Digital Trends

Più Collaboration in Formazione e Organizzazione per aziende migliori

Le piattaforme social e collaborative sono sempre più utilizzate in ambito lavorativo: questo sta determinando una nuova organizzazione del lavoro che può presentare vantaggi per i dipendenti lavoratori a livello di performance e benessere e, per le organizzazioni, in termini di crescita e sviluppo.

Le modalità di formazione a distanza rappresentano una delle modalità di educazione e apprendimento maggiormente conosciute soprattutto in relazione ai benefici nell’adozione di questi modelli. Questo quanto emerge anche dal recente studio The NMC Horizon Report: 2016 incentrato sull’educazione specialistica di alto profilo, secondo il quale non tutti gli operatori del settore, come ad esempio le Università, hanno previsto gli investimenti necessari a dare vita ad esperienze significative e innovative di apprendimento per i discenti. Investimenti che dovrebbero però crescere nei prossimi anni.

La tecnologia per la didattica è passata attraverso tre differenti generazioni di sviluppo ed implementazione, e oggi ne vive una quarta. Una prima generazione che ha rappresentato l’utilizzo di base della tecnologia: come Computer-based Training (CBT) e i siti web; una seconda generazione che ha riguardato i sistemi aziendali con sistemi di gestione dell’apprendimento (LMS) e sistemi di gestione dei contenuti (CMS); infine una terza generazione che ha preso in considerazione gli aspetti di frammentazione e diversificazione dei saperi con social media e MOOC. Oggi si assiste allo sviluppo di una quarta era in cui le tecnologie sono distribuite digitalmente in modalità multilivello e multimediale per incoraggiare un apprendimento adattivo, supportare attraverso le infrastrutture distribuite alcuni modelli di competenze che possono essere diversificate in base ai diversi stadi analizzando una complessità di fattori quali ad esempio controllo tra studente, docenti e istituzione per le attività di apprendimento formale ed informale; verifica della proprietà dei dati e contenuti; utilizzo di piattaforme digitali per decentrare l’insegnamento e favorire diverse modalità e approcci di apprendimento.

Apprendimento e lavoro

Che cosa significa tutto questo per l’apprendimento sul lavoro? Significa che c’è bisogno di avere una comprensione molto più ampia del concetto di apprendimento legato al lavoro ovvero di come le persone imparano nei luoghi di lavoro. Un apprendimento “moderno” deve poter riconoscere il fatto che oggi si impara in molti modi diversi attraverso esperienze personali quotidiane e soprattutto in un processo continuo. All’interno dei contesti aziendali, la tendenza è di rendere la formazione online sempre più ritagliata in base ai settori aziendali e alle esigenze individuali, attraverso un processo formativo di tipo informale con benefici rilevanti come:

  • stimolare il coinvolgimento dei collaboratori

  • accrescere le competenze dei singoli e del gruppo

  • favorire i processi di informal learning

  • permettere la condivisione e l’archiviazione di best practices.

La collaboration

Le piattaforme social e collaborative possono essere utilizzate all’interno dell’organizzazione per mettere in connessione i lavoratori con le altre expertise di cui hanno necessità, per migliorare l’engagement dei dipendenti e all’esterno per raggiungere i customer e gli stakeholder. Si parla oggi di social organization, intesa come un modo nuovo di fare impresa che consente a un vasto numero di persone di lavorare collettivamente, valorizzando competenze, talento e creatività. Il cambiamento apportato dall’utilizzo dei social media e dai processi di collaborazione emergenti dal basso rappresenta una sfida culturale, organizzativa e strategica prima che tecnologica, che coinvolge CEO (Chief Executive Officer), direttori HR e ICT manager e tutti coloro che, con livelli di responsabilità diversi, operano dentro e fuori le organizzazioni. Attraverso l’implementazione dell’apprendimento online e delle tecnologie ad esso correlate i formatori, gli amministratori del sistema e i ricercatori possono accedere a dati e percorsi effettuati per valutare l’intero processo di apprendimento dei discenti, di condivisione e scambio dei saperi anche in modalità di peer-education. Le ricerche esistenti nel campo della scienza dell’apprendimento a distanza, online, e blended suggeriscono che la scelta della tipologia di approccio in primo luogo e la preferenza della piattaforma tecnologica in secondo luogo determinano l’efficacia del processo di apprendimento. Ma non tutte le tecnologie di collaboration sono uguali: questa è la conclusione alla quale è giunta la multinazionale McKinsey nel suo ultimo report dedicato proprio a come le tecnologie digitali siano in grado di cambiare il modo di fare business e formazione all’interno delle organizzazioni e delle aziende.

