degli obiettivi tematici comuni come ad esempio Ricerca e innovazione, Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), Competitività delle Piccole e Medie Imprese (PMI), ecc.

Nella mia esperienza con il dipartimento di Ricerca e sviluppo della Teleskill, i fondi strutturali sui quali ci si è concentrati sono stati il FESR e l’FSE. Il primo che si propone di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale nell’Unione europea intervenendo sugli squilibri tra le regioni e il secondo che promuove l’occupazione e investe nell’istruzione, nelle competenze e nell’apprendimento permanente.

Oltre ai Fondi Strutturali con Teleskill abbiamo lavorato molto anche sui Fondi a gestione diretta, ovvero piani d’intervento supervisionati direttamente dalla Commissione europea o da agenzie esecutive (centrali o decentrate) da questa selezionate. Tali fondi vengono periodicamente allocati su azioni afferenti a programmi tematici di varia natura, ognuno dei quali risponde in maniera puntuale alle priorità comunitarie individuate dalla Commissione e dalle Direzioni generali dell’UE per un dato settore. Il tema dell’innovazione è il filo conduttore che lega tra loro i diversi interventi programmatici.

I programmi ai quali ci siamo interessati e abbiamo lavorato con Teleskill sono stati principalmente quelli di ricerca e innovazione con Horizon 2020, 7PQ e quelli su istruzione, formazione, gioventù e sport Erasmus+.

Quali i progetti Teleskill di maggior successo realizzati grazie ai fondi comunitari?

Molteplici sono stati i progetti che hanno visto Teleskill impegnata in qualità di capo fila, partner o fornitore. Tanto per fare qualche esempio ECAP, European Competition for Autistic People, approvato nel 2016, risulta tra gli unici 3 ad essere stati approvati tra le centinaia di proposte che Bruxelles ha ricevuto dai diversi Paesi europei. Questo è stato finanziato dal programma europeo ERASMUS +, linea sport, e si è concretizzato in un programma formativo rivolto a oltre 14 Paesi europei. Il progetto, che ha visto la partecipazione dell’Associazione Filippide impegnata nell’aiutare i ragazzi autistici a competere nello sport, grazie a contenuti e strumenti e-learning innovativi, aiuta nella diffusione dei metodi di coinvolgimento ideati dall’associazione.

Altra esperienza significativa quella di High Tech Crime presentato dal Ministero degli Interni CNAIPIC – Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche e Fastweb e che ha previsto da parte di Teleskill lo sviluppo di una piattaforma multimediale integrata di “Sala crisi virtuale” che permette ai paesi membri del G8 e del G20, di comunicare e dialogare su possibili cyber attacchi.

Settore di riferimento diverso ma altrettanto coinvolgente quello del progetto SIMITUR, finanziato Por FESR Lazio 2007-13. Il progetto, con il supporto di tecnologie semantiche, di information retrival e di sentiment analysis utili a individuare best practices, vuole supportare il settore turismo, dove sempre più spesso si ha la difficoltà di intercettare nuovi flussi turistici internazionali. Risposte efficaci a questa esigenza sono state individuate nell’apprendimento collaborativo informale, dove le singole nozioni provengono dai partecipanti che le rendono disponibili all’interno di una o più comunità, e nel tema della formazione manageriale e della gestione di contenuti esperienziali dal mondo della PMI del settore del turismo.

Potremmo continuare con un lungo elenco di esperienze positive, ma già queste danno l’idea di come un’impresa possa crescere e consolidarsi anche grazie alle molteplici opportunità che l’Europa riserva. Indispensabile ovviamente un atteggiamento di apertura oltre che la capacità di saper individuare le fonti giuste, trovare i partner adatti e curare la progettazione in modo puntuale.03

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