Open 4 Business

Videoconferenze: soluzione proprietaria o open?

Videoconferenze e sono ormai diventati strumenti quotidiani per il lavoro aziendale. In Rete troviamo diverse soluzioni che possono aiutarci a comunicare con colleghi e clienti in tempi rapidi: vediamo a quale potersi affidare.

Google Hangout

Se abbiamo bisogno di fare una semplice con un gruppo di lavoro oppure con dei clienti probabilmente il servizio Hangout di Google è quello che fa per noi. Basta avere un account e avviare semplicemente una videochiamata.
Il servizio base, totalmente gratuito, permette di condividere lo schermo con i partecipanti e di utilizzare una chat. Ha un limite di utilizzo di 10 partecipanti per videoconferenza, che nella versione business sale a 25. L’utente principale che avvia la videochiamata può condividere un link che può essere utilizzato per entrare nella video conversazione in modo da non costringere i partecipanti a effettuare la registrazione.
Hangout può essere utilizzato su qualsiasi sistema operativo o dispositivo mobile che abbia accesso ad una connessione dati. Nel caso dei cellulari è disponibile un’applicazione che permette di utilizzare il servizio da telefono.
Inoltre può essere utilizzato per inviare anche solo messaggi di testo con i nostri contatti, sempre comunque che abbiano un account Google.

Per gli utenti Business ed Education, Google mette a disposizione dei servizi ulteriori. Il link può essere personalizzato con un nome in modo da semplificarne la condivisione. Ultimissima chicca Google: la possibilità di usare il servizio Hangouts Live che consente di rendere pubblico lo streaming attraverso un proprio canale Youtube dando la possibilità di seguire la videochiamata in modalità passiva.

Jitsi Meet

Jitsi è un progetto paragonabile e alternativo a Google Hangout. Troviamo qui la possibilità di condividere schermo, documenti e video Youtube; abbiamo a disposizione una chat per scrivere messaggi di testo e possiamo avviare un live streaming per ampliare la platea. Per utilizzare il servizio non è necessario nessun tipo di account: l’organizzatore deve creare una stanza con un nome personalizzato che dovrà essere comunicato a tutti i partecipanti ed essendo il primo utente ad accedervi fa da moderatore.
Non vi è un limite per l’utilizzo, quindi verosimilmente possiamo invitare tutti i contatti che vogliamo, anche se è necessario ovviamente fare i conti con la banda disponibile. Jitsi Meet funziona attraverso qualsiasi browser che supporti il protocollo WebRTC, normalmente disponibile sulle versioni desktop dei software di navigazione internet. Per questo per i dispositivi mobili sono state sviluppate delle app apposite disponibili nei marketplace.

GoToMeeting e i suoi fratelli

Se abbiamo bisogno di un servizio che permetta non solo di fare videoconferenze, ma anche ad esempio di erogare corsi, senz’altro i servizi offerti da LogMeIn potrebbero essere una delle soluzioni da valutare. Se vogliamo fare riunioni o videoconferenze possiamo utilizzare GoToMeeting, se necessitiamo invece di un servizio specifico per webinar possiamo utilizzare l’omologo servizio GoToWebinar.
Possiamo utilizzarli per fare riunioni o corsi, con la possibilità di condividere documenti oppure utilizzare una lavagna virtuale per scrivere. Gli organizzatori sono naturalmente i moderatori della stanza e possono avviare la videoconferenza sia immediatamente che programmarla per una data specifica. Il servizio è a pagamento e applica un limite al numero dei partecipanti in base al tipo di servizio acquistato. Si passa da un numero base di 3 utenti per un servizio gratuito (con molte meno funzionalità) ad un massimo di 100. I costi variano da 0 a 49 euro al mese.

Il servizio webinar invece ha limiti diversi: si parte da un minimo di 100 partecipanti con un costo di 89 euro al mese, ad un massimo di 5000 partecipanti. In quest’ultimo caso l’azienda farà una quotazione specifica.
Se invece vogliamo un servizio dedicato alla formazione, la soluzione potrebbe essere GoToTraining. Con un piano tariffario che parte dai 107 euro/mese con 25 partecipanti a 315 euro mese fino a 200 partecipanti. In base al piano sottoscritto possiamo utilizzare i servizi tramite browser desktop oppure scaricare le app disponibili nei marketplace.

Big Blue Button

Software open source, utilizzato da moltissime organizzazioni ed università, che può essere utilizzato per effettuare conferenze, videochiamate, lezioni online. Il progetto al suo interno offre tutti gli strumenti necessari per comunicare, condividere e collaborare. Il tutto tramite un’interfaccia facile e intuitiva che può essere personalizzata in base alle esigenze.
Abbiamo a disposizione una chat, una lavagna per scrivere e condividere documenti e come negli altri servizi omologhi l’organizzatore ha le funzioni di moderazione, abilitando o disabilitando audio/video ai partecipanti e attribuendo possibilità di interazione. L’interfaccia può essere modificata dall’utente che ha a disposizione un menù a tendina per scegliere quella che gli è più congeniale.
Per Big Blue Button è necessario installare il plugin Flash Player, possibile sui computer, ma non su i dispositivi mobili. In quest’ultimo caso è necessario utilizzare l’app per smartphone, per il momento disponibile solo per dispositivi Android.

Come scegliere la piattaforma giusta?

Tutte le soluzioni disponibili offrono più o meno le medesime funzionalità. I servizi di tipo proprietario sono erogati solo esclusivamente come SAAS (Software as a service) attraverso server del produttore. I progetti open invece possono essere utilizzati sia in modalità SAAS, cercando in rete fornitori che offrono tali servizi, sia scaricare gli eseguibili e quindi implementare un proprio server su cui installare e rendere disponibili gli strumenti.
La differenza sta nel tipo di attività che vogliamo attivare. Nel caso di utilizzo SAAS paghiamo un fornitore che si accollerà tutti i costi dell’infrastruttura hardware e connettività, liberandoci dagli eventuali grattacapi sistemistici.
Nel caso in cui invece abbiamo a disposizione all’interno della nostra organizzazione una struttura competente che potrebbe gestire il sistema, possiamo valutare l’opzione di realizzare una infrastruttura dedicata interna. La soluzione potrebbe essere valida sia per grandi pubbliche amministrazioni che necessitano di erogare corsi ai propri dipendenti e collaboratori, ma anche per aziende che vogliono offrire servizi a terzi.

Antonio Faccioli

Antonio Faccioli

Libero professionista e amministratore delegato in un’azienda privata. Si occupa dal 1997 di software libero con particolare interesse per i linguaggi di sviluppo (Php e Python) ed i database. Dal 2009 promuove l’adozione dei programmi liberi all’interno delle pubbliche amministrazioni.
E’ socio LibreItalia, dove segue i progetti rivolti alle scuole, ed è membro di The Document Foundation, partecipando al gruppo italiano di traduzione.

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