La

Secondo lo stesso studio McKinsey solo una nuova generazione di tools e piattaforme diversificate consentono realmente ai dipendenti di collaborare meglio e trovare strade e soluzioni innovative. La maggior parte delle aziende intervistate ha trovato nell’utilizzo delle piattaforme collaborative e social profondi benefici anche a livello di comunicazione interna che ha positivamente influenzato l’attività lavorativa.

Un uso adeguato dei social media, secondo il rapporto, induce anche ad un migliore utilizzo di altre piattaforme tecnologiche aziendali. Quando le organizzazioni devono digitalizzare il flusso di lavoro di un processo (il che accade molto spesso con i processi customer-facing), gli intervistati affermano che l’utilizzo di strumenti sociali, all’interno di quello stesso processo, permette più grandi benefici. Alcuni dirigenti hanno inoltre segnalato sempre in termini di costi/benefici addirittura un aumento della produttività individuale. Ulteriori vantaggi sono ancora più evidenti quando l’azienda utilizza i dati raccolti dalle interazioni sociali tra i dipendenti e i clienti. Secondo una ricerca condotta dal a scuola di Management del Politecnico di Milano, la social business collaboration in Italia è in crescita del 22% rispetto allo scorso anno e si sta dimostrando vincente anche per l’apprendimento poiché è una modalità meno rigida di formazione.

Nuovi strumenti sociali

I dirigenti intervistati da McKinsey riferiscono che l’uso commerciale di strumenti sociali è quasi universale: il 93% dichiara che le proprie aziende utilizzano almeno un tipo di piattaforma social e nella maggioranza dei casi i dipendenti possono utilizzare almeno una di queste piattaforme anche sui propri dispositivi mobili. Negli ultimi due anni il 74% ha evidenziato una maggiore integrazione delle proprie attività lavorative con alcuni di questi nuovi strumenti sociali con il vantaggio di avere interazione in tempo reale, attivare la collaborazione tra gruppi specifici e disporre di strumenti multipiattaforma.

La maggior parte delle aziende tende ad utilizzare gli strumenti social solo all’interno dei processi di comunicazione esterna, come per le attività di marketing e pubbliche relazioni, ma benefici maggiori si potrebbero riscontrare nell’uso degli stessi all’interno di tutta l’organizzazione anche nei processi interni, come la R&S e la gestione IT. Se un’azienda supporta e implementa la tecnologia per migliorare i propri processi i benefici sono maggiori allorquando strumenti digitali e piattaforme social vengono sviluppati ed utilizzati al tempo stesso: ad esempio, quando i piani di marketing sono digitalizzati e vengono utilizzati strumenti social anche per il credito, è stato evidenziato un aumento del 27% nel fatturato rispetto alla media che si attesta al 20% senza l’integrazione tra digitale e social tools.

Anche nel nostro Paese la business collaboration attraverso piattaforme online si va sempre più diffondendo. Secondo una ricerca svolta nel 2015 dall’Osservatorio Collaborative Business Application, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, tra le aziende che hanno realizzato progetti di business collaboration, si registrano ottimi risultati in termini di soddisfazione e benefici ottenuti: l’85% del campione è soddisfatto o molto soddisfatto di aver realizzato un progetto in ambito collaborativo.

Emma Pietrafesa

Emma Pietrafesa

Ricercatrice non strutturata presso Enti di ricerca e Università, Comunicatrice. Lavora nel settore delle attività di ricerca e comunicazione da oltre 10 anni, con focus su: ICT e socialmedia ed impatto sugli stili di vita, tematiche di genere, salute e sicurezza sul lavoro, cyberharassment e cybersafety. E’ Responsabile del Coordinamento editoriale della Rivista accademica RES PUBLICA. Al suo attivo (italiano, francese ed inglese) oltre 40 pubblicazioni tra articoli, saggi, monografie e cura redazionale di pubblicazioni scientifiche e accademiche. Docente e relatrice in convegni e seminari di settore. Scrive per testate online nel settore ICT e digitale: TechEconomy, Girl Geek Life.

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