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Whatsapp, Telegram o Facebook Messenger?

Whatsapp

Qualche anno fa (lascio a voi fare il conto) gli operatori di telefonia mobile avevano introdotto un nuovo servizio, gli SMS. La cosa divertente fu che l’allora rappresentante di uno di questi operatori mi disse che avevano attivato i brevi messaggi di testo, ma che erano una moda e sarebbero destinati a scomparire. Di certo non ci aveva preso e forse avrà cambiato lavoro!

Ora senz’altro ha avuto ragione sul fatto che sarebbero gradualmente spariti, ma di certo non nel senso che intendeva lui. Da quando gli apparati mobili si sono evoluti in smartphone, i brevi messaggi di testo sono stati soppiantati dalla messaggistica istantanea.

Secondo i dati del VII Rapporto Asstel si registra nel 2015 in Italia un vero e proprio boom del traffico dati da mobile ed un calo di utilizzo degli sms. Tra il 2013 e il 2014 si registra un crollo vertiginoso del 40% a favore di applicazioni di messaggistica. Ma quale il servizio di messaggistica da usare? Tempo fa avevamo fatto un primo raffronto Telegram vs Facebook e ora aggiorniamo la cosa inserendo qualche altra alternativa.

Rilasciata come prima versione nel 2009, l’applicazione è disponibile per tutti i sistemi smartphone. Whatsapp è sicuramente una delle app di messaggistica istantanea più conosciute ed utilizzate al mondo, tanto che agli inizi del 2016 viene annunciato ufficialmente il miliardo di utenti.

L’applicazione permette l’invio di messaggi di testo, immagini, video, audio, documenti, link e dà la possibilità di fare chiamate VoIP utilizzando un protocollo di comunicazione proprietario. Una volta installata Whatsapp preleva tutta la rubrica del proprio cellulare e la carica sui server del sistema.

Oltre all’invio ad un utente singolo, è possibile creare dei gruppi con i propri contatti fino ad un massimo di 256 membri e nominare altri amministratori.

E’ possibile fare un backup di tutti i dati trasmessi e ricevuti, in modo da poterli ripristinare su un nuovo apparato o se si dovesse reinstallare l’applicazione. Inoltre tutti i file che vengono ricevuti possono essere salvati sul cellulare o condivisi, tramite l’app stessa, ad altri contatti o tramite le altre applicazioni installate.

Il 19 febbraio del 2014 viene annunciato che l’app entra a far parte della scuderia di Facebook, dichiarando che lo sviluppo non subirà stravolgimenti e non verranno introdotti banner o messaggi pubblicitari. Tuttavia quest’anno la società di Zuckerberg ha attivato la possibilità di condividere la rubrica tra Whatsapp e Facebook, sollevando non poche critiche da parte degli utenti e un procedimento da parte del Garante Privacy UK che ha bloccato il trasferimento dei dati.

Dal 2015 è possibile utilizzare tramite browser l’applicazione tramite web e da maggio del 2016 per Windows 8 e Mac OS 10.9 è disponibile una versione desktop. In entrambi i casi per utilizzare il sistema è necessario che lo smartphone, su cui funziona il numero di cellulare a cui è associato il servizio, risulti collegato ad una rete dati.

Facebook

Questa applicazione proprietaria, che nasce nel 2011 per sistemi Android e iOS, è integrata con il famoso social network e permette l’invio di messaggi, stickers e chiamate vocali. Inoltre può accedere alla fotocamera per inviare foto o video effettuati sul momento oppure prelevare quelli presenti sulla memoria interna del cellulare.

E’ possibile messaggiare con i propri contatti non solo tramite l’applicazione o con la chat presente nel sito Facebook, ma è disponibile anche un sito dedicato www.messenger.com. Inoltre non è strettamente necessario essere iscritti al social network per utilizzare l’applicazione.

Da quando Zuckerberg ha annunciato la creazione di una vera e propria piattaforma di messaggistica, gli sviluppatori hanno a disposizione delle API che permettono di implementare nuovi servizi tra cui i Bot, dei sistemi di risposta automatica.

L’applicazione completamente gratuita è disponibile per tutti i sistemi smartphone e con le versioni web il suo utilizzo anche con il desktop. In quest’ultimo caso a differenza di Whatsapp non è necessario che il cellulare sia collegato ad una rete dati.

Telegram è sviluppato dall’omonima società che eroga i servizi senza scopo di lucro. Il sistema è di tipo proprietario lato server, mentre è open source lato client implementando un protocollo di comunicazione libero.

E’ multipiattaforma e possibile da utilizzare in versione desktop per Linux, Windows e Mac oltre che tramite browser. Per usare Telegram tramite desktop o browser non è necessario che il cellulare sia acceso e collegato alla rete dati.

L’app, in tutte le sue versioni, permette l’invio di messaggi di testo, immagini, video, audio, link, documenti, nonché la condivisione di tutti i contenuti con i propri contatti o con altri sistemi. Ogni utente può scegliere dopo l’iscrizione di utilizzare un nick che assumerà la forma di @nick. In questo modo l’utente può essere ricercato all’interno del sistema, anche se non si trova nei propri contatti.

Le conversazioni vengono salvate sui server cloud, permettendo la sincronizzazione su tutti i dispositivi in cui l’applicazione è installata e configurata con lo stesso numero telefonico. Con Telegram è possibile avviare conversazioni classiche, dove la cifratura dei messaggi è client-server e viceversa, e chat segrete con crittografia a livello di utente, rendendo la conversazione non in chiaro neanche sul server.

Come in Whatsapp è possibile creare dei gruppi di utenti, però di due diverse possibilità. Il gruppo può avere un massimo di 200 utenti e avere più amministratori, che hanno la possibilità di aggiungere e rimuovere membri, nonché cambiare il nome del gruppo. Al momento dell’aggiunta di un nuovo membro, l’amministratore sceglie se inviare o meno uno storico dei messaggi.

Vi è poi la possibilità di convertire i gruppi in supergruppi, che possono avere un massimo di 5000 membri. L’utente può aggiungersi in autonomia attraverso la condivisione di un link, gli amministratori però possono bannare gli utenti indesiderati.

Ulteriore funzionalità è il canale. In questo caso si tratta di un sistema di comunicazione, pubblicazione e condivisione dove gli unici a poter pubblicare sono gli amministratori. Non vi è un limite di utenti, tuttavia questi non possono commentare o inviare messaggi nel canale.

Telegram mette a disposizione un set di API che rende possibile agli sviluppatori la creazione di Bot o addirittura nuovi client. La creazione di Bot, ovvero dei sistemi che vanno ad un semplice risponditore automatico, possono essere creati molto semplicemente tramite Botfather e poi personalizzati tramite le librerie messe a disposizione.

Da quest’anno sono disponibili in tutte le conversazioni dei Bot inline che permettono ad esempio di cercare gif animate (@Gif), video su Youtube (@Vid), fare ricerche con il motore di ricerca Bing (@Bing) oppure collegarsi a Wikipedia (@Wiki). Utilizzando questi servizi è possibile cercare un elemento e condividerlo, senza dover uscire dall’applicazione stessa.

Conclusione

Sicuramente Whatsapp ha il grande vantaggio di essere stata la prima app di messaggistica istantanea ad essere stata sviluppata per dispositivi mobile e questo fa sì che sia la più conosciuta, nonché utilizzata. Tuttavia, lasciando da parte Messenger che fa parte della stessa “famiglia”, Telegram è un grande concorrente che offre molte possibilità e servizi aggiuntivi.

Senza dubbio una delle grandi differenze tra le due app è la sincronizzazione delle conversazioni su più dispositivi. Nonostante Whatsapp metta a disposizione client e web, questa ha il limite di obbligare ad avere il cellulare nei paraggi e collegato. Per contro Telegram non ha implementato il servizio di chiamate VoIP.

Antonio Faccioli

Antonio Faccioli

Libero professionista e amministratore delegato in un’azienda privata. Si occupa dal 1997 di software libero con particolare interesse per i linguaggi di sviluppo (Php e Python) ed i database. Dal 2009 promuove l’adozione dei programmi liberi all’interno delle pubbliche amministrazioni.
E’ socio LibreItalia, dove segue i progetti rivolti alle scuole, ed è membro di The Document Foundation, partecipando al gruppo italiano di traduzione.

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