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La rivoluzione dell’on demand economy

Economy

Viviamo nell’epoca della , una forma di economia digitale in cui domanda e offerta si incontrano su piattaforme informatiche online sfruttando i vantaggi delle nuove tecnologie e della rete.

A tal proposito, Fazland, piattaforma online di servizi on demand, ha realizzato la guida On Demand Economy Revolution, che analizza il fenomeno attraverso l’analisi delle quasi 10.000 richieste pervenute sul sito rivolte a imprese e professionisti.

Il settore che ha ricevuto più interesse da parte dei consumatori è quello della casa, con l’88% delle richieste di preventivo, il 26% delle quali riguarda l’area traslochi. A seguire il settore eventi, all’interno del quale la parte organizzativa si colloca al primo posto (31%).

Molto interessante è poi l’analisi sugli impatti che tale mercato può avere per imprese e professionisti: infatti, grazie ad una piattaforma di on demand economy un’azienda può ottenere oltre 60.000 euro in più sul fatturato semestrale, mentre un libero professionista 3.600 euro.

Guardando al mercato americano, secondo i dati della National Technology Readiness Survey (NTRS) l’economia on-demand sta attirando più di 22,4 milioni di consumatori ogni anno e 57,6 miliardi di dollari di spesa. La più grande categoria di spesa on-demand è quella degli e-commerce con 16,3 milioni di consumatori ogni mese e quasi 36 miliardi di dollari di spesa annuale.

Al secondo posto ci sono i trasporti (per servizi come, ad esempio, Uber e Lyft) con 7,3 milioni di consumatori mensili e 5,6 miliardi di dollari di spesa annua. Seguono i servizi legati al cibo e alla consegna di generi alimentari, i servizi domestici, i servizi freelancer e il settore salute e bellezza.

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I dati NTRS mostrano che, nonostante gli uomini siano ancora i consumatori prevalenti dell’economia on-demand (55%), le donne sono al 45%. Non sorprende che quasi la metà (49%) dei consumatori on-demand siano Millennials, ma il 30% sono persone tra i 35 e i 54 anni e ben il 22% ha 55 anni o più.

Il fenomeno dell’on demand economy permette di far incontrare efficacemente domanda e offerta, innescando un meccanismo che, come si stima, non solo ridurrà la disoccupazione, ma contribuirà all’aumento del PIL mondiale del 2% l’anno entro il 2025.

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