Interviste

Barbara Vecchi: come i Big Data cambiano la vita

Soggettività e squadra, semplicità e complessità, leggerezza e tenacia, creatività ed esperienza, tecnologia e relazioni, etica trasgressione delle regole del fare impresa, fiducia in sé, nelle relazioni e nel futuro“. Così definisce la sua creatura imprenditoriale Hopenly Barbara Vecchi, psicologa di formazione e imprenditrice con la passione per i .

La mia passione per la tecnologia – racconta – è iniziata durante gli anni universitari: qualsiasi ricerca volta anche a comprendere emozioni, processi cognitivi e comportamenti era, ed è, legato alla tecnologia. Dai sensori per il movimento oculare per comprendere i processi di lettura, a elettrocardiogramma e altro per comprendere le emozioni ai programmi di statistica come SPSS per analizzare i dati. La mia tesi è stata una tesi sperimentale, uno studio di comparazione tra la memoria semantica in pazienti Alzheimer e afasici. Il mio percorso professionale parte dalla ricerca sui processi cognitivi con alcune pubblicazioni nazionali, su riviste di settore. Successivamente ho intrapreso una carriera professionale, prima in una multinazionale di somministrazione come responsabile di filiale e capo area poi in varie aziende IT come responsabile Personale e Organizzazione. Ora sono imprenditrice in campo IT, ho un’azienda che si occupa di Big Data e data driven management. La vocazione per l’imprenditoria la devo in parte a mia madre, anche lei imprenditrice, prima di una lavanderia industriale specializzata in maglieria e poi di un negozio“.

Il 6 marzo 2014 Barbara fonda una start up che si occupa di Big Data. “I numeri non sono mai solo dei numeri – afferma l’imprenditrice – e la sfida che ha lanciato Hopenly è quella di farli parlare. Prenderli, analizzarli, elaborarli con la tecnologia più innovativa e interpretarli con gli algoritmi più evoluti. Abbiamo scelto di non “frullare” numeri per poi rovesciarli sulle scrivanie virtuali dei nostri clienti. Noi li elaboriamo e poi aiutiamo i nostri clienti a capire che lingua parlano. Li guidiamo nella lettura e nell’interpretazione dei dati aiutandoli a leggere la storia che raccontano“.

La tua azienda promuove il data driven management. Ci aiuti a capire perché è tanto importante oggi?

In azienda, come al di fuori, abbiamo a disposizione molti dati (pensiamo a social media e sensoristica) e saperli utilizzare e leggerli permette alle aziende di creare un grosso vantaggio competitivo. Quello che proponiamo alle aziende è proprio questo, un metodo analitico per prendere decisioni sia operative che strategiche basandosi sui dati. Il vantaggio di adottare un tale metodo permette alle aziende di individuare nuove opportunità di business, portando una maggiore efficienza operativa e un aumento dei profitti.

Come la rete ha contribuito a sviluppare la tua idea di business? Come può aiutare le donne?

La rete è una grande fonte informativa. Sono partita da Internet per prendere spunto su come doveva essere la mia azienda, quali competenze fossero necessarie e per capire il mercato in cui dovevo operare. Internet è pieno di libri ed articoli di diversi contenuti. Decisamente questo può aiutare le donne nell’essere imprenditrici, non solo perché Internet democratizza l’informazione, ma anche perché si sono create reti sociali di supporto e aiuto, che possono portare conforto e preziosi suggerimenti per fare business.

Tre consigli che daresti alle imprese per affrontare le problematiche digital transformation

Per tutte le aziende che intendono intraprendere un percorso di digital transformation l’unica cosa che vorrei consigliare è che non basta implementare tecnologie all’avanguardia per innovare, serve una cultura aziendale orientata all’innovazione e al cambiamento. le tecnologie possono aiutare, ma devono essere in linea con il contesto in cui opera l’azienda e devono portare reale beneficio all’azienda. Tutto il processo di digitalizzazione deve essere quindi data-driven: analizzare i problemi leggendo i dati e misurare come una possibile digitalizzazione possa portare valore quantificabile all’azienda.

Quali sono i trend 2017 in fatto di digitale a tuo avviso?

Si sta parlando molto di Industria 4.0 e penso che, anche un po’ grazie al Piano del Governo, questo tema ci accompagnerà per tutto il 2017. Questo piano permetterà alle aziende, grazie a importanti agevolazioni fiscali, di investire in tecnologie ed innovazione: dall’IoT alla realtà virtuale, si potranno automatizzare molti processi industriali, portando una maggiore efficacia produttiva e maggiori revenue. In questo piano ci sono ovviamente anche i Big Data, gli Analytics ed il data driven management che potranno agevolare la redditività delle aziende.

Quali vantaggi del fare impresa oggi per una donna? Quali gli svantaggi?

Per quanto riguarda i vantaggi, finalmente lo stipendio che guadagni non è inferiore rispetto ai tuoi pari. Richiede molta dedizione, non hai molto tempo a disposizione, ma quando ti puoi organizzare non devi chiedere permessi, puoi lavorare di sera, nel week end e prenderti un giorno. Degli svantaggi non ne ho ancora trovati. Forse non avere lo stipendio sicuro? Pensare agli stipendi di tutti è una bella responsabilità, ma per donne e per uomini. Ma alla fine avere un proprio progetto da realizzare supplisce a tutto ciò!

, un esempio di imprenditrice e donna coraggiosa, pronta a reinventarsi la storia professionale per seguire una passione. Con grinta. La stessa che serve anche in fagmilia. “Da madre di tre figli posso dire con sicurezza che gestire una famiglia è, in piccolo, come gestire un’azienda: numeri economici, visione e cooperazione”.

 

Sonia Montegiove

Sonia Montegiove

Responsabile editoriale di Tech Economy.
Presidente dell’Associazione LibreItalia, è analista programmatore e formatore. È giornalista per passione ed è entrata a far parte della redazione di Girl Geek Life , convinta che le donne possano essere avvicinate alle nuove tecnologie scrivendo in modo chiaro e selezionando le notizie nel modo giusto.

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