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Quali dati affidiamo ai social network? E la privacy?

Ho sempre saputo come la maggior parte degli utenti dei servizi Internet non perda tempo a leggere le clausole di licenza al momento della sottoscrizione e l’esperienza vissuta recentemente lo ha dimostrato ancora una volta. Sono stato chiamato a tenere alcune lezioni su e sicurezza dei dati personali presso un istituto d’istruzione superiore ad un gruppo di studenti, tutti intorno alla maggiore età. Erano presenti anche alcuni professori. Dopo qualche domanda, la situazione era ben chiara: tutti avevano un account , quasi tutti un account Whatsapp, pochi account Twitter, alcuni account Ask.

Provando a verificare il livello di consapevolezza a riguardo delle impostazioni di sicurezza è emerso che praticamente nessuno si era preoccupato di configurare opportunamente le opzioni disponibili per limitare la diffusione delle informazioni postate sui propri profili.

Ho colto quindi l’occasione per leggere insieme alcune parti delle privacy policy di alcuni social.

Ok, sappiamo tutti che i social raccolgono dati, ma quanti hanno la cognizione del fatto che potenzialmente, utilizzando Whatsapp, potrebbero commettere un illecito? Il Garante Privacy sta indagando in merito alla nuova policy di Whatsapp nella quale si legge, fra le altre cose, “L’utente accetta di fornirci regolarmente i numeri di telefono dei contatti presenti nella rubrica del suo dispositivo mobile, compresi quelli degli utenti dei nostri Servizi e degli altri contatti. L’utente conferma di essere autorizzato a fornirci tali numeri”. In pratica, se il mio numero di cellulare è presente nella rubrica di un utente Whatsapp, sarà comunicato al social che potrà usarlo come vuole, forte del fatto che l’utente dichiara, sotto la propria responsabilità, di essere autorizzato a farlo.

La cosa preoccupa non poco i Garanti Privacy Europei, tanto che sia la Germania che l’Inghilterra hanno vietato la condivisione dei dati fra Whatsapp e Facebook.

Non che altri social siano meno invasivi. Praticamente tutto quello che facciamo su , Facebook ecc. viene registrato e conservato. Per sempre.

Prendiamo per esempio Google. Visitando il servizio takeout ed accedendo con il nostro utente Google (“un unico account per tutti i servizi…”) sarà possibile rendersi conto di quali e quante informazione abbiamo condiviso, volenti o nolenti e scaricarne una copia.

Anche visitando un altro servizio potrete rendervi conto della vostra vita online. Dai dispositivi utilizzati per connettervi, siano mobile o pc (con data, ora, località), ai video visti su Youtube (la cronologia completa!), ai libri letti su Books, alla cronologia delle posizioni, le app installate, i contatti, le ricerche vocali (potete riascoltare la vostra voce), la cronologia di Chrome.

Se tenete alla vostra privacy è il caso di are un’occhiata alle impostazioni dei vostri social.

Questo non vi permetterà di considerare completamente al sicuro i vostri dati, ma almeno un minino di attenzione dovete averla.

Cosa fare in pratica?

Accedete al vostro profilo Google ed aprite il link privacy. Da questa pagina, dove potete leggere le policy privacy e quali dati vengono raccolti per quali finalità, potete cliccare su account personali per aprire il pannello delle impostazioni . Da qui potete controllare le attività e quindi finalmente giungere alla gestione attività dove effettivamente potrete configurare i servizi Google e i dati che potranno memorizzare.

Su Facebook il consiglio che posso dare è di verificare prima di tutto le informazioni personali inserite nel proprio profilo cliccando sul nome nella intestazione della pagina e poi su Aggiorna informazioni. Verranno mostrate le varie categorie di informazioni (posto di lavoro, scuola, città, data di nascita, ecc). Per ogni categoria potete impostare chi potrà leggere le vostre informazioni (amici, amici di amici,…)

Una volta verificate le impostazioni delle informazioni personali è tempo di controllare le altre impostazioni. Cliccando sulla freccetta presente nel menu e quindi su Registro attività potrete consultare tutte le attività svolte, post, ecc. comprese le ricerche effettuate su Facebook (menù Altro) ed eventualmente, cancellare lo storico delle ricerche.

Ora è tempo di lavorare sodo. Sempre dal menù scegliete Impostazioni. Qui dovrete visitare tutte le impostazioni di ogni sezione (sì, sono molte) e configurarle secondo le vostre preferenze. Ovviamente suggerisco di impostare la massima protezione possibile, ad esempio disattivando la geolocalizzazione nella sezione mobile.

Altre impostazioni da controllare sono relative a chi potrà accedere al vostro diario in lettura/scrittura, chi potrà leggere i vostri post, ecc.

Io ho scaricato il mio Google Takeout. Fa un certo effetto rileggere a distanza di anni le proprie chat su Hangout, i video visti su Youtube e tanto altro ancora. Rifletteteci!

Paolo Giardini

Paolo Giardini

Paolo “aspy” Giardini, direttore di OPSI, Osservatorio Nazionale Privacy e Sicurezza Informatica, organo di AIP (Associazione Informatici Professionisti, per la quale ricopre anche l’incarico di Privacy Officer) si occupa da oltre venti anni di Sicurezza Informatica, Privacy, Computer Forensics ed Open Source, svolgendo attività di analisi e consulenza e tenendo corsi e seminari in Italia ed all’estero.
Svolge attività di Consulente Tecnico di parte (CTP) e di Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) presso diverse Procure della Repubblica e Tribunali. Nel tempo libero si dedica alla organizzazione dell’hacker game che ha creato, “CAT – Cracca Al Tesoro”.

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