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L’era della business collaboration

Il 69% dei dipendenti italiani lavora meglio in gruppo piuttosto che individualmente ottenendo migliori risultati. Pochi lavoratori però pensano che lo spirito collaborativo sia innato: la capacità di fare squadra si sviluppa soprattutto con l’impegno, l’esperienza, la conoscenza dei colleghi e l’acquisizione di specifiche competenze “sociali”. Questo è quanto emerge da un’indagine realizzata lo scorso anno da Randstad, secondo player al mondo nei servizi di risorse umane, che ha monitorato l’atteggiamento dei lavoratori verso la collaborazione sul posto di lavoro in 33 Paesi del mondo. La popolazione di riferimento dello studio (oltre 400 interviste in Italia) è costituita da persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni che lavorano per almeno 24 ore alla settimana e che percepiscono un compenso economico per questa attività.

Dallo studio emerge che è in crescita il tempo passato a cooperare con i colleghi, grazie all’avanzamento tecnologico e a una maggior predisposizione dei lavoratori al gioco di squadra; il datore di lavoro dovrebbe passare più tempo a promuovere la collaborazione tra i dipendenti.

Negli ultimi 5 anni in Italia è cresciuta l’attenzione verso il lavoro in team, tanto che secondo la ricerca il nostro Paese si posiziona al settimo posto per predisposizione a lavorare in gruppo: oltre il 67% dei lavoratori passa più tempo collaborando con i colleghi che lavorando in solitudine e solo il 37% pensa che la collaborazione non sia richiesta nel proprio settore lavorativo.

Un dato interessante che emerge dall’indagine è che solo il 56% dei dipendenti italiani ritiene le persone naturalmente collaborative, come se si trattasse di una dote naturale che assicura una partecipazione spontanea. Una prospettiva che, malgrado l’importanza riconosciuta alla collaborazione, sembra indicare nel lavoro in team una capacità e competenza da sviluppare e acquisire nel corso del tempo, con la giusta pratica ed esperienza sul campo.

Cosa serve per la in azienda?

Secondo il report Randstad per lavorare in squadra vi è necessità di due componenti fondamentali: specifiche competenze sociali e una consapevolezza delle esigenze degli altri componenti del gruppo per riuscire a trovare la strada giusta per operare insieme. L’83% degli italiani pensa infatti che siano necessarie specifiche “social skills” alla collaborazione sul luogo di lavoro. E la stessa percentuale pensa sia essenziale conoscere le motivazioni che spingono i colleghi a aiutarsi reciprocamente per creare il giusto spirito di collaborazione (87%). Solo una minoranza dei lavoratori italiani (il 44%) ritiene che finché queste saranno basate su performance dei singoli anziché di gruppo, la collaborazione non porterà alcun valore aggiunto. La quasi totalità, oltre il 91% dei lavoratori, pensa che la collaborazione cresca di importanza all’avanzare della tecnologia, una percentuale ben superiore alla media mondiale che raggiunge l’87%. Ben vengano i device e software che permettono di collaborare a distanza e tutti gli strumenti innovativi per lavorare da remoto.

Il 78% degli italiani riesce a collaborare meglio lavorando dal vivo, piuttosto che in team virtuali o lavorando con colleghi dislocati in sedi diverse.

Nuovi strumenti di business collaboration

Qualche settimana fa Cisco ha lanciato sul mercato un nuovo prodotto molto importante per il mercato italiano, in particolare per tutte quelle realtà di piccole o medie dimensioni che, per lavorare in squadra, creare e innovare, hanno bisogno dei migliori strumenti di collaborazione senza dover effettuare grandi investimenti in infrastruttura.

Con , abbiamo lanciato una nuova categoria di prodotto che offre, in un unico dispositivo, tutti gli strumenti di cui si ha bisogno in una sala riunioni per lavorare e collaborare al meglio. Questa innovativa soluzione è la perfetta combinazione tra le funzionalità tipiche delle smart board e quelle di audio e video conference, con il duplice vantaggio che tutto gira in cloud ed è perfettamente integrato con l’app Cisco Spark. Questo vuol  dire che tutto ciò che avviene sulla Cisco Spark Board viene automaticamente salvato in cloud in una stanza virtuale con la possibilità di poter lasciare la sala riunioni fisica e continuare a lavorare ovunque e con qualsiasi dispositivo, “portandosi dietro” il lavoro, ha commentato , Collaboration & Industry Digitization Leader di Cisco Italia.

Cisco spark Board può essere utilizzata come dispositivo wireless  per le presentazioni, come lavagna digitale interattiva con cui tutti possono interagire contemporaneamente e da qualsiasi dispositivo grazie all’app Cisco Spark, e come dispositivo per conferenze di altissima qualità grazie alla videocamera 4k e ai microfoni integrati. Completa questa nuova e unica esperienza d’incontro la possibilità di organizzare i meeting e di acquisire, salvare e condividere i documenti, le idee e  i progetti nati in riunione in uno spazio condiviso.

La particolarità di Cisco Spark Board è quella di poter lavorare da remoto senza difficoltà dando la possibilità a chiunque di interagire in real time anche da tablet.  Interessante l’utilizzo della crittografia in Cisco Spark che permette di tenere dati, interazioni e materiali al sicuro all’interno di uno spazio dedicato al  team in cui creare l’agenda, coinvolgere le persone giuste, condividere i contenuti  e chattare.

Cisco SparkBoard, combinata all’applicazione di team collaboration Cisco Spark, è ideale per i processi creativi tra team che hanno l’esigenza di collaborare anche a distanza e con qualunque tipo di dispositivo. Ricerca e Sviluppo, Co-Designe, Co-Innovation, New Product Introduction, brain storming e Formazione hanno ora la piattaforma ideale per collaborare in modo semplice e ricco prima, durante e dopo il meeting”, conclude Dalmazzoni.

Emma Pietrafesa

Emma Pietrafesa

Ricercatrice e Comunicatrice. Lavora nel settore delle attività di ricerca e comunicazione da oltre 15 anni, con focus su: ICT e social media, tematiche di genere, salute e sicurezza sul lavoro, cambiamenti apportati dal digitale nel mondo del lavoro, competenze digitali, cyber harassment e cyber safety. Al suo attivo (italiano, francese e inglese) oltre 40 pubblicazioni tra articoli, saggi, monografie e cura redazionale di pubblicazioni scientifiche e accademiche. Docente e relatrice in convegni e seminari di settore. Scrive per testate online nel settore innovazione e digitale: Tech Economy, Ingenium, Girl Geek Life.

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