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Software libero opportunità di crescita economica

Il Consiglio Nazionale del Software Libero (CNLL) ha pubblicato la propria indagine annuale condotta tra i propri componenti e presentata lo scorso novembre nel corso dell’Open Summit di Parigi. Lo studio ha stimato in ben 4,5 miliardi di euro le vendite nel settore dei servizi del sw libero e per l’anno 2016.

Fonte: CNLL/PAC

Le vendite delle aziende ICT, specializzate in sviluppo di software libero e open source (FOSS) e servizi correlati, sono cresciute in media del 15% rispetto all’anno precedente nella sola Francia.

Il fatturato delle aziende che si concentrano principalmente sul comparto dell’open source è in aumento con un tasso di crescita di 1,6 volte più veloce rispetto al fatturato delle aziende che si occupano al contempo sia di software open source sia di quello proprietario e ben 6 volte superiore rispetto alla totalità delle aziende del settore digitale.

Inoltre, i membri del CNLL (oltre 400 imprese sul territorio) stimano un aumento di circa il 25% nel settore occupazione entro il 2017. In definitiva quindi le aziende che operano nel segmento FOOS possono essere considerate imprese non solo ad alta crescita ma che possono raggiungere un miglior posizionamento e rendimento in termini di investimenti/ricavi.

La sostenibile leggiadra concretezza del non solo norme o proclami

Pare dunque che faccia ancora “notizia” che il software libero possa avere non solo un mercato reale ma rappresentare un’opportunità e un vantaggio economico per quelle aziende che decidono di investire principalmente nel comparto.

Che i “cugini” francesi avessero una fissa (qualcuno ancora tenta di definirla così) con l’implementazione del software libero lo avevamo già compreso quando abbiamo raccontato della strategia e politica del Governo d’oltralpe in merito alle scelte strategiche e di investimento di supporto e sostegno al settore.

In quell’occasione avevamo parlato della realizzazione di un portale unico per centralizzare e convogliare tutte le comunicazioni e gestire i contatti tra i responsabili del progetto nei vari enti pubblici e fornitori dei servizi. Questo processo ha favorito e sostenuto la creazione di una community anche attraverso la costituzione di un comitato direttivo nazionale che si riunisce una volta a trimestre permettendo così alle persone di condividere le proprie esperienze e di creare una comunità di sviluppo e supporto software nell’ambito dei Ministeri, aumentando quindi anche i livelli di conoscenza e consapevolezza dell’open source all’interno delle amministrazioni. Già un anno fa ben 17 Ministeri francesi stavano collaborando per sostenere l’open source attraverso un accordo per ridurre i costi e promuovere l’uso del software libero nelle pubbliche amministrazioni mettendo in campo una forte azione di coordinamento.

Ma abbiamo avuto evidenza di questa “fissazione” ancor più quando abbiamo verificato concretamente la piena volontà del Governo francese che, senza doversi dotare di una ulteriore entità in via di definizione in merito a compiti e prerogative e coordinamento, ha deciso di dare un forte segnale di supporto allo sviluppo nel settore del Software Libero, non solo a livello di norme ed accordi ma soprattutto in termini di risorse e finanziamenti. Nell’ambito del programma investimenti futuri (AIP), il Governo ha infatti deciso di sostenere la creazione della prima scuola di istruzione superiore e formazione continua Open Source School (OSS) assegnando un primo finanziamenti di ben 1,4 milioni di euro.

Ebbene sembra che questa strategia coordinata, integrata e soprattutto concreta stia già dando buoni frutti o quanto meno è quanto emerge dalla recente indagine effettuata in Francia.

FOOS, mercato del lavoro e competenze in Francia

Le aziende in fase di assunzione continuano ovviamente a preferire candidati con laurea e/o master in informatica e/o ingegneria (oltre il 72%) ma prediligono sempre più candidati con esperienza nell’uso e nello sviluppo di FOOS.

Attualmente i lavoratori impiegati nel comparto sono circa 30.000 ma il reclutamento di queste professionalità sarà sempre più diversificato e soprattutto in crescita: si stima che i lavoratori del settore supereranno entro il 2020 la cifra di 50.000.

La penetrazione costante del software libero nel mercato digitale francese ha raggiunto lo scorso anno ben 4,1 miliardi di euro con una crescita superiore al 33% rispetto al 2012. Il mercato del software libero è destinato a crescere anche nei prossimi anni, con una stima da parte degli esperti del settore quantificata in circa 9% l’anno fino a raggiungere quindi la quota di 6 miliardi di euro entro il 2020 (di cui il 13% di mercato relativo ai servizi connessi).

Anche in questo caso per affrontare la carenza di competenze, le aziende giocano la carta della diversificazione moltiplicando i corsi di formazione iniziale.

I profili più ricercati sul mercato restano al momento ancora quelli un po’ più tradizionali come sviluppatori, project manager e amministratori di sistema ma si assiste a un aumento delle richieste anche per alcuni profili emergenti come data scientist ed esperti di digitale. Inoltre secondo l’indagine la selezione dei candidati da parte delle aziende avviene sempre più attraverso criteri diversificati come la partecipazione a progetti di sviluppo software e open source, la curiosità e l’apertura, la capacità di lavorare in team. Questo a riprova della scelta strategica nazionale di realizzare una efficace offerta formativa che potesse inserirsi appieno in un ecosistema economico e non solo di tipo educativo-formativo.

Fonte: CNLL/PAC

Insomma ancora una volta pare valga un Vive la France: Liberté, Egalité et “Opensourcé”!

Emma Pietrafesa

Emma Pietrafesa

Ricercatrice e Comunicatrice. Lavora nel settore delle attività di ricerca e comunicazione da oltre 15 anni, con focus su: ICT e social media, tematiche di genere, salute e sicurezza sul lavoro, cambiamenti apportati dal digitale nel mondo del lavoro, competenze digitali, cyber harassment e cyber safety. Al suo attivo (italiano, francese e inglese) oltre 40 pubblicazioni tra articoli, saggi, monografie e cura redazionale di pubblicazioni scientifiche e accademiche. Docente e relatrice in convegni e seminari di settore. Scrive per testate online nel settore innovazione e digitale: Tech Economy, Ingenium, Girl Geek Life.

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