Digital Trends

3 lezioni su eLearning dal Master HR Specialist di Roma Tre

Formazione in presenza nel fine settimana e “a distanza” negli altri momenti della settimana attraverso una piattaforma che è riuscita in passato a creare una così forte e strutturata da dar vita ad un’associazione.

Nella Comunità di pratica del Master, si è sviluppato un processo di condivisione della conoscenza che non faceva parte di un corso o di un modulo di formazione elearning, ma ha ottenuto in ogni caso il fine di trasmettere con successo l’informazione e la competenza. L’apprendimento collaborativo appunto. E’ stato un ottimo esempio di informal learning ed i vantaggi sono stati evidenti, in particolare è migliorata in modo naturale la conoscenza e la produttività dei corsisti, ha generato nuove idee e aumentato l’innovazione, ha aumentato la crescita professionale migliorarndo la reattività delle persone grazie a un apprendimento “self- service”.

Questi gli elementi che caratterizzano il master HR Specialist, diretto dalla professoressa Giuditta Alessandrini dell’Università Roma Tre di Roma, che già nel lontano 2002 puntava sulla formazione a distanza.

Il percorso post universitario, finalizzato a formare professionisti nell’area della gestione e sviluppo delle risorse umane, ha visto la progettazione di una specifica piattaforma in cui esperti di formazione e docenti universitari hanno collaborato a stretto contatto con i tecnici al fine di dare vita a una piattaforma abilitante per la formazione in presenza.

Per fare formazione di qualità – dichiara Emanuele Pucci, AD Teleskill – è necessario il luogo virtuale giusto, quello che può mettere a disposizione strumenti di interazione che si adattino a situazioni specifiche come questa. Piattaforme rigide e già preimpostate non possono rappresentare la giusta soluzione”.

Il master consente ai partecipanti di formarsi attraverso i video dei moduli di formazione (circa 50) accompagnati dal materiale didattico, i webinar in diretta pianificati a seconda di esigenze specifiche, dei project work fatti in parte in presenza e in parte a distanza e con momenti di formazione in aula.

Quali le lezioni che si possono desumere da questa esperienza?

1. Attività a distanza prima dell’incontro in presenza sono utili per abbattere la “timidezza” da primo contatto

La costruzione della comunità ha inizio nel caso del master dalla registrazione in piattaforma e da alcune attività propedeutiche che lì vengono svolte. Il fatto che sia possibile attivare la collaborazione tra i partecipanti attraverso attività quali scrittura di post, meccanismi di like, condivisione e tag oltre che videoconferenza è una grande opportunità. Far sì che le persone si “conoscano” prima on line e si incontrino in presenza va ad aumentare il valore formativo della prima lezione “dal vivo”.

2. Piattaforme ben strutturate consentono la creazione di vere comunità di pratica

Obiettivo della formazione nel master è anche quello di costruire team professionali, che abbiano un interesse comune legato alle tematiche trattate, e che possano continuare a crescere confrontandosi anche una volta terminato il master. Il fatto che in alcune delle edizioni realizzate ci sino stati gruppi che si sono addirittura uniti in associazione è la cartina di tornasole di quanto si possano costruire legami forti anche mediante una piattaforma e-learning.

Approcci di azione formativa “leggeri”, orizzontali, cioè centrati sulla capacità riflessiva del gruppo di lavoro (inteso come comunità di pratica) – afferma la prof. Alessandrini – possono essere visti anche come “allenamento” a scenari del lavoro destrutturati, discontinui e flessibili del futuro,ovvero allo Smart Working. Al di là degli strumenti e degli ambienti, in un contesto come quello della piattaforma HR Specialist, e’ un valore aggiunto la capacità di attivarsi del soggetto, di comprendere su che cosa acquisire conoscenze,come trovarle, dove intrecciare relazione fiduciarie per “arrivare” alle conoscenze ed alle competenze che servono“.

3. La presenza di un tutor facilitatore fa la differenza (in positivo)

La presenza di un e-tutor è da ritenersi fondamentale per garantire engagement e interazione tra i partecipanti oltre che per “cementare” le relazioni all’interno della comunità di pratica. Il master fa scuola anche in quanto alla selezione del tutor, visto che quello attuale è un ex allievo del corso che conosce bene pertanto le dinamiche di formazione del gruppo e sa ricostruirle a ogni nuova edizione.

L’e-tutor HR è un facilitatore dell’apprendimento: promuove spazi di condivisione delle informazioni e di costruzione della conoscenza; favorisce lo scambio dei contenuti e crea un’interfaccia di dialogo con i docenti; promuove momenti di “interazione sociale”; è un e-coaching ed e-mentoring. Il ruolo dell’e-tutor nel Master è di proporre attività e supportare i diversi momenti socio-formativi tali da favorire la coltivazione “in gruppo” di comunità di pratica.

Clicca per commentare

Commenti e reazioni su:

Loading Facebook Comments ...

Lascia una replica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

No Trackbacks.

Inizio
Shares
Share